L'invasione dei Saraceni-Associazione la Settima

L'invasione dei Saraceni

   

Invasione da parte degli arabi            
 L'intervento delle Repubbliche di Pisa e Genova in difesa della Sardegna
 

Nel 632 dopo la morte di Maometto i Saraceni chiamati genericamente Arabi dilagarono in tutto Medio Oriente, in Africa settentrionale e nella penisola Iberica sino a minacciare Costantinopoli.

L'obiettivo era conquistare più territori possibili per espandere il loro impero e convertire altri popoli alla religione islamica.

Per conquistare l'Italia e la parte meridionale della Francia dovevano necessariamente avere degli approdi sicuri in Sardegna e Sicilia per cui le isole rientrarono nel progetto delle terre da conquistare.

Documenti che parlano delle invasioni degli Arabi in Sardegna sono pochi, oltretutto le poche notizie esistenti sono state tramandate dagli stessi Arabi con il rischio che molte siano di parte.

Le prime incursione pare siano state tra il 703 e il 704, forse presso il porto di Sulci (nell'isola di Sant’Antioco).

Due - tre anni dopo avvenne una nuova incursione comandata dall'arabo Abd Allah che occupò dei territori, fece diversi prigionieri depredando e razziando tutto quello che trovava.

Altre incursioni seguirono all'interno dell'isola come quella comandata da Mūsâ, che si svolse contemporaneamente alla conquista della penisola Iberica nel 711.

Seguirono altre incursioni alternate a periodi di calma, questi attacchi servivano per saccheggiare gli abitanti e occupare in modo permanente il territorio.

Nel 753 in seguito a nuove conquiste, fu imposto ai sardi il pagamento della gizyah, una tassa che pagavano i popoli non convertiti all’Islam.

Si pretendeva oltretutto che chi si arrendeva doveva riconoscere di essere stati vinti in un’azione di guerra santa.

Intanto gli Arabi si fecero talmente forti da riuscire a impedire che la Sardegna ancora sotto l'influenza di bizantina, avesse contatti con l'esterno in particolare con Costantinopoli.

Non potendo contare sul loro aiuto, per i difendersi meglio dalle incursioni nemiche, fu introdotto il vecchio modello di comando adottato dai bizantini, avere solo un unico comandante con funzioni civili e militari.

Di fatto fu abolito l'incarico del "dux" militare, residente a Forum Traiani (Fordongianus). Lo "Judex Provinciae" massima autorità in tutta la Sardegna che in precedenza aveva solo responsabilità civili assunse anche poteri militari, da Caralis trasferì la sua residenza lontano dalle coste, si rifugiò a Santa Igia presso lo stagno di Santa Gilla.

Santa Igia era una cittadina fondata sulla cima di una collina qualche tempo prima per meglio difendersi dagli attacchi nemici, diventerà in seguito la capitale del giudicato di Calaris.

Altre città dalle coste si spostarono all'interno sempre per lo stesso motivo.
Dato che le incursioni arabe si facevano sempre più frequenti e non potendo ricevere nessun aiuto militare da Costantinopoli, intorno al 900 per meglio difendere e controllare l'isola lo Judex Provinciae del casato Lacon-Gunale, dispose che i luogotenenti a capo dei territori di Torres, Gallura e Arborea avessero gli stessi suoi poteri nell'impartire ordini senza per questo dover aspettare che fossero disposti da lui. 
Sostanzialmente si disponeva che diventassero loro stessi al suo pari dei Judikes (Re) del proprio Logu (Stato).

Nascevano i quattro Giudicati o Regni.

Nell'anno 1.000 la penisola Iberica era un grande Califfato, l'odierna Spagna, Portogallo e una piccola parte a Sud della Francia, era chiamato al-Àndalus (Spagna islamica).

Il califfo era la massima autorità islamica e sottoponeva il territorio sotto il suo dominio, rappresentava la continuità con il padre dell'Islam Maometto.

Essere califfo significava quindi avere molto potere tanto che spesso per prenderne il controllo si combattevano guerre tra gli stessi arabi.
 

Nel 1013 uno di questi, un militare e uomo politico Mujāhid ibn 'Abd Allah al-'Amiri detto al-Muwafaqq (noto in Italia con il nome di Musetto), sostenne la deposizione del califfato della penisola Iberica, in seguito diventò governatore della città di Denia e delle isole Baleari, la sua ambizione rimaneva era quella di estendere il suo potere anche nella penisola italiana.

Per far questo necessariamente doveva conquistare la Sardegna.

Nel 1015/16 salpò con la sua flotta dalla Spagna verso l'isola, attraversò le Baleari, e la prima terra ferma che trovò era la costa nord Occidentale dell'isola presumibilmente presso l'odierna Alghero, e iniziò la conquista dell'isola.

Una volta impadronitosi di gran parte del Nord dell'isola, Musetto mosse alla volta delle coste del Tirreno Settentrionale depredando le città di Genova e Pisa per poi fare ritorno alle basi sarde.

I pisani reagirono all'onta dell'incursione fatta nella loro città da Musetto e strinsero alleanza con i sardi preparando la prima controffensiva.

Con il tempo continuavano le razzie per la conquista del territorio sardo da parte degli arabi con frequenti incursioni nella penisola italiana.

Continuarono anche le spedizioni navali dei pisani contro il Califfo diventato sempre più potente.

Costretto per la supremazia degli invasori e per non soccombere al potere del Califfo, re Gonnario Comita che in quel periodo regnava sul Giudicato di Torres e Arborea, chiese aiuto all'arcivescovo di Calaris di intercedere presso il Papa a Roma per inviare in Sardegna uomini per combattere gli invasori arabi.

Papa Benedetto VIII, segnato dalla crudeltà dei saraceni, che uccidevano con ferocia anche donne e bambini, si adoperò per coinvolgere anche i genovesi nell’operazione di guerra contro gli invasori e grazie a quest'alleanza tra Pisa e Genova, l’esercito di Museto fu cacciato dall'isola.

Quando Mujāhid tornò in Sardegna per proseguire nell’occupazione dell’isola, si scontrò con una forte flotta organizzata dalle due città marinare, sconfitto nuovamente e duramente, fu costretto a tornare in Spagna.

Non pago delle sconfitte subite, ritiratosi con i fedelissimi sulle coste laziali, intraprese fulminee azioni di pirateria sin quando una flotta sardo-pisana distrusse tutte le sue navi presso Cala Bona alla periferia di Alghero scacciando definitivamente i saraceni dal Tirreno.

L'ultimo tentativo di occupazione della Sardegna da parte araba fu nel 1025/26, anche se delle incursioni minori continueranno per molto tempo.

I più colpiti da queste scorribande erano i centri abitati lungo le coste continuamente esposte ai terribili assalti mussulmani.

I nemici piombavano con delle sortite improvvise e prima ancora che la difesa entrasse in azione, incendiavano le navi ancorate nei porti, seminavano terrore fra le popolazioni, predavano quanto trovavano, catturavano schiavi in modo particolare le donne per gli harem.

Come arrivavano altrettanto improvvisamente fuggivano con il loro bottino.
Solo quando le vedette dislocate lungo le coste (nelle famose torri costiere) riuscivano ad avvistare in tempo le navi nemiche, era possibile darne avviso e predisporre le resistenze, ma il più delle volte il nemico approfittava del buio e riusciva a sbarcare inosservato.

Chi non subirono invasioni saracene furono i barbaricini meno esposti alle razzie grazie alla loro posizione all'interno dell'isola sulle montagne.

Secondo la tradizione Mujāhid (Musetto), ormai molto anziano, fu ucciso da un soldato sardo e la sua testa fu issata sulla nave ammiraglia della flotta giudicale per poi essere gettata in mare aperto.

La richiesta d'aiuto militare ai genovesi e ai pisani per combattere contro i saraceni fu accolta dai governanti di queste Repubbliche come un'importante occasione per la propria espansione economica e commerciale, i loro mercanti sbarcati nell'isola per i loro commerci in poco tempo riuscirono a controllare l'economia dei quattro Giudicati diventandone i veri padroni dell'economia dell'isola.

L'aiuto delle due Repubbliche Marinare si trasformò con il tempo in una lenta ingerenza politica sui re Giudici dei quattro Giudicati che durò in seguito per circa trecento anni, trasformando il loro intervento lentamente da protettori a dominatori.

La grande espansione dell'islam dal 632 in Europa e nel Vicino Oriente fu l'origine delle crociate quando nel 1095 l'Europa cattolica organizzò una spedizione militare contro i Mussulmani per riconquistare la città sacra di Gerusalemme.

Nel 1165 tutta la Sardegna fu concessa in feudo alla Repubblica di Pisa da Federico I di Hohenstaufen imperatore del Sacro Romano Impero, re dei Romani e re d'Italia più noto con il soprannome di Federico Barbarossa.

La Repubblica di Pisa cercherà di imporre il suo dominio su tutti e quattro giudicati.



 
Pagina sempre in aggiornamento e correzione
Aggiornata il 11/01/2022
Sono graditi suggerimenti e correzioni
Per info pilo.gianuarioògmail.com


 

Argomenti, foto, disegni e notizie riguardanti la Sardegna e Sassari pubblicate nel sito sono state prese da vari siti Internet e considerate di dominio pubblico.
Alcune notizie sono tratte da www.w
ikipedia.org la libera enciclopedia .

Le notizie storiche sono tratte dall'Archivio Storico del Comune di Sassari, da documenti, da libri e giornali.

Questi argomenti sono a scopo amatoriale e divulgati senza fine di lucro.
Alcune foto ritraggono persone, se queste si ritengono danneggiate possono richiedere la rimozione.

Se inavvertitamente si fosse violato qualche copyright, il proprietario del diritto è pregato comunicarlo al seguente indirizzo E-mail  pilo.gianuario@gmail.com provvederemo immediatamente alla rimozione dei documenti protetti da copyright.