Sassari italiana (dal 1900 al 1946)-Associazione la Settima

Sassari italiana

 


Sassari italiana (dal 1900 al 1946)
 

Vittorio Emanuele III regna come re d'Italia dal 29 luglio del 1900 al 9 maggio 1946.

Dopo l'assassinio di Umberto I, sale al trono il figlio Vittorio Emanuele III che regna fino all'abdicazione il 9 maggio 1946 quando sul trono gli succederà il figlio Umberto II.

Vittorio Emanuele III si sposa con la principessa Elena del Montenegro, il matrimonio è celebrato al Quirinale con rito civile, seguito da quello religioso nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri il 24 ottobre 1896. Dal loro matrimonio nascono Iolanda, Mafalda, Umberto che gli succederà sul trono, Giovanna, e Maria Francesca.

La situazione socio economica in Sardegna era ancora molto deludente, l'analfabetismo sfiorava quasi il settanta per cento della popolazione, il reddito era tra i più bassi d'Italia, il governo anziché migliorare la situazione economica creando posti di lavoro, inviava carabinieri per arginare il fenomeno del banditismo e i furti di bestiame che accentuavano le faide tra famiglie. Questa situazione era comunque determinata dalla miseria del nostro territorio.

È durante il regno di Vittorio Emanuele III che si sviluppa ancor di più una coscienza sindacale in modo particolare tra i minatori che erano una delle classi operaie più sfruttate e costrette a lavorare in situazioni di estremo disagio.

Nel 1903 in uno sciopero che durò diversi giorni, furono arrestati diciotto operai, protagonisti furono i minatori di Montevecchio a Guspini che chiedevano l’abolizione del cottimo, la determinazione della paga su base giornaliera con l'aumento del salario tra i più bassi del mondo, la durata massima della giornata di lavoro con il diritto al giorno di riposo.

Il 7 maggio 1904 a Buggerru ci fu l’ennesimo incidente sul lavoro e quattro minatori morirono, riaccendendo la rabbia operaia. A settembre dello stesso anno, durante l'ennesimo sciopero, un dirigente della miniera che aveva imposto orari di lavoro ancora più sacrificanti con la ferma intenzione di non concedere niente alle richieste dei lavoratori, chiama in soccorso per sedare i manifestanti, i soldati del Regio Esercito che aprirono il fuoco e sparando ad altezza d’uomo. Due persone morirono all'istante e undici persone rimasero ferite tra i quali donne e bambini, altre due manifestanti morirono in seguito alle ferite qualche giorno dopo.

Purtroppo nello stesso mese, un altro fatto di sangue accadde in Sicilia dove, i carabinieri spararono sui contadini causando due morti e dieci feriti.

Questo ennesimo fatto di sangue tra i lavoratori che manifestavano per i loro diritti, spinse la Camera del lavoro di Milano in segno di solidarietà a proclamare il primo sciopero generale di tutte le categorie che sia stato fatto in tutta l'Italia e in Europa, si chiedeva in'oltre una legge sul disarmo delle forze dell'ordine in occasione di manifestazioni sindacali.

A seguito di quei fatti, nei due anni successivi, nel 1906, nascerà la Confederazione generale del lavoro, la CGIL.

Il governo per quei fatti, costituì l'ennesima commissione d'inchiesta che come altre volte non diede nessun risultato concreto eccetto qualche documento dove si denunciava la precarietà in cui si viveva in miniera, praticamente in questo modo: In cameroni luridi, senza aria e senza luce, contro ogni principio di igiene e di umanità” e che “si difetta di acqua potabile e non è strettamente osservata l’applicazione della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli e quella degli infortuni“.

Nel 1914 in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando l'Austria dichiara guerra alla Serbia.

L'Italia nella prima fase rimase neutrale al conflitto per poi schierarsi con la Francia, la Gran Bretagna e l'impero Russo, il 23 maggio del 1915 dichiara guerra all'Impero austro-ungarico. Il re per la sua partecipazione costante al fronte durante la Prima guerra mondiale fu chiamato con il soprannome di "Re soldato".

Il re aveva anche un altro soprannome, per via della sua statura era chiamato "sciaboletta" perchè fu forgiata una sciabola su misura.

Nel 1915 fu costituita la Brigata Sassari, un esercito formato da soli Sardi.

I diavoli rossi conosciuti come i Dimonios (Diavoli) hanno ancora oggi come motto "Sa vida pro sa Patria". "La vita per la patria".

Con il tempo la bandiera della Brigata è stata insignita con diverse onorificenze e ben quattro medaglie d'oro.

Tra gli arruolati nella Brigata Sassari che hanno partecipato alla Prima guerra mondiale, ci furono anche Camillo Bellieni ed Emilio Lussu fondatori in seguito nel 1921 del Partito Sardo d'Azione.

Il 24 ottobre del 1917 il Regio Esercito italiano presso Caporetto (oggi un comune della Slovenia), subisce una delle più amare sconfitte della sua storia. Il generale Cadorna al comando di quella disfatta, fu sostituito da Armando Diaz.

Nel 1918 a un anno esatto dalla battaglia di Caporetto, l'Esercito italiano vinse la guerra a Vittorio Veneto conosciuta come la battaglia del Piave.

La sera del 3 novembre 1918, fu firmato l'armistizio che sancì la fine dell'Impero austro-ungarico e la vittoria dell'Italia nel primo conflitto mondiale.

Mussolini al potere

Nel 1919 Benito Mussolini fonda il movimento fascista.

Nel 1922 ci fu la marcia su Roma e l'ascesa di Mussolini al governo, inizia il lento cammino che porterà alla dittatura fascista, inizia il controllo sulla libera stampa, sulla scuola e sulle opinioni personali contrarie al regime soffocando qualsiasi opposizione, iniziano le condanne e gli esili dei dissidenti sino ad arrivare nel 1926 allo scioglimento dei partiti di opposizione. Tanti furono gli antifascisti sardi, tra i quali: Lo scrittore e politico Emilio Lussu arrestato nel 1927, mandato al confino, riuscì a fuggire per Parigi. Morirà a Roma nel 1975 e Antonio Gramsci arrestato nel 1926 che fu uno tra i fondatori nel 1921 del Partito comunista d'Italia e fondatore del quotidiano L'Unità morì nel 1937.

Altre personalità antifascisti furono: Camillo Bellieni storico e fondatore del Partito Sardo d'Azione, l'intellettuale giornalista Attilio Deffenu, l'avvocato Michele Saba, l'avvocato Cesare Pintus , Velio Spano e tanti altri.

Nel 1927 Nuoro divenne provincia.

Nel periodo furono bonificati stagni e zone umide, dove si creeranno dei centri abitati, tra le quali Mussolinia (Arborea) e Fertilia.

Per far fronte alle esigenze di carbone nasce nel Sulcis la città di Carbonia.

Nel 1939 fu eletto papa Pio XII.

Nel 1940 inizia il conflitto armato più tragico della storia moderna, inizia la Seconda Guerra Mondiale, l'Italia era alleata con la Germania e il Giappone.

La guerra inizia in Europa nel 1939 con l'invasione della Polonia da parte della Germania e termina l'8 maggio 1945 con la resa tedesca, in Asia termina il 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese a seguito dei bombardamenti americani su Hiroshima e Nagasaki.

Dal 1943 anche in Sardegna iniziano i bombardamenti.

Cagliari subì ingenti danni ma fortunatamente Sassari fu risparmiata per intercessione della Madonna delle Grazie a cui l'arcivescovo Mazzotti si invocò formulando il Voto che per tradizione si svolge l'ultima domenica di maggio con una solenne processione.

La guerra comunque mise in difficoltà la già precaria condizione economica dell'isola perché i commerci con la terraferma erano molto ridotti e ciò che si produceva nell'isola non bastava alla popolazione.

Caduta del fascismo

Il 25 luglio 1943 si riunisce a Roma il Gran Consiglio del fascismo. Nel corso della seduta è discusso e infine votato a maggioranza l’ordine del giorno di Dino Grandi che prevede la restituzione al re del comando supremo delle forze amate. Il 27 luglio il duce del si reca alla residenza del re Vittorio Emanuele III dove, alla fine di un breve colloquio, fu destituito e arrestato dai Reali Carabinieri.

E’ la fine del regime fascista.

Il re nomina capo del governo provvisorio Pietro Badoglio.

Mussolini, dopo essere stato liberato dai tedeschi, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica di Salò. In seguito alla definitiva sconfitta delle forze italo/tedesche, abbandonò Milano la sera del 25 aprile 1945. Il tentativo di fuga terminò il 27 aprile con la cattura da parte dei partigiani a Dongo sul lago di Como. Benito Mussolini fu giustiziato il 28 aprile del 1945 e il suo corpo sarà portato a Milano a Piazzale Loreto.

La fine della monarchia

Finita la guerra, Vittorio Emanuele III il 9 maggio 1946, in un estremo tentativo di salvare la monarchia, abdica in favore del figlio, circa un mese prima del referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

Muore, il 28 dicembre 1947, ad Alessandria d'Egitto, dove si è ritirato in esilio prima del referendum.

All'abdicazione di Vittorio Emanuele III, sale al trono il figlio Umberto II di Savoia.

È l'ultimo re d'Italia, regna dal 9 maggio 1946 sino al referendum istituzionale del 2 giugno dello stesso anno.

Il referendum del 1946 sancisce la caduta della monarchia a favore della repubblica.

Enrico De Nicola diventa il primo Presidente della Repubblica Italiana.

Alcide De Gasperi Presidente del Consiglio.

Per il breve periodo di regno Umberto II è anche detto il re di Maggio.

Per il suo esilio, sceglie Cascais in Portogallo.

Umberto II morirà a Ginevra il 18 marzo 1983.

Nel suo testamento lascerà al papa la sacra Sindone, che dal 1578 era conservata nel duomo di Torino.

Sassari dal 1900 alla proclamazione della Repubblica 2 giugno 1946.

Nei primi anni del 1900 vicino alle concerie Costa nei terreni dei frati di Santa Maria di Betlem (oggi via Padre Ziranu) è nato il primo Mercato ortofrutticolo di Sassari.

Nel 1903 fu realizzata la statua in memoria di Pasquale Tola, aspettando la realizzazione del piedistallo rimase chiusa in un magazzeno sino al 1912 quando fu inaugurata.

Nel 1903 nel terreno un tempo appartenente alla chiesa e convento del Carmine vecchio sorse l’Orto Botanico di Rizzeddu per conto dell'Università.

Il 19 aprile del 1903 fu fondata la Società per l'educazione fisica Torres. conosciuta dalla fine degli anni settanta come Torres Calcio. Il campo sportivo fu chiamato L'Acquedotto per il vicino impianto per l'acqua inaugurato nel 1923 in viale Adua.

Nel 1904 fu demolito l'antico Seminario Canopoleno che esisteva nell'odierna piazza Santa Caterina e l'attigua vecchia chiesa di Sant'Antonio Abate abbandonata nel 1788 quando gli alunni passarono nei locali dei Gesuiti dove oggi ha sede il Convitto Nazionale.
 

Inizialmente i locali dell'antico Seminario e quelli della chiesa furono adibiti Infermeria militare per poi essere nel 1904 demoliti.

Questa chiesa prese il nome di Sant'Antonio in onore del fondatore del Seminario Canopoleno (Don Antonio Canopolo) nonostante Sassari esisteva già una chiesa con questo nome, la chiesa di Sant'Antonio Abate (Sant'Antonio di lu foggu) in Porta Sant'Antonio.

Quest'ultima chiesa esisteva già verso la metà del 1500, nel 1614 fu data alla Confraternita dei Servi di Maria (nome che conserva ancora oggi). La vecchia chiesa fu demolita e ricostruita dal 1700 al 1706.

Il 13 febbraio 1905 in città fu messo in servizio il telefono.

1905 - Dopo diversi restauri fatti negli anni precedenti, si coprirono con una tettoia gli antichi lavatoi, quello esistente nella fontana di Rosello e quello della fontana delle Concie. Vicino alla fontana di Rosello esisteva un casolare, dove si produceva il ghiaccio artigianalmente, questa fabbrica che i sassaresi chiamavano "la fabbrica del ghiaccio" rimase attiva sino al 1903 sin quando l'imprenditore Salvatore Azzena Mossa iniziò la produzione del ghiaccio nello stabilimento di Santa Maria dove aveva il mulino.

Il 21 novembre 1905 ci fu l'inaugurazione del Rifugio delle bambine abbandonate sul colle Cappuccini.

Nel 1906 dopo un restauro fu riaperta al pubblico la chiesa di Sant'Apollinare anche questa chiesa elevata a parrocchia nel 1278 insieme alle parrocchie di San Nicola, San Donato, San Sisto e Santa Caterina (la vecchia chiesa di piazza Azuni demolita).

La chiesa di Sant'Apollinare è nel quartiere più antico di Sassari di "Pozzu di bidda", dove si presume sia iniziata la storia della città. Nel dicembre del 1651 avvenne un violento incendio per la disattenzione di un sacrestano nell'accendere le candele dell'altare, tutta la struttura lignea della chiesa, nonostante la popolazione abbia tentato con tutti i mezzi di domarlo fu distrutta, si salvò miracolosamente una parte di un crocefisso di legno fatto a grandezza naturale che stava sull'altare maggiore, per il fatto di essere stato salvato da quel terribile incendio la città lo venerò come il "Crocefisso Miracoloso" . La chiesa con il tempo ha subito altri restauri della struttura antica non rimane che qualche traccia nella facciata e il campanile del 1756.

Nel 1907 fu demolita l'antica chiesa e il monastero dedicata a Santa Elisabetta.

Nel 1490 per volere dei frati di Santa Maria di Betlem, fu edificato un monastero femminile con annessa una chiesa in onore di Santa Isabella, le suore che vi abitarono furono chiamate Isabelline, si trovava nei pressi della sorgente d'acqua chiamata "acqua della rogna"dove in antichità al tempo degli Statuti sassaresi si trovavano i bagni pubblici nella via che ancora oggi si chiama via Isabelline.

Nel 1615 per volere di una monaca nobildonna si rifondò la chiesa e il monastero cambiando anche il nome, non più a Santa Isabella di Ungheria ma battezzata in onore di Santa Isabella di Portogallo.

Di quest'antica chiesa non rimase che il portone d'ingresso.

Nel 1921 fu inaugurata la Fondazione Brigata Sassari che nei locali dell'ex conceria Dussoni nella "Strada nazionale" oggi via Carlo Felice davanti alla caserma Gonzaga ospitò al termine della Prima Guerra Mondiale l'IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) per ospitare gli orfani di guerra. Restò un orfanotrofio fino agli anni Sessanta, ospitando anche i bambini dell’ENAOLI (Ente Nazionale Assistenza Orfani Lavoratori Italiani).

Nel 1921 nasce in viale Italia su iniziativa d'imprenditori privati e di persone benestanti, il Policlinico Sassarese, fu la prima clinica privata della Sardegna.

Nel 1926/27 fu demolita l'antica chiesa di Santu Flasiu (San Biagio) per allargare la ferrovia.

Questa chiesa appena fuori dalla cinta muraria dava il nome a una Porta di Sassari chiamata in seguito Porta Sant'Antonio per via della chiesa vicina di Sant'Antonio Abate conosciuta come i Servi di Maria. L'antica chiesa di Santu Flasiu secondo alcuni documenti esisteva già nel 1274 e non si esclude che un tempo fungeva da piccolo ospedale o infermeria per i malati di peste.

Il 10 giugno 1923 si inaugurò il campo sportivo de “L’Acquedotto”, il nome lo prese dall'impianto esistente poco distante.

Nel 1928, in via Brigata Sassari, nell'area dove sorgeva l'ex orfanotrofio "Figlie di Maria" fu completato il palazzo delle Poste e Telegrafi.

Il primo servizio postale in Sardegna tramite corrieri nasce nel 1739, un ufficio postale fu impiantato a Sassari verso il 1836 nel pianterreno del Palazzo Civico, (oggi Teatro Civico) con una finestra verso la via degli Scolopi, (oggi via Sebastiano Satta) dalla quale si distribuivano le lettere.

Nel 1928 il governo soppresse la manifattura del tabacco, a nulla valsero le proteste e scioperi, la "fabbrica" fu spostata a Cagliari nel 1935.

La storia della coltivazione del tabacco negli orti di Sassari è datata forse dal 1570 quando la pianta fu importata dalla Spagna dopo la scoperta delle Americhe. I primi a imporre la gabella sulla produzione del tabacco facendo diventare la produzione come "monopolio" furono gli austriaci nel 1714 che addirittura per far cessare le proteste nate per questa decisione furono fatti venire soldati da Alghero, Castelsardo e Ozieri per circondare la città con cannoni.

La gabella fu levata dagli spagnoli nel 1720 prima dell'arrivo dei piemontesi.

Non è ben chiaro dov'era il primo stabilimento del tabacco, Enrico Costa ipotizza che fosse nel vecchio Castello aragonese prima che fosse abbattuto, si conosce quello adiacente all'Università verso Torre tonda requisito per l'occasione dal governo spagnolo nel 1782 per la fabbrica del tabacco.

Quando la manifattura si spostò a Cagliari, i locali di Sassari furono adibiti a magazzeni, dove si accatastavano le foglie del tabacco, nel 1901 ci lavoravano sessantadue operaie.

Nel 1862 lo Stato italiano assunse la produzione e la distribuzione di sali e tabacchi in regime di monopolio, a favore dello Stato.
Da allora l'esercizio del monopolio dei tabacchi è stato gestito direttamente dallo Stato con organismi diversi.

Nel 1930 inaugurata la tratta ferroviaria a scartamento ridotto Sassari/Sorso.

Nel 1931 inaugurata la tratta ferroviaria a scartamento ridotto Sassari/Tempio.

Inizialmente gestite dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, dal 2001 passano alle Ferrovie Complementari della Sardegna e dal 2008 all'ARST.

Nel 1931 fu edificato l'ex Sanatorio presso l'odierna via Livorno per la cura dei malati di TBC, rimase attivo in quell'area (oggi degradata e abbandonata) sino al 1956 prima di essere trasferito a Serra Secca. Il nuovo ospedale intitolato alla memoria di Antonio Conti ex rettore dell'Università, consigliere comunale e Sindaco di Sassari, all'epoca era un ospedale all'avanguardia per la diagnosi e la cura delle malattie polmonari.

Quando nella seconda metà degli anni novanta i reparti di Pneumologia furono trasferiti nei locali delle cliniche di San Pietro, l'ospedale di Serra Secca fu abbandonato. Solo recentemente una parte di quella struttura è diventata un Poliambulatorio moderno circondato dalle macerie del vecchio ospedale.

Tra il 1932 e il 1936 nasce il caseggiato della scuola elementare di San Giuseppe realizzato per radunare in un unico edificio le varie classi ospitate in palazzi malsani del centro storico cittadino.

Nel 1937 l’Arcivescovo A. Mazzotti, francescano dedicò l'antica chiesa di Valverde a San Francesco d’Assisi, come nuova parrocchia dei frati Cappuccini.

Il 23 ottobre del 1937 morì a Sassari Padre Manzella.

Nel 1939/40 fu demolito il convento e la chiesa di Santa Chiara edificata nel 1464.

Questo convento apparteneva alle Monache Clarisse ed era situato tra l'odierna piazza Mazzotti e via al Duomo.

Nel 1889 in un'ala del convento fu trasferita la Scuola Normale che nel 1923 diventa l'Istituto Magistrale.

Nel 1939 oltre la chiesetta e il monastero e altre case, furono demolite alcune vie e vicoli dando luogo allo "sventramento". In quello spazio sarebbe dovuta nascere piazza Littorio grande quanto piazza d'Italia che doveva contenere la Casa del Fascio, la sede dell'Ufficio Provinciale Corporativo, l'Istituto di Previdenza Sociale l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e la Torre Sacrario. Lo scoppio della seconda guerra mondiale fermò i lavori lasciando un cumulo di macerie. In quello spazio nel 1954 fu innalzata per volere dell'arcivescovo Mazzotti e del sindaco Pieroni la Colonna Mariana in onore della Madonna Immacolata Concezione dove, in cima c'è la statua della Vergine.

Nel 1943 l'arcivescovo Mazzotti formulò il Voto alla Madonna delle Grazie per la salvaguardare la città di Sassari dai bombardamenti.

 

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