Sassari spagnola-Associazione la Settima

Sassari spagnola


Sassari spagnola (dal 1479 al 1713 - dal 1718 al 1720)
Col matrimonio di Ferdinando I di Spagna detto il Cattolico che si unì a Isabella di Castiglia, figlia del re Giovanni II, i diversi regni della Spagna furono riuniti in un solo regno. 
Nel 1479 si generò la corona di Spagna.
Sassari e l'intera Sardegna divenne spagnola, per i sassaresi non cambiò sostanzialmente nulla, gradatamente la lingua catalana fu sostituita da quella castigliana.
Con la dominazione spagnola e la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo nel 1492 terminava il medioevo sardo e iniziava l'Era Moderna. 
La Corona spagnola alla luce dei nuovi interessi commerciali con le terre oltre oceano, abbandonò progressivamente l'isola lasciandola in mano ai viceré spagnoli. 
Il lento disimpegno della corona spagnola anche da parte dei viceré ha generato corruzione e guerre tra i vari potentati (feudi) che riuscirono a controllare in modo autonomo il territorio imponendo tasse depredando tutto quello che il popolo produceva. 
Nel 1480, il sovrano spagnolo Ferdinando I di Spagna, dopo un lungo braccio di ferro con il pontefice, crea il supremo Tribunale dell’Inquisizione spagnola che viene esteso anche in Sardegna.
L'Inquisizione era uno speciale tribunale ecclesiastico che giudicava i reati contro la fede. Ebbe origine nella prima metà del Tredicesimo secolo, quando il papa delegò i propri poteri in materia ad alcuni giudici da lui nominati: gli inquisitori. 
Questi processavano gli eretici, determinando la gravità delle loro colpe e stabilendo le pene, in genere spirituali, quando gli eretici si pentivano. 
Nel caso che non ci fosse pentimento, c'era la condanna a morte. 
 In Sardegna il tribunale fu istituito nel 1492 con la nomina da parte dell’inquisitore generale Tomas de Torquemada, del primo inquisitore del regno di Sardegna, Sancho Marin, con sede a Cagliari. 
La popolazione cagliaritana non fece mistero del suo odio nei confronti del tribunale, soprattutto quando, nel 1562, arrivò don Diego Calvo, che iniziò un'attività dichiaratamente repressiva. Il nuovo inquisitore alla fine fu costretto a trasferire il tribunale a Sassari, dove si insediò nel 1563 nel castello aragonese della città.
Nel castello avveniva lo svolgimento del processo, vi era la residenza degli inquisitori, le carceri del Sant'Uffizio e la sala di tortura.
La maggior parte dei processi, chiamati autodafé, (atto di fede) celebrati in Sardegna non riguardano la pratica di dottrine eretiche ma soprattutto accuse di magia e stregoneria.
Prima del processo, che è celebrato spesso in un luogo pubblico, l’inquisito veniva imprigionato e sottoposto a tortura per estorcere la confessione della sua colpa. Nel 1576, a Sassari, è celebrato l’autodafé di Miguel Naitena, che, fingendosi commissario dell’Inquisizione, fece arrestare una donna che rifiutò le sue proposte di «conversacion carnal». 
La pena inflitta fu di cento colpi di frusta e tre anni al remo senza paga.
Nel XVIII secolo, con la cessione della Sardegna ai Savoia, i poteri dell’Inquisizione sarda sono progressivamente ridimensionati e ricondotti ai funzionari delle diocesi. Nel XIX secolo gli stati europei soppressero i tribunali dell'inquisizione, questa pratica rimase nello Stato pontificio che nel 1908 assunse il nome di Santa Congregazione del Sant'Uffizio sin quando nel 1965 assunse l'attuale nome di Congregazione per la dottrina e la fede.
Ferdinando I muore nel 1516, inizia il regno del casato degli Asburgo, Ferdinando è sostituito da Carlo V d'Asburgo che prese il nome di Carlo I di Spagna suo nipote che regnò al posto della madre Giovanna di Castiglia conosciuta come Giovanna la Pazza.
Sotto il governo di Carlo I si susseguono guerre e conflitti, contro i francesi, gli ottomani e i tedeschi.
Nel 1527 Sassari fu occupata dai francesi dopo una battaglia che vide soccombere i sassaresi in una vera carneficina, il comandante delle truppe francesi ordinò di mettere a ferro e fuoco la città, ci furono fatti di sangue, oltraggi e violenze alle donne, saccheggi e incendi come quello al Palazzo comunale, dove fu distrutto tutto l'archivio storico della città.
L'occupazione della città durò circa un mese sin quando le truppe del Governatore del Logudoro riuscirono a bloccare le quattro porte della città costringendo i francesi ad arrendersi.
Nel 1528 Sassari è colpita dall'ennesima epidemia di peste, morirono migliaia di persone. 
Durante il regno di Carlo I si susseguono battaglie contro i pirati ottomani che volevano invadere la Sardegna. 
Carlo I abdica nel 1556 in favore del figlio che prende il nome di Filippo I di Spagna.
Nel 1571 re Filippo I ordina di costruire sui litorali della Sardegna delle torri di guardia contro l'invasione degli ottomani, con il tempo si costruirono centocinque torri, ancora oggi la costa è conosciuta come quella delle 100 torri. Nel 1581 per far fronte alle spese di costruzione, manutenzione e presidio s'istituisce la "Reale Amministrazione delle torri", in questo modo aumentarono i dazi per l'esportazione di cuoio, formaggi e lana, furono pagate interamente dal popolo sardo.
Le torri continuarono a essere degli avamposti militari, sino al 1815 dopo il trattato di Vienna, impose agli stati barbareschi l'abolizione della tratta degli schiavi, furono smilitarizzate completamente nel 1867 quando nacque il Regno d'Italia. 
Filippo I muore nel 1598 dopo una pesante sconfitta militare per opera della flotta inglese. 
Nel 1598 succede al trono di Spagna e re di Sardegna Filippo II che regnerà sino alla morte avvenuta nel 1621.
Durante il regno di Filippo II nel 1617 è istituita l'Università di Sassari (Universidad) attiva all'insegnamento già dal 1562 con il nome Colegio de estudio general.
Ispiratore della nascita dell'Università fu il sassarese Alessio Fontana che lascio dopo la morte tutti i suoi beni per l'istituzione della scuola affidandone la gestione ai gesuiti, un ordine religioso presente in città. 
Nel 1621 a Filippo II succedette il figlio Filippo III di Spagna.
Anche durante il regno di Filippo III un'altra epidemia di peste, altre nuove guerre, sia contro i pirati ottomani sia sbarcano nel sassarese devastando Porto Torres e Sorso, sia contro l'esercito francese che tenta un'altra invasione.
Durante il suo regno nel 1652 fu fatta promessa alla Vergine Assunta di salvare la città dalla peste, la tradizione vuole che da quella promessa nasca l'origine della discesa dei candelieri.
Durante il regno di Filippo III s'iniziò e si sviluppò la coltivazione dell'olivo per la produzione dell'olio, nel 1624 si emanava una disposizione che obbligava i proprietari dei terreni dove c'erano olivastri a innestarne almeno dieci l'anno, pena una multa di quaranta soldi. Si concedevano i terreni a chi avesse innestato gli alberi con l'obbligo di costruire un mulino dove vi fossero almeno cinquecento alberi anche se ancora olivastri.                                                                                                    Dalla Spagna giunsero delle persone specializzate per insegnare la pratica dell'innesto ai sassaresi.
Filippo III regnò sino al 1665.
Alla sua morte gli succede il figlio Carlo con il nome di Carlo II di Spagna, durante il suo regno si manifestano degli scontri tra i nobili nati in Sardegna che pretendono di avere loro le alte cariche istituzionali e non persone imposte da altri paesi.
Carlo II muore nel 1700 senza lasciare eredi, per suo volere testamentario fu nominato re di Spagna Filippo di Borbone nipote di una sorella, prese il nome di Filippo V, questa nomina è stata ritenuta in contrapposizione con altri pretendenti al trono come Carlo Arciduca d'Austria che vantava diritti di successione.  
Il fatto è che Filippo V oltre ad essere re di Spagna era anche il nipote del re di Francia Luigi XIV, le altre monarchie d'Europa non videro di buon occhio questa nomina e temendo che Filippo V potesse unire le due corone quella di Spagna e di Francia, diventando una grande potenza, l'Inghilterra, l'Olanda, l'Austria e i Savoia si alleano.
Carlo d'Asburgo si stabilisce a Barcellona e nel 1703 si fa nominare re di Spagna con il nome di Carlo III, la sua nomina è accettata dai catalani /aragonesi in contrapposizione con Filippo V re di Spagna.
Alla luce di questi avvenimenti, anche in Sardegna ci furono due fazioni favorevoli per l'uno o per l'altro, una fazione che finalmente vedeva l'occasione di cacciare gli spagnoli e un'altra fazione che non voleva perdere privilegi acquisiti negli anni.
Nel 1708 fu conquistata Cagliari dopo una sanguinosa battaglia, il vincitore Carlo III imperatore d'Austria e re catalano/aragonese nomina viceré un suo fiduciario, si stava preparando all'invasione e alla conquista dell'isola.
Invano si tentò una controffensiva.
L'isola divenne austriaca ufficialmente dal1713, sino a quando con un nuovo trattato la cedette ai Savoia.
Proprio durante l'occupazione degli austriaci s'impose a Sassari la gabella che imponeva a chiunque di vendere o acquistare il tabacco solamente quello messo in commercio dalla reale gabella, s'imponeva il monopolio. 
Per contrastare queste disposizioni ci fu una rivolta popolare che si concluse quando le truppe regie piazzarono i loro cannoni davanti alle mura della città.
Nel 1713 fu firmato un trattato, dove si stabiliva che Filippo V poteva continuare a essere re di Spagna, cedendo però parte dei territori del suo regno, Minorca e Gibilterra alla Gran Bretagna, il regno di Napoli, i Paesi Bassi, il Ducato di Milano e la Sardegna agli Asburgo, la Sicilia e una parte del milanese ai Savoia. 
Filippo V di Spagna, non accetta il trattato e con una spedizione militare occupa la Sardegna e la Sicilia. Nel 1717 con una spedizione militare navale e un esercito di uomini, arriva a Porto Torres, i sassaresi impauriti si arresero, Sassari tornò sotto il controllo spagnolo.
Quest'occupazione durò solamente meno di tre anni, nel 1718 fu firmato a Londra un nuovo patto di pace, dove si stabiliva che la Sardegna anziché la Sicilia fosse data ai Savoia.
Quest'accordo fu ratificato all'Aja l'otto agosto del 1720, suo malgrado i Savoia dovettero dopo solo sei anni abbandonare la Sicilia per prendere possesso della Sardegna. 
Da quella data, tutti gli stati appartenenti ai Savoia costituirono insieme all'isola, gli Stati del Re di Sardegna. 
Stava per iniziare l'epoca dei piemontesi che porterà in seguito all'Unità d'Italia.

Le tracce dei quasi quattrocento anni di dominazione sia catalano/aragonese che spagnola, hanno lasciato tracce durature per tanti decenni sia tra la nobiltà sia tra il popolino. Anche la lingua sarda subì l'influenza dello spagnolo, ancora oggi presente in molte parole nel dialetto sardo e in quello sassarese.
Molti costumi di tanti paesi hanno subito l'influenza di molti paesi che hanno conquistato la Sardegna, il costume di Alghero è un esempio della cultura spagnola.
Un altro esempio di testimonianza della dominazione spagnola è l'architettura che si diffuse nelle città e nei villaggi, quella di ornare i balconi e le finestre con motivi decorativi e ringhiere di ferro battuto. Anche l'architettura delle chiese si adegua alla nuova tendenza e al nuovo stile, molte chiese sono rifatte e abbellite con fregi e decorazioni scolpiti da maestri scalpellini come la chiesa di Sassari San Nicola duomo della città.
Nel 1605/1606 è abbellita la Fontana di Rosello con le quattro torri simbolo della città e una torre centrale con il simbolo di Aragona.
Purtroppo molti settori sono lentamente abbandonati dalla Corona spagnola per via dei nuovi interessi commerciali oltre oceano, questo fatto permise ai signori feudatari di inasprire le lotte tra di loro per il controllo del territorio complici i viceré spagnoli corrotti e incuranti della situazione.
Pian piano non si riconosceva più la loro autorità, i feudatari imponevano gabelle e tasse depredando ciò che si produceva.
Ad aggravare una situazione economica già provata, responsabile il disimpegno e l'abbandono della Sardegna da parte della corona, nel periodo spagnolo/aragonese si aggiungono oltre alle epidemie di peste, di colera e della malaria mai debellata, le continue invasioni dei pirati ottomani che portavano terrore e distruzione nei paesi rivieraschi. 
Per questo motivo nasceva nel territorio senza controllo il banditismo e una nuova figura, l'abigeatario. 
Squadre di malviventi si aggiravano nelle campagne imponendo tributi e razziando bestiame, chi si opponeva di solito era punito con la morte.
     

 
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