Li Punti moderna-Associazione la Settima

Li Punti moderna

   Li Punti moderna
 

Li Punti è nato come un quartiere che ha ospitato persone proveniente da tutta la Sardegna. Poche persone possono dire di avere genitori nati in questo quartiere.

I primi abitanti, provenienti da Banari, Osilo, Villanova, Chiaramonti, Ossi e da tanti altri paesi di tutto il circondario nonché da quasi tutti i centri del Goceano, lo hanno considerato da subito quasi il "loro" paese.

Nei primi anni Settanta la borgata era talmente piccola che un "forestiero" veniva notato subito, tanto che gli si dava l'appellativo di "accudiddu". Questa parola nel dialetto sassarese sta ad indicare una persona "non originaria del posto".

Di fatto, quasi tutti i residenti di Li Punti erano "accudiddi", ma non si sentivano tali perché, oltre ad aver lottato per avere le prime opere di urbanizzazione, avevano portato tradizioni e culture diverse, integrandosi perfettamente nella nuova realtà e forgiandola sino a sentirla come una propria creazione.

Grazie a queste persone e a tutte quelle che in seguito sono venute ad abitarvi, oggi Li Punti è un quartiere moderno, non solo per la presenza di numerosi servizi e attività commerciali, ma anche per la qualità della vita di chi ci abita. La sua estensione territoriale è di circa un milione di mq.

La vicinanza alla Zona Industriale di Predda Niedda (verso cui il quartiere si sta sviluppando), e ai grandi centri commerciali, la vicinanza del mare, la possibilità di avere spazi verdi a disposizione, la tranquillità del luogo e la posizione in mezzo alla campagna hanno fatto sì che in breve tempo siano sorte numerose cooperative e condomini dove tante persone hanno scelto di fissare la propria residenza.

Ne sono testimonianza le nuove costruzioni che stanno sorgendo verso Baldinca, anche se una parte di quel territorio appartiene a San Giovanni.

Anche a Li Punti, però, non mancano i problemi, alcuni dei quali di difficile soluzione. Uno di questi è la presenza della strada ex 131, che lo attraversa e rende pericoloso l'attraversamento della strada per San Giorgio. È pur vero che ci sono due sottopassaggi, ma è anche vero che non sono mai stati apprezzati e utilizzati dalla popolazione perché ritenuti poco sicuri anche oggi che sono stati muniti di telecamere. Ricordiamo che questa strada è stata teatro negli anni di numerosi incidenti: sarebbe il caso di riportarla ad essere il bel viale alberato di bagolari come era un tempo, deviando il traffico veloce su un altro tracciato.

L'architetto Gianni Sale, nella sua tesi di laurea, ha pensato ad un progetto articolato, del quale stralciamo alcuni punti molto interessanti, su come potrebbe diventare il quartiere nel futuro. Il progetto è intitolato "Il nuovo parco della Solidarietà".

Gianni Sale premette ciò che è già evidente: <<Il nostro quartiere non potrà mai avere uno sviluppo e una continuità con il resto del territorio senza che si risolva il problema della strada ex 131. Il nuovo P.U.C. ( Piano Urbanistico Comunale) prevede la nascita di un nuovo quartiere sul lato destro di via Domenico Millelire, in direzione Porto Torres, lato San Giorgio. La strada statale, dopo la costruzione della "camionale" è stata declassata, almeno sulla carta a strada urbana>>.
Il progetto indica come obiettivo la messa in sicurezza della viabilità mediante la realizzazione di due rotatorie, la prima dove attualmente c'è il semaforo, la seconda all'ingresso per Monte Tignosu (davanti a Centrocasa). In questo modo verrebbero eliminati gli incroci a raso con la modifica di tutti gli ingressi e le uscite da e per il quartiere.

Il progetto prevede quattro corsie con al centro, fra i due sensi di marcia e lungo tutta la carreggiata tra le due rotatorie, un'isola spartitraffico alberata.

Il punto centrale e la particolarità rivoluzionaria del progetto è l'ipotesi che all'altezza del primo sottopasso (quello vicino all'edicola) si realizzi un tunnel per il traffico automobilistico. Sopra il tunnel verrebbe prolungato lo spazio dei giardini, chiamati "Parco della Solidarietà”, che verrebbe così ad unire il nuovo quartiere che nascerà con Li Punti storica. Solo in questo modo ci potrà essere una continuità pedonale tra Li Punti e il nuovo quartiere.
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Nel disegno sopra è riportato il progetto ideato dall'architetto Gianni Sale per una continuità di Li Punti con il nuovo quartiere che nascerà verso San Giorgio.


 

Servizi
Non molto lontano da Li Punti c'è Baldinca. Il complesso dell'ex Ospedale psichiatrico si trova all'interno di una vasta area coltivata ad olivi gestita dalla Provincia. Alcuni fabbricati sono dati in concessione ad altri enti oppure ad uffici della stessa Provincia quali:
Centro restauri — CNR area di Ricerca dell'Università di Sassari — Alcuni uffici della Provincia — Provveditorato agli studi —Uffici regionali
All'interno del quartiere e nelle immediate vicinanze esistono già da tempo servizi come:

Ufficio anagrafe (Punto città),—Poste, banche, Servizi sociali
—Ludoteca comunale,
—Biblioteca comunale,
—Sezione Vigili Urbani,
—Farmacia,
—Varie Associazioni sportive, ricreative e culturali,
—Associazioni di volontariato come l'Auser, il C.A.T., "La Sorgente",
—Comitati di festeggiamenti religiosi e laici,
—Centro San Giorgio dei Salesiani, con annessi campi sportivi polivalenti.
Già da tempo è presente nel quartiere un centro religioso e culturale Islamico.

Inoltre sono presenti tutte le normali attività commerciali che rendono il quartiere autonomo e vivibile, come agenzia viaggi, negozi di articoli sportivi, agenzie immobiliari, ambulatorio veterinario, agenzia funebre, agenzie di assicurazioni, negozi di abbigliamento, autolavaggio, ambulatori medici di base e privati, asili nido privati, Centrocasa con articoli vari, bar, botteghe di barbiere, cartoleria, compro oro, circoli ricreativi, centri di assistenza, edicole, enoteche, fioristi, falegnameria, fisiatra, fotografo, frutta e verdura, gommisti, gelateria, negozi di cinesi, laboratorio di analisi, lavasecco, laboratorio di riparazione e vendita di prodotti informatici, merceria, mercatino rionale della Coldiretti, odontoiatra, officine meccaniche di auto e di mezzi agricoli, oreficeria, officine di lavorazione d'alluminio ferro e P.V.C., ottico, oculista, parrucchieri, dentisti, palestre di attività sportive varie, rivendita di lampadari, rivendite di materiale edile ed elettrico, rivendita prodotti per riscaldamento, rivendita bombole, rivendita automobili usate, rivendita prodotti per animali, supermercati, scuola di ballo, tabacchini, tappezziere, copisterie, prodotti di cosmesi e profumerie, pediatra, pizzerie, panetterie, pasticcerie, parafarmacie, pescheria, rivendite varie.

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Una suggestiva immagine della chiesa di San Pio X di notte

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La statua dedicata a San Giovanni Paolo II

Tuttavia mancano ancora alcuni servizi fondamentali come un collegamento veloce con il resto della città, che potrebbe essere effettuato con la metropolitana di superficie. Si avverte inoltre la necessità di un presidio di pronto soccorso, di un mercato rionale stabile, di uno spazio per i grandi eventi (per i quali attualmente viene utilizzato lo spazio di via Camboni che però, non è idoneo).

È inoltre assente una pista ciclabile per grandi e piccoli, che potrebbe essere realizzata tra gli alberi intorno al complesso di Baldinca, gestito dalle Associazioni di Volontariato. Siamo convinti che solamente coinvolgendo i cittadini e responsabilizzandoli nella gestione del patrimonio pubblico si possa maturare una coscienza civica. Un esempio può essere il terreno di via Camboni, dove nel 2013 a cura dell'Amministrazione comunale sono stati piantati 96 alberi di diversa specie con l'intendimento di creare un bel parco alberato, dedicando ogni alberello a 10 bambini nati nel quartiere nel 2012. Purtroppo solo 25 di questi alberi si sono salvati.

Un'altra iniziativa molto valida, che si spera vada avanti, è l'utilizzo degli spazi per "l'orto di quartiere”. Gli stalli sono stati già realizzati e nel mese di dicembre del 2017 sono stati assegnati ai cittadini che hanno fatto domanda e hanno i requisiti richiesti dal regolamento comunale.

Complessivamente il quartiere è vivibile: le strade sono pulite e non si sono mai manifestati grandi problemi di sicurezza, grazie al lavoro quotidiano che il corpo dei Vigili Urbani svolge nel quartiere.

I grandi giardini di cui dispone il quartiere, con la bella fontana, sono tenuti sempre in ordine ed anche i servizi igienici sono puliti. L'unica notazione è che gli spazi dove sono sistemati i giochi per i piccoli sono troppo soleggiati, in modo particolare nel periodo estivo, e le panchine sono molto distanti tra loro.
Purtroppo il collegamento Wi-Fi, diversamente da come è indicato nel cartello all'ingresso, non è sempre disponibile.
L'unico problema riguarda persone anziane. Difficilmente questa categoria di persone frequenta i giardini, preferendo rimanere nello spazio antistante al caseggiato dell'ex Circoscrizione. Gli anziani, infatti, non hanno alcuno stimolo a frequentare i giardini: bisognerebbe studiare un motivo d'attrazione per loro, e per questo proponiamo all'Amministrazione comunale di indire al più presto un bando di gara per l'assegnazione dello spazio da destinare alla realizzazione di un campo di bocce e di un chiosco con rivendita di bibite.

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Concludiamo questo capitolo ricordando le numerose croci delle persone vittime del tratto di strada ex 131 che delimitava il quartiere.

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Quella che abbiamo cercato di raccontare è la storia di Li Punti, un quartiere relativamente giovane, con diverse culture, ma desideroso di un'identità propria. Abbiamo parlato del quartiere vecchio e proposto come deve essere il nuovo. Non abbiamo la pretesa di aver raccontato tutto: anzi, sicuramente mancano tante cose, però siamo convinti che abbiamo seminato un'idea.
Quando si chiede alle nuove generazioni "di dove sei"? rispondono "di Li Punti", a dimostrazione che loro si considerano parte integrante del luogo in cui vivono.
Con Li Punti nel cuore.


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Bambini generazione anni Settanta

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Bambini generazione anni Duemila con le maestre Franca e Annalisa

 

Quando abbiamo iniziato questo lavoro, circa un anno fa, eravamo scettici sulla sua riuscita. Temevamo che fosse un lavoro inutile, ma parlando con la gente ci siamo resi conto dell’entusiasmo che il progetto suscitava. Era un modo per ricordare genitori e amici di un tempo ormai trascorso.

Al progetto hanno aderito in tanti che si sono resi disponibili a raccontare e a raccontarsi con ricordi verbali e con foto, materiali che hanno permesso la riuscita di questo lavoro con tutti i limiti che purtroppo, inevitabilmente, ci possono essere.

Non nascondiamo che alcune persone hanno pensato di stroncare sul nascere questo progetto: <<A chi volete che interessi una cosa del genere?>>, oppure      <<In internet c'è tutto !>>, è stato detto. Caparbiamente noi siamo andati avanti lo stesso e sarà ogni singolo lettore a trarre le sue personali conclusioni.

L'obiettivo era quello di raccontare la nascita e lo sviluppo di Li Punti e tenerne viva la memoria e per questo dedichiamo questo libro al quartiere e a tutte le persone che non ci sono più.

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La fontana