Sassari italiana (dal 1861 al 1900) prima parte-Associazione la Settima

Sassari italiana



 

Sassari italiana (dal 1861 al 1900) 
 

Vittorio Emanuele II come primo Re d’Italia regna dal 17 marzo 1861 al 9 gennaio 1878.

La nuova Camera fu convocata per il 18 febbraio, con i nuovi deputati delle provincie meridionali. Nella tornata del 14 marzo, essa votava all'unanimità il seguente articolo:

Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia.

La legge fu proclamata il 17 marzo.

La capitale del regno è trasferita da Torino a Firenze.

Il regno d'Italia sarà completato il 20 settembre 1870 quando il generale Cadorna al comando dell'esercito sabaudo con il corpo dei Bersaglieri conquista Roma nella battaglia conosciuta come "La breccia di Porta Pia", questa conquista comporta la definitiva fine dello Stato Pontificio.

Tra il Regno d'Italia e la santa Sede fu firmato un trattato, dove si concedeva al Papa la sovranità di quello che in seguito fu chiamato lo Stato del Vaticano, il trattato che regolava i rapporti tra il regno e la santa Sede divenne legge e rimase in vigore sino al 1929 quando furono stipulati i Patti Lateranensi.

Dopo la conquista della città di Roma, fu indetto un referendum tra la popolazione, nel quesito si doveva rispondere alla seguente domanda:

«Desideriamo essere uniti al Regno d'Italia, sotto la monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori».

A stragrande maggioranza i romani risposero Si e nel 1870 con un Regio decreto tutto il Lazio veniva annesso al Regno.

In pratica con la presa di Roma si era unificata l'Italia intera.

In ricordo di quegli avvenimenti la data del venti settembre (la presa di Porta Pia) divenne nel 1871 festa nazionale, anche se in seguito fu abrogata ma, quella data diede il nome a molte vie italiane.

Nel 1871 la capitale dell'Italia fu spostata da Firenze a Roma.

Secondo gli storici il regno d'Italia non era una nuova realtà politica, con le annessioni del 1859 e quelle del 1860 era semplicemente l'allargamento del regno sardo, in definitiva era l'antico regno di Sardegna.

Vittorio Emanuele II è stato l'ultimo re di Sardegna dal 1849 al 1861, per poi diventare il primo re d'Italia dal 1861 fino alla morte avvenuta a Roma il 9 gennaio 1878.

Nonostante forti pressioni in modo particolare da parte degli Austriaci, Vittorio Emanuele II mantiene le istituzioni liberali create dal padre con lo Statuto Albertino riconoscendo quelle leggi molto importanti per l'amministrazione dello stato.

Aver mantenuto le leggi promulgate dal padre, le valse l'appellativo di: "Re Galantuomo".

Per aver realizzato l'Unità d'Italia, fu indicato come Padre della patria, a lui è dedicato il monumento nazionale, il Vittoriano (l'Altare della Patria) oltre a numerose statue che lo raffigurano in tantissime città italiane compreso il monumento inaugurato a Sassari il 1899 in Piazza D'Italia opera dello scultore Giuseppe Sartorio.

Con l'Unità d'Italia, la Sardegna diviene una regione periferica del nuovo regno.

La situazione economica purtroppo non migliora, anzi, sotto certi aspetti peggiora soprattutto per l'abolizione della proprietà dei terreni demaniali e dal fatto che il governo italiano non sa da dove iniziare a risolvere i problemi accumulati negli anni e l'isola si trovava in condizioni disastrose, la maggior parte della gente era analfabeta, un'economia inesistente, una povertà sempre maggiore con continue malattie ed epidemie che decimavano la popolazione, senza considerare il fenomeno del banditismo sempre più dilagante.

A peggiorare le cose, il governo nel 1865, emanò una legge che aboliva l'antico diritto allo sfruttamento dei terreni appartenenti allo stato di cui i comuni nel loro ambito di controllo concedevano ai cittadini che lo richiedevano pascoli, terreni e foreste per esercitare agricoltura e pastorizia. In quella legge, fu abolita l'antica tradizione dei diritti di pascolo concessi in affitto che non potevano essere più trasmessi da padre in figlio.

In pratica quella legge consentiva che quei terreni fino allora sfruttati in maniera collettiva da contadini e pastori, erano concessi a imprese. Oltretutto quella legge dava concessioni a privati per lo sfruttamento dei boschi, questo fatto determinò un disboscamento massiccio di tutti gli alberi presenti nell'isola, si pensa che il territorio boschivo sarebbe stato ridotto a un quinto.

Questo e altri motivi furono alla base per cui nel 1868 a Nuoro ci fu la famosa insurrezione popolare che prese il nome di "Su Connottu".

Questo movimento di protesta era la conseguenza della legge che favoriva la proprietà privata a discapito di quella pubblica come l'editto sulle Chiudende.

La popolazione locale capeggiata da Pasqua Selis Zau nota come Paskedda Zau, con il grido "torramus a su connottu" aizzò la popolazione, quel grido voleva significare di "tornare alle cose come si conoscevano" in pratica tornare ai tempi di quando i pastori avevano il diritto di pascolo nei terreni che un tempo erano demaniali.

La popolazione per far rispettare l'antica tradizione dell'uso dei terreni che appartenevano al comune e contro una delibera fatta su una lottizzazione per la concessione di alcuni terreni ai privati, assaltò il comune di Nuoro incendiando parte degli arredi e distruggendo alcuni documenti.

Alla luce di questi disordini dovuti oltre che dalle proteste dei pastori anche dalla povertà molto diffusa in tutta l'isola, fu istituita una commissione parlamentare per studiare le condizioni economiche e sociali in cui viveva tutto il popolo sardo e il fenomeno del banditismo.

Questa commissione parlamentare non produsse alcun effetto positivo sull'economia dell'isola, anzi non produsse neanche nessun documento.

Durante il regno di Vittorio Emanuele II il Parlamento abolì i privilegi di cui il clero e il feudatario avevano sempre goduto:

Fu abolito il tribunale che sottraeva alla giustizia dello stato gli uomini di chiesa oltre che per le cause civili anche per i reati di omicidio.

Fu abolito il diritto di asilo, cioè l'impunità di chi avesse commesso un reato e fosse poi andato a chiedere rifugio nelle chiese, nei conventi e nei monasteri.

Fu abolita la così detta "manomorta" cioè la non tassazione o l'esenzione dei beni dei feudatari o enti religiosi.

Con la morte di Vittorio Emanuele II il 9 gennaio del 1878 succedette come re d'Italia il figlio Umberto.

Umberto I regna dal 9 gennaio 1878 al 29 luglio 1900.

Umberto sposa Margherita di Savoia il 22 aprile 1868 a Torino, dal loro matrimonio nasce il figlio Vittorio Emanuele III. Umberto I è stato chiamato il re Buono da una parte della popolazione mentre dagli anarchici fu chiamato il re Mitraglia per la sua condotta conservatrice e repressiva.

Umberto subì vari attentati, fino a quello fatale per mano dell'anarchico Gaetano Bresci che il 29 luglio 1900 lo uccise durante il termine di una manifestazione a Monza con tre colpi di pistola colpendolo a una spalla, al polmone e al cuore.

Umberto I muore, a cinquantasei anni.

L'autore dell'assassinio fu processato e condannato a morte ma, il nuovo re Vittorio Emanuele II tramutò la condanna della pena capitale con l'ergastolo, Bresci morirà in carcere nel 1901.

Dopo la morte di Umberto I, sale al trono il figlio Vittorio Emanuele III che regna fino all'abdicazione il 9 maggio 1946 quando sul trono gli succede il figlio Umberto II.

Durante il regno di Umberto I la Sardegna era la regione più povera d'Italia, per effetto delle tariffe doganali che portarono al blocco delle merci verso la Francia, i settori che ne risentirono maggiormente furono la produzione dell'olio, grano, formaggio, vino e altri prodotti alimentari come l'esportazione di carni ovine. Questa crisi porta al fallimento di alcuni istituti di credito portando alla rovina molti risparmiatori. L'unico settore che ancora riusciva a produrre era l'attività mineraria che occupavano molta manodopera che purtroppo lavorava in condizioni di sfruttamento e salari molto bassi. Da questa situazione economica derivò l'aumento del banditismo e della criminalità nelle campagne.

Dopo la sommossa popolare chiamata"Su Connottu" del 1868, la povertà e la miseria aumentano costringendo molti a ribellarsi contro i soprusi dei potenti, aumentò il fenomeno del banditismo e la criminalità, incredibilmente il popolo sosteneva il bandito che uccideva per necessità proteggendolo nella latitanza, di solito presi di mira erano i ricchi possidenti, il bandito isolato in seguito fu sostituito da bande composte da più banditi.

Sassari dal 1861 al 1900

Nel 1862 su iniziativa del Comune e dell'Università, fu inaugurata la statua di Domenico Alberto Azuni in uno slargo che sino al 1853 sorgeva la vecchia chiesa di Santa Caterina e il Palazzo del Governatore del Logudoro. Lo slargo dopo l'abbattimento della chiesa e del palazzo, divenne un'elegante piazzetta nella quale fu collocato il monumento allo storico Giurista e Magistrato. La piazza prese il suo nome.

Nel 1862 fu istituita la Camera di Commercio.

Nel 1863/64 nasce l'istituto Ospizio dell'Immacolata Concezione e di S. Vincenzo de' Paoli è un istituto di accoglienza per l'educazione degli orfani.

L'Ospizio occupa gran parte del Convento dei Cappuccini appartenente alla Compagnia delle Figlie della carità. Oggi è sede del Conservatorio di Musica "Luigi Canepa".

Nel 1863 fu aperto il secondo archivolto del Carmine davanti alla strada che conduceva alla chiesa di Valverde (San Francesco).

In origine, salendo da via Mercato attraversando primo archivolto (ancora oggi esistente), si accedeva a un sagrato dove, sulla sinistra c'era il convento e sulla destra l'ingresso della chiesa del Carmelo, di fronte lo spazio era chiuso da un muro, dove nella parte alta un corridoio metteva in comunicazione la chiesa con il convento. Con lo sviluppo della città e la creazione delle nuove appendici all'esterno di questo muro fu creata una nuova strada di circonvallazione che metteva in comunicazione la parte bassa della città che andava da Corso Trinità alla parte alta dei nuovi quartieri, l'odierna Viale Umberto I.

Con l'abbattimento del muro si creò il secondo archivolto permettendo così il collegamento tra via Mercato e viale Umberto.

Nel 1864 si apre il nuovo Mercato civico costruito nel terreno appartenente ai frati dell'Ordine dei Carmelitani, nella nuova struttura troverà spazio il mercato della carne, quello della frutta e verdura e quello del pesce.

Nel luglio del 1866 è inaugurata l'illuminazione a gas, la quale sostituì i famosi fanali a olio impiantati nel 1826.

Il gas era prodotto dall'Officina del gas (gazometro) mediante la trasformazione del carbon fossile.

Nel 1864 nei pressi di Santa Maria vicino alle Concerie Costa, Don Antonio Gavino Passino apre un mulino, questo stabilimento dopo diversi proprietari nel 1898 fu acquistato dall'imprenditore Salvatore Azzena Mossa che lo rilanciò rimodernandolo.

Nello stabilimento oltre alla macinazione del grano e derivati, iniziò la lavorazione delle sanse, un frantoio per olive, una fabbrica di saponi e una per la produzione del ghiaccio.
Nel 1866 a seguito dell'abbattimento della Porta Sant'Antonio e il complesso di mura che la circondavano si diede origine all'attuale piazza. Dal 1954 in quella piazza si trova una colonna con bassorilievi che raccontano la storia della città, fu ideata da Eugenio Tavolara, in cima c'è la statua di Sant'Antonio. In origine Porta Sant'Antonio ancora prima che nascesse la piazza, era chiamata Porta Santu Flasiu (San Biagio) dal nome della chiesa demolita nel 1926. Il nome attuale deriva dalla vicina chiesa di Sant'Antonio Abate più conosciuta come i Servi di Maria, dove ha sede l'Arciconfraternita di quell'Ordine.

In data 28 agosto del 1867 il Consiglio comunale delibera il completo abbattimento del Castello aragonese costruito nel 1326/27. Il castello fu costruito dagli aragonesi quando da Sassari fu cacciato l'ultimo Podestà genovese. In seguito servì contro i sassaresi quando si ribellarono per le forti pressioni fiscali imposte dagli aragonesi.

Fu sede dell'esercito spagnolo e nel 1535 sede dell'Inquisizione in Sardegna.

In epoca dei Savoia sede del Regio Esercito Italiano e carceri.

Con i ruderi del materiale della demolizione fu costruito il terrapieno che unisce viale Trieste con Viale Umberto. Il castello occupava non solo l'area della caserma La Marmora, ma quasi tutta l'area della piazza.

L'ingresso era in largo Cavallotti chiamato all'epoca "pian di castello"che confinava con la vecchia porta Capu de villa (Porta castello) che fu la prima porta a essere abbattuta tra il 1835/1844. Quando si iniziò a tracciare il futuro urbanistico della città con le Appendici, il terreno circostante fu frazionato in lotti edificabili, (chiamati isole), oltre c'era solo campagna e strada polverosa, piazza d'Italia, non era ancora nata e la città finiva a poche decine di metri da via Roma.

Ancora esistevano tratti delle vecchie mura non ancora abbattute completamente.

Nel 1868 ci fu l'invasione delle cavallette che devastarono le campagne del sassarese.

Nel 1868 iniziava l'attività delle concerie Dau nello stabilimento Sant'Anna vicino alla fontana delle Conce.

Nel 1869 fu istituito un Ospizio con l'obiettivo di far cessare la pratica della richiesta di elemosine da parte di cittadini che la chiedevano per vivere.

Lo spazio trovato per questo Ricovero fu nell'ex Convento dei Minori Osservanti vicino alla chiesa di San Pietro di Silki, il nome che le fu dato era: Ricovero di Mendicità Margherita di Savoia (e in seguito Regina Margherita dal nome della moglie del Re Vittorio Emanuele II). La gestione fu affidata alle Suore di San Vincenzo.

Ancora oggi tutta quella vasta area immersa nel verde è chiamata l"Orto di San Pietro" conosciuta anche come l'Orto di San Bonifacio dal nome dell'antica chiesa che esisteva nei pressi ancora prima della chiesa di San Pietro, che secondo lo storico Vico era una delle più antiche nei dintorni di Sassari.

Anche questa chiesa con il tempo è andata persa.

Recenti ricerche fanno ipotizzare che nella zona ci fosse l'antico villaggio di Silki dimora estiva dei Giudici di Torres.

Nel 1870 la curia dopo una lite iniziata nel 1866 perse la proprietà di quei terreni coltivati a orto.

Oggi tutta quella vasta area appartiene alla Casa di Riposo Regina Margherita.

Nel 1869 presso la chiesa di San Paolo fu eseguita l'ultima pena capitale pubblica tramite l'impiccagione. Enrico Costa racconta così la vicenda:

"La mattina del 13 febbraio, alle ore 6, fu condotto al patibolo il contadino Truddaiu di Chiaramonti, d’anni trentasei. Per imperizia del nuovo boia, ebbe una lunga agonia, perché, non potendolo appiccare alla forca, lo legò alla scala e lo strangolò in un modo barbaro. Fu l’ultimo giustiziato a Sassari! Dopo quel giorno fu risparmiato ai sassaresi il triste spettacolo della forca".
Nel 1870 fu atterrata la chiesa dedicata a San Paolo esistente nell'attuale via Sebastiano Satta (da non confondere con la chiesa San Paolo vicina al cimitero). La chiesa era annessa al convento degli Scolopi appartenenti alla congregazione delle Scuole Pie.
Il fine principale dell’ordine era l’educazione e l’istruzione della gioventù.
Quando gli Scolopi andarono via nel 1866 la proprietà di tutto ex convento e la chiesa fu del Comune che riconvertì i locali e nel 1874 nacque l'Istituto Tecnico Lamarmora.

Nel 1870 fu demolito completamente il vecchio Palazzo Reale.

La parte bassa del palazzo confinava con la vecchia chiesa di Santa Caterina con la quale tramite un corridoio interno era collegata.

Un cortile con cancello all'imbocco di via Finanza (oggi via Luzzatti) permetteva l'accesso al palazzo. Quest'antico edificio chiamato Palazzo Reale o Palazzo del Governo si presume che esisteva già dal tempo dei giudici del Logudoro, era anche la residenza dei Podestà mandati da Pisa e da Genova e dei Viceré spagnoli e piemontesi.

Ha ospitato la Corte d'Appello, e la Prefettura.

Dopo la demolizione dell'antico palazzo, fu edificato il nuovo stabile sede degli uffici dell'Intendenza di Finanza oggi completamente abbandonato.

Al piano terra di questo palazzo tra piazza Azuni e via Luzzatti, dal 1886 ci sono i celebri Grandi magazzini Tomè, il primo che aprì a Sassari una rivendita di abiti già confezionati.

Sassari comunque grazie al rilancio dell'agricoltura e Oltre a uno sviluppo economico notevole nasceranno diversi istituti di credito quali tra gli altri il Banco di Sassari, la Banca Commerciale, la succursale della Banca Nazionale e altre filiali.

Queste banche diedero un impulso economico allo sviluppo della città oltre le mura nelle così dette Appendici.

Nel 1871 furono inaugurate le Carceri di San Sebastiano in via Roma.

Queste carceri sostituirono quelle antiche di San Leonardo che si trovavano tra l'odierna piazza Tola, vicolo San Leonardo e Via Carmelo.

Il nome delle nuove carceri "San Sebastiano" è stato dato per la presenza, proprio davanti al terreno dove furono costruite le carceri, dell'antica chiesa di San Sebastiano costruita insieme al loro convento dai frati Domenicani nel 1602. La chiesa di San Sebastiano al tempo degli spagnoli era la chiesa degli Inquisitori. Quando furono ideate le Appendici nel 1835 per l'urbanizzazione della città oltre le mura, l'isolato per costruire il carcere, sembrava molto distante dalla città era in piena campagna, solo dal 1849 ci fu qualche fabbricato, oggi quella zona è la parte centrale della città nell'elegante via Roma che conduceva alla vecchia Strada Reale Sassari - Cagliari.

Vicino al carcere nella parte sinistra salendo verso Mulino a vento, doveva nascere la futura Caserma La Marmora che invece fu edificata dove esisteva il Castello aragonese in "pian di Castello".

Il carcere di San Sebastiano è stato dismesso dopo 150 anni di attività nel 2000 quando fu costruita la Casa Circondariale Giovanni Bacchiddu a Bancali funzionante dal 2013.

Oltre alle banche videro la luce anche i giornali tra i quali nel 1872 la Gazzetta di Sassari il primo quotidiano della città che durò cinque anni.

Il 9 aprile del 1872 fu inaugurata dalla Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde la tratta ferroviaria Sassari - Porto Torres con le stazioni di San Giorgio e San Giovanni.

Nel 1920 la gestione passò alle Ferrovie dello Stato, nel 2001 cedono la gestione alla controllata RFI.

La stazione di San Giorgio non è più operativa dal 1961 e quella di San Giovanni dal 2008.

Nel 1951 i treni utilizzati erano principalmente automotrici, le famose littorine ma ancora sopravvivevano alcuni treni a vapore. Nel 1951 il costo del biglietto per San Giovanni era: 1classe 70 lire - 2 classe 50 lire - 3 classe 35 lire.

Nel 1872 si realizza Piazza d'Italia con la superficie di un ettaro di estensione.

Sempre in piazza d'Italia nell'ottobre del 1873 c'è la posa della prima pietra per la costruzione del Palazzo del Governo conosciuto come palazzo Sciutti o della Provincia.

Quando fu costruito ci furono gli uffici della Prefettura (ancora oggi), le Poste Regie e Telegrafi, la Questura e il Comando della pubblica sicurezza.

L'area dove fu costruito il palazzo fu regalata dal Comune alla Provincia il 31 dicembre del 1872. Il palazzo fu terminato nel 1878.

Nel 1874 nasce il secondo quotidiano sassarese, l'Eco di Sardegna.

Nel 1874 morì a Genova pasquale Tola.

1874 - Demolizione delle muraglie di Porta Nuova anche se come "porta" effettivamente non fu mai aperta.

Nel 1875 per volere del Re Vittorio Emanuele II le suore Figlie della Carità iniziavano a impartire lezioni mimiche/gestuali e scrittura alle ragazze ospitate nell'Istituto Sordomuti appartenente alle Figlie di Maria.

Nel 1877 in seguito della demolizione del Castello Aragonese, fu costruita in una parte dell'area occupata dal castello, la caserma intitolata ad Alberto Ferrero della Marmora. Al suo interno sono presenti due ampi cortili dove in uno è custodita una lapide recuperata a seguito della demolizione del Castello.

La Brigata Sassari, è un'unità dell’Esercito Italiano nata nel 1915 e impiegata nel corso della Prima Guerra Mondiale, i fanti che la componevano erano chiamati "i Sassarini".

Oggi l’edificio della caserma ospita il Comando ed è sede del Museo Storico della Brigata.

Il progetto originario prevedeva la costruzione della Caserma in un isolato delle Appendici in via Roma alla sinistra del carcere in un'area che il comune nel 1848 concesse al Regio Demanio. Dopo tanti anni quell'area non era ancora utilizzata, il comune, la resa fabbricabile e la caserma fu edificata nell'area dove sorgeva il Castello aragonese.

Nel 1877 in un'area fabbricabile della nascente Piazza d'Italia si iniziò a costruire il Palazzo Giordano che all'epoca era il più sfarzoso della città e, che per l'ingente somma utilizzata per costruirlo era uno schiaffo al popolino che faceva fatica a campare, era costato quasi quanto il complesso del Palazzo della Provincia il quale però era molto più grande, fu ultimato nel 1883.

Come si legge nel sito Internet  https://www.sassari900.it nei magazzini del palazzo Giordano, all’angolo con via Carlo Alberto, ebbe sede la prima tipografia (e forse anche la redazione), del quotidiano La Nuova Sardegna. Il Palazzo Giordano è stato acquistato dal Banco di Napoli nel 1921.

Il 3 gennaio 1877 nei pressi dei giardini pubblici in via Porcellana, il signor Cosseddu fondò a Sassari un'importante azienda per la produzione di fiammiferi. Di questa fabbrica molti scrittori ne hanno parlato a cominciare da Enrico Costa e molti ne hanno scritto come "memorie sassaresi" tra i quali lo storico Manlio Brigalia.

Sandro Ruiu scrittore e studioso di Storia Economica e Sociale della Sardegna, ha dedicato a questa fabbrica una ricerca con il titolo:

"I fiammiferi in Sardegna - Alle origini dell'industria degli zolfanelli". Edito da AM&D.

Di questa fabbrica si sa che nel massimo splendore aveva circa trecento dipendenti per la maggior parte ragazze. Nel giugno del 1882 un incendio devastò la fabbrica che riaprì qualche mese dopo. Inaspettatamente chiuse la produzione nel 1895.

All'epoca era una delle migliori fabbriche italiane del settore.

Nel 1878 furono trasferiti gli uffici del Comune al Palazzo del Duca dell'Asinara (Palazzo ducale). Questo palazzo fu edificato tra il 1775 e il 1805 in un'area, dove esistevano delle case del duca dell'Asinara. Il palazzo fu costruito per volere di don Antonio Manca Amat marchese di Mores che ebbe in feudo da Vittorio Emanuele I l'isola dell'Asinara nel 1775.

Palazzo Ducale è stato la sede della Prefettura e della Provincia prima di trasferirsi nel nuovo palazzo della Provincia in piazza d'Italia. Fu acquistato dal Comune nel 1900. Nello stabile davanti al Palazzo Ducale c'era la rimessa delle carrozze del duca, in seguito quel locale fu adibito a caserma dei pompieri e a scuole elementari. Adesso è un garage.

Il 9 gennaio del 1878, dopo breve malattia, moriva Vittorio Emanuele II.

A Sassari all’annunzio della morte del Re si chiusero in segno di lutto tutte le scuole e il teatro. La messa in suffragio fu celebrata al Duomo.
Lo stesso giorno della morte di Vittorio Emanuele II salì al trono il primogenito dei figli, col nome di Umberto I.

Dopo il 1878 Campo di Marte divenne Piazza d'Armi che in occasione del ferragosto erano disputate gare ciclistiche e corse di cavalli, in precedenza si eseguivano esercizi militari.

Nel 1878 fu ripristinato l'antico corpo dei Barracelli.

Questo corpo di vigilanza ambientale ha origini molto antiche, si pensa addirittura che una forma di controllo del territorio agrario esistesse al tempo dei giudicati, anche se la prima citazione ufficiale in Sardegna risalirebbe al 1570 quando il corpo era chiamato"barincellos".

Questo corpo di vigilanza nasce dall'esigenza di porre freno ai continui furti di animali, cose e seminati nelle campagne del circondario.

Nel 1878 - il Municipio si trasferì nel Palazzo Ducale.

Nel 1879 l'amministrazione fondò un altro asilo per bambini poveri nel quartiere di Santa Apollinare.

Nel 1880 Fu finalmente inaugurato l'Acquedotto, purtroppo non serviva tutta la città, solo una parte, gli altri abitanti continuavano a rifornirsi d'acqua come avevano fatto in precedenza o in modo autonomo andando alla fontana o acquistandola dagli acquaioli (li carraioli) che la trasportavano caricata su due botti (chiamate mezzine) in groppa agli asinelli, una per lato.

Pian piano con lo sviluppo della città scomparvero gli acquaioli e gli asinelli figure che, nonostante tutto rappresentava la storia della città.

Nel 1880 in via Roma si iniziano i lavori per costruire uno dei palazzi più belli della zona, il palazzo è conosciuto come "casa Cugurra" è di fronte al tribunale, per molti anni rimase l'unico villino esistente in via Roma.

La città inizia ad allargarsi in modo considerevole in tutte le direzioni.

Nel 1880 il completamento della tratta ferroviaria con Cagliari.

Inaugurata il 1 luglio con due treni che partirono dalle rispettive stazioni.

Nel 1880 i cinque fratelli Clemente costituirono la famosa ditta Fratelli Clemente specializzati nella lavorazione del legno e artigiani mobilieri.

Il capostipite Bernardo venne a Sassari prima del 1870, aprì nei locali della Frumentaria presi in affitto vicino a Porta Rosello la falegnameria Bernardo Clemente.

Diventati grandi, i figli diedero prova delle loro capacità raffinate nella creazione di decorazioni e mobili in legno e quando l'azienda si ingrandì per le molte richieste di lavorazioni, acquistarono dal Demanio il palazzo che un tempo era il carcere di San Leonardo, si demolì una parte del vecchio fabbricato aggiungendo l'ala che confinava con via La Marmora. L'inaugurazione del nuovo edificio avvenne nel 1888.

La fabbrica proseguì sino agli anni venti del Millenovecento poi avvenne il fallimento causato da liti ereditarie, la società si sciolse nel 1933.

In seguito i locali furono rilevati prima da Salvatore Azzena Mossa, in seguito da Giò Maria Bajardo che vi impiantò la Tipografia Chiarella dove operò fino alla chiusura nel 2002.

Ancora oggi in quel palazzo di proprietà del Comune in via Carmelo c'è la scritta F.lli Clemente. Alla loro maestria sono dovuti numerosi lavori considerati delle opere d'arte, tra i quali per citarne alcuni, tutti gli arredi e decorazioni del Palazzo della Provincia e del Palazzo Giordano.

Nel 1881 fu inaugurato il teatro Goldoni in via Carlo Alberto, il piccolo teatro era all'interno del cortile del palazzo oggi sede della Fondazione Banco di Sardegna. Il teatro che funzionò per un paio d'anni, è stato demolito per ospitare gli uffici e la sede della Banca d'Italia.

Nel 1881 aprono in piazza Azuni i Grandi Magazzini Angelo Tomè il primo negozio specializzato nella vendita di abiti già confezionati.

Tomè fu invitato a venire a Sassari per aprire un negozio di abbigliamento in città da Giovanni Ferrucci mitico imprenditore nel settore dell'abbigliamento e sartoria della Sassari d'epoca.

Nel 1882 iniziano le pubblicazioni, il quotidiano "La Sardegna"

Nel 1882 ci furono i solenni funerali di Giuseppe Garibaldi a Caprera.

Nel 1883 posa della prima pietra del teatro Politeama (Il cinema Verdi).

Inaugurato nel 1884, era il teatro più grande rispetto al Teatro Civico.

Distrutto nel 1923 da un incendio, fu ricostruito nel 1926 e ristrutturato nel 1984.

Il termine Politeama è comunemente usato per definire sale cinematografiche o teatri chiusi.

Nel 1883 fu ricostruito il campanile della chiesa di San Donato, questa chiesa esisteva già nel 1278 quando l'Arcivescovo Dorgodorio la elevò a parrocchia.

Lo storico Vico ed Enrico Costa, in base ad alcuni documenti e osservando la struttura della chiesa, asseriscono che in origine era un convento di frati Benedettini.

L'antica chiesa era stretta e lunga, in seguito nel corso del 1600fu ampliata sia in larghezza sia in lunghezza.

Nel 1883 arriva a Sassari il giovane Giovanni Gallizzi che per qualche anno lavora come direttore nella storica tipografia Azuni. Nel 1892 fonda la Tipografia editrice Giovanni Gallizzi. È stato uno dei fondatori della "Nuova Sardegna".

Nel 1884 ci fu la posa della prima pietra della chiesa di San Giuseppe. Questa chiesa fu il primo edificio pubblico che si costruì fuori le mura, diventerà la sesta parrocchia oltre a quelle storiche del 1278. Inizialmente questa chiesa doveva essere costruita tra via Roma e via Manno, alla fine fu scelta l'area tra l'ospedale Santissima Annunziata e Piazza d'Armi.

La chiesa fu consacrata e aperta ai fedeli nel 1888.

Nel 1884 dopo molte modifiche subite fu inaugurata la Stazione Ferroviaria realizzata dalla Compagnia reale delle Ferrovie Sarde in Corso Vico.

Nel 1887 furono demolite alcune case per creare piazza Pescheria per facilitare l'ingresso al mercato civico.

Nel 1888 fu inaugurata la tratta ferroviaria a scartamento ridotto Sassari/Alghero gestita dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, dal 2001 passano alle Ferrovie Complementari della Sardegna e dal 2008 all'ARST.

Nel 1889 ci fu l'inaugurazione del busto in ricordo di Giuseppe Mazzini inizialmente collocato davanti alla stazione ferroviaria, in seguito durante il fascismo fu tolto e dimenticato nei magazzeni del comune sino al dopoguerra, dove fu sistemato all'Emiciclo Garibaldi.

Alcuni però dicono che il busto fu levato perché ritenuto brutto tanto è che i sassaresi lo chiamavano (Cabbimannu= testa grande).

Nel 1889 inaugurazione della tratta ferroviaria a scartamento ridotto Sassari - Alghero.

Nel 1890 fu demolita la chiesa Sant'Anna esistente presso la fontana delle Conce.

Nell'agosto del 1891 Filippo Garavetti, Pietro Satta Branca, Pietro Moro, Giuseppe Castiglia, Salvatore Azzena Mossa ed Enrico Berlinguer, Giovanni Gallizzi e altri, fondarono a Sassari "La Nuova Sardegna"prima periodico settimanale poi quotidiano dal 1892. Alla nascita de “La Nuova Sardegna”, l’editore fu Giuseppe Dessì e la tipografia era nel Palazzo Giordano all'angolo con via Carlo Alberto

Nel 1892 fu istituita una scuola elementare gratuita per bambine povere.

Nel 1893 apertura della porta del mercato civico in Corso Trinità

Nel 1895 fu acquisto del terreno per la costruzione dell'Ospedale Psichiatrico nel quartiere Rizzeddu, il 20 luglio 1896 fu collocata la prima pietra, i lavori terminarono nel 1904.

Il 31 ottobre del 1897 fu inaugurata la fontana nel piazzale di Santa Maria. In questa fontana furono incanalate le acque dell'antica fontana del Brigliadore esistente nel cortile della chiesa oggi non accessibile al pubblico.

La fontana esterna fatta di granito con le sculture di quattro cavalli con lo stemma di Sassari con una conca nella parte alta e una vasca alla base, nasce per comodità ed esigenze della popolazione che si riforniva dell'acqua per usi civili. Oggi è in completo stato di abbandono e non scorre più l'acqua, è una delle fontane più artistiche di Sassari.

Nel 1898 fu istituita a Sassari la refezione scolastica per bambini poveri.

Nel 1899 ci fu inaugurazione del Mattatoio nella zona di Mulino a vento (oggi via Zanfarino).

Nel 1899 visita a Sassari di re Umberto I e la regina Margherita per l'inaugurazione della statua al re Vittorio Emanuele II in Piazza d'Italia.

In occasione dell'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II, in onore dei regnanti, si svolse una grandiosa sfilata di costumi tradizionali sardi che dal 1951 grazie al sindaco Oreste Pieroni, ancora oggi è un appuntamento fisso che si svolge nella penultima domenica di maggio come festa di popolo, la festa rientra negli eventi del Maggio sassarese.

Sempre in occasione della visita dei Reali di Savoia, a Sassari fu inaugurata la luce elettrica con l'illuminazione del Palazzo del Governo nella sola aula Consiliare e la Conceria Costa.

Il 28 dicembre fu illuminato con energia elettrica il Teatro Civico appena restaurato e tre giorni dopo, il primo gennaio del 1900 fu inaugurato.

Nel 1900 fu inaugurato il busto a Felice Cavallotti in Piazza Castello.

Il 30 luglio del 1900 moriva assassinato a Monza re Umberto I

Dopo la morte di Umberto I, sale al trono il figlio Vittorio Emanuele III che regnò fino all'abdicazione che avvenne il 9 maggio 1946 quando sul trono gli succede il figlio Umberto II che regna dal 9 maggio 1946 al 18 giugno dello stesso anno.

 

Pagina sempre in correzione e aggiornamento
Sono graditi suggerimenti e correzioni
Per info pilo.gianuario@gmail.com
associazionelasettima@gmail.com

Argomenti, foto, disegni e notizie riguardanti la Sardegna e Sassari pubblicate nel sito sono state prese da vari siti Internet e considerate di dominio pubblico.
Le notizie storiche sono tratte dall'Archivio Storico del Comune di Sassari, da documenti, da libri e giornali.
Notizie storiche riguardanti la città sono tratte dal libro di Enrico Costa "Sassari" edito dalla tipografia Azuni nel 1885.
Questi argomenti sono a scopo amatoriale e divulgati senza fine di lucro.
Alcune foto ritraggono persone, se queste si ritengono danneggiate possono richiedere la rimozione.
Se inavvertitamente si fosse violato qualche copyright, il proprietario del diritto è pregato comunicarlo al seguente indirizzo E-mail pilo.gianuario@gmail.com provvederemo immediatamente alla rimozione dei documenti protetti da copyright.