Neolitico e Eneolitico-Associazione la Settima

Neolitico e Eneolitico

       
Il Neolitico
e l'Eneolitico

 

I periodi preistorici che sicuramente più di altri hanno lasciato culture e tesori artistici importanti vanno da Neolitico (l'ultimo dei periodi dell'Età della pietra suddiviso in tre periodi, antico, medio e finale) dal 5750 a.C. al 3250 a.C. all'Eneolitico età del rame (3250-2000 a.C.), all'età del Bronzo (2000-900), per finire all'età del Ferro (900-250 a.C.)
Se nel Mesolitico la Sardegna era scarsamente abitata solo da gruppi di cacciatori, nel Neolitico sei mila anni a.C. possiamo dire che in Sardegna non vi era un popolo, ma tanti popoli arrivati dalla terra ferma quando la Sardegna era collegata con la Corsica a sua volta molto vicina all'odierna Toscana.

Il nostro racconto parte proprio dal Neolitico del 3400-3200 a.C.

Il periodo chiamato Neolitico che significa "età della pietra nuova" (dal greco "neos" = nuovo e lithos = pietra) dà una svolta definitiva allo sviluppo del genere umano nell'Isola.

L'Homo Sapiens iniziò a produrre utensili di pietra sempre più ben rifiniti e levigati per le sue necessità utilizzando l'ossidiana, un tipo roccia vetrificata di origine vulcanica che si crea dal rapidissimo raffreddamento della lava, è presente in prevalenza sul monte Arci (OR).

L'ultima grande scoperta fu quella dei metalli.
0023










Il primo metallo a essere lavorato dall'uomo fu il rame, da questo la definizione di Eneolitico che indica l'età del rame, in un secondo momento ci fu il
bronzo, composto da un miscuglio
di rame e stagno. Solo più tardi fu usato il ferro, molto più resistente.

Gli oggetti creati con i metalli furono diversi: collane e bracciali, vasi e ciotole, ma anche pugnali, coltelli e punte di lance.
Le armi furono usate per uccidere gli animali e difendersi dai nemici. Iniziò a imparare il linguaggio dei segni per essere capito, iniziava a comunicare con i suoi simili che vivevano nello stesso villaggio. A differenza dell'uomo del Mesolitico che dipendeva esclusivamente dalla caccia, imparò a conoscere gli animali e ad allevarli perché capì che la caccia era pericolosa e non sempre si riusciva a prendere qualche preda.
0035



Fu all'ora che intuì di catturare gli animali vivi per avere all'occorrenza una scorta di cibo. Iniziò ad addomesticare il cane e ad allevare i primi animali che furono quelli più piccoli e meno aggressivi e più facili da catturare come le pecore, le capre e i maiali, iniziò a costruire recinti per custodirli e proteggerli da altri animali.

In questo modo ebbe a disposizione più cibo e altri alimenti oltre la carne, il latte e il formaggio.
Nel momento in cui l'uomo iniziò ad allevare gli animali, si nutriva meglio e viveva più a lungo, aveva pelli per vestirsi, usava gli animali per i lavori agricoli più duri.

Imparò a selezionare le piante e conservare i semi che potevano essere utilizzati per far nascere nuove piante come l'orzo e il grano, imparò a coltivare la terra.
0036
 

L'uomo preistorico per ripararsi inizialmente usò caverne, in seguito costruì capanne con rami e paglia, in seguito costruì tende con pelli di animali.
002600370028
Nel Neolitico l'uomo conosceva già l'utilizzo del fuoco, lo utilizzava sia per far luce di notte dove viveva, sia per riscaldarsi e sopratutto per cucinare la carne prima di mangiarla. Possiamo immaginare che intorno al fuoco sono nate le prime socializzazioni.
Quando le foreste si estesero, la caccia, diventò più difficile perché le prede si nascondevano tra le boscaglie.
L'uomo imparò così a lavorare le armi perfezionandole sempre di più; inventando l'arco e le frecce, armi più leggere e maneggevoli delle precedenti. Anche il modo di pescare cambiò, si costruirono nuove armi, gli ami e gli arpioni.
Costruirono anche delle barche ricavate dal tronco di un albero svuotato.

Assistiamo in questo periodo alla nascita di numerosi villaggi sparsi nell'isola, alla scoperta dei metalli e alla costruzione d'imponenti altari.

003300340031
 


Le grotte

L'uomo sin dai tempi antichi cercò rifugio in ambienti naturali sia per riparo si per difendersi dagli animali.
Nella zona del sassarese sono state rinvenute circa nove caverne, in cui l'uomo ha abitato o le ha usate a scopo funerario.
Dai ritrovamenti gli studiosi hanno stabilito che le genti della cultura di Monte Claro (2500/2000 a.C.) usavano prevalentemente le grotte a scopo funerario, questo è dato dal ritrovamento nella maggior parte dei casi di ossa umane, in altre grotte in particolare quelle vicino a corsi d'acqua e in assenza di ossa umane si presumono siano state usate come abitazioni o ripari.
Una delle grotte più antiche risalente al 6000-4500 a.C., rinvenute a Sassari nel 2002  nell'odierna via Sorso è quella chiamata La Grutta di Lu Sorigu Antigu, questo ritrovamento fa presupporre un insediamento umano nel territorio di Sassari già nel Neolitico. a poca distanza nel 1905 fu ritrovata la grotta di Palmaera, dove sono stati rinvenuti frammenti ceramici e alcuni vasi di Cultura Bonnanaro (1800-1600 a.C.) insieme a resti umani, materiali di corredo e ossa animali, mentre nella grotta di viale Umberto 119, studiata nel 1971, sono state rinvenute ossa umane, di animali e gusci di lumaca associati a ceramica di Cultura Monte Claro (2500-2000 a.C.).
Un'altra grotta sul costone di Chighizzu è stata rinvenuta dal Gruppo Speleologico Sassarese nel 1966, all'interno si sono ritrovati oltre ad alcuni reperti archeologici i resti di un focolare e un vaso di terracotta che  il prof. Ercole Contu all'epoca Soprintendente alle antichità attribuì alla cultura di Monte Claro.
Dato che si presume fosse un'antica abitazione, la grotta fu battezzata "Grotta del Focolare". 



         
Argomenti, foto, disegni e notizie riguardanti la Sardegna e Sassari pubblicate nel sito sono state prese da vari siti Internet e considerate di dominio pubblico.
Le notizie storiche sono tratte dall'Archivio Storico del Comune di Sassari, da documenti, da libri e giornali. 
Questi argomenti sono a scopo amatoriale e divulgati senza fine di lucro. 
Alcune foto ritraggono persone, se queste si ritengono danneggiate possono richiedere la rimozione.
Se inavvertitamente si fosse violato qualche copyright, il proprietario del diritto è pregato comunicarlo al seguente indirizzo E-mail associazionelasettima@gmail.com provvederemo immediatamente alla rimozione dei documenti protetti da copyright.