Le scuole-Associazione la Settima

Le scuole

  Le scuole

Nell'Archivio Storico del Comune di Sassari, alla sezione "Contratti - atti legati repertoriati", al volume XII contraddistinto con il numero 7052/17 del 2 marzo del 1933 si legge che:

<<Il comune di Sassari assume in locazione dal signor Corveddu Gavino fu Antonio, nato a Banari e domiciliato a Sassari, una stanza posta lungo la strada nazionale Sassari-Porto Torres, per uso di scuola rurale in regione San Giorgio>>.

Infatti le prime aule per le scuole a Li Punti furono date in affitto da ziu Bainzu Corveddu.

Questo è il primo atto pubblico che riguardante la borgata di Li Punti. Sino a quella data le uniche scuole pubbliche della zona erano a San Giovanni, in un caseggiato messo a disposizione dal 1926 dal signor Augusto Veglia, il quale aveva firmato una convenzione con il Comune di Sassari.

Parlare delle scuole significa seguire l'evoluzione del quartiere.

Molte persone intervistate hanno frequentato le scuole elementari a Li Punti e alcune hanno questi ricordi.

Lorenzina Manunta dice: <<Adesso racconto come erano le scuole a Li Punti. Anzi, colgo con piacere questa occasione che mi state dando per chiarire una volta per tutte che a Li Punti le scuole c'erano, nonostante si senta dire che non ne avevamo. Alle scuole elementari di Li Punti abbiamo frequentato sia io, che sono del 1937, che mia sorella, che è nata nel 1934. Solo mio fratello, nato nel 1929, ha frequentato tutte le elementari a San Giovanni.

<<A questo proposito vi ricordo che a San Giovanni, in casa di Augusto Veglia, oltre alle scuole c'era tutto: le Poste, il negozio di generi alimentari insieme al bar e al tabacchino. Magari tutto in una stanza, ma c'era.

<<Ho frequentato le elementari a Li Punti nella scuola denominata San Giorgio. Era il 1943. Le aule erano date in affitto al Comune da zio Gavino Corveddu, che aveva stipulato una convenzione. Erano 4 classi: prima, seconda, terza e quarta, per un totale di 20 alunni. Le uniche maestre che ricordo erano maestra Magis e maestra Carta.

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La scuola terza elementare del 1952 in casa Corveddu

<<In quinta elementare dovevamo andare in cinque: io, Giovanna Porcu, Teresa Ligas e Tino (Silvestro) Ligas. Purtroppo, per frequentare la quinta classe si doveva andare a San Giovanni, ragion per cui molti bambini smettevano di frequentare perché non c'erano mezzi di trasporto.

<<Gli alunni non indossavano grembiule e l'arredo delle aule, molto scarno, era composto da banchi in legno biposto con la ribalta per la cartella, un foro per il calamaio e la scanalatura per appoggiare la penna, in genere una cannuccia con all'estremità un pennino che veniva bagnato nel calamaio.

<<Ricordo con piacere quando noi bambini andavamo fino alla stazione di San Giorgio per aspettare l'arrivo della maestra che veniva con il treno. A volte arrivava con la bicicletta e se capitava una giornata piovosa veniva invitata nelle case per asciugarsi. In seguito, visto l'aumento del numero di bambini frequentanti, il figlio del signor Corveddu, Antonino, fece costruire altre due stanze che affittò alla scuola, sita nell'attuale via Meridda.

<<Con il passare degli anni il numero dei bambini residenti aumentò ancora e si rese necessario costruire nuovi locali scolastici. Infatti tra il 1958 e il '61 in via Vittorio Era vennero edificati due edifici per accogliere gli alunni delle scuole materne ed elementari. Ben presto anche questi locali si rivelarono insufficienti per ospitare i bambini della borgata che erano in continuo aumento, per cui vennero reperiti locali in case private.

<<Alla fine degli anni Cinquanta, primi anni Sessanta, la popolazione cresceva a dismisura.

I Cherchi non facevano altro che lottizzare e vendere terreni, e le case spuntavano come funghi. C'era sempre più bisogno di aule per le scuole e perciò vennero presi in affitto altri locali anche dopo che furono costruiti i caseggiati pubblici dell'asilo e della scuola elementare in via Era>>.

Lia Fodde in Baralla racconta che la famiglia Fodde è arrivata a Li Punti da Benetutti nel 1951 dopo la morte della madre. Era costituita dal padre Antonio e da cinque figli, mentre altre due figlie sposate sono arrivate in un secondo momento.

Lia aveva 17 anni e ricorda che il padre acquistò la prima casa in via Vittorio Era di fronte all'ex Circoscrizione, per trasferirsi poi in una casa costruita in un terreno vicino alla cava di tufo dove lavoravano i figli maschi.

Racconta che agli inizi degli anni Settanta, quando la popolazione di Li Punti iniziò ad aumentare, le due scuole di via Era (materna ed elementare) non erano più sufficienti per accogliere gli alunni perciò vennero reperiti altri locali in case private: casa Baralla in via Carboni (scuola materna); casa Fioravanti in via Lucio Albani (scuola materna); casa Pischedda in via Manunta (scuola materna) nel 1969; casa Podda in via Ettore Mura (scuola elementare) nel 1971; casa Dore in via Orecchioni (scuola materna ed elementare a nome di Gavina Arca) nel 1973.

Questi locali però non erano idonei perché alcuni servizi non erano a norma di legge. Si rendeva indispensabile richiedere la costruzione di locali scolastici idonei e per questo si costituì un comitato di cittadini per sollecitare il Comune a risolvere la situazione. Grazie a quelle proteste nacque la nuova scuola elementare chiamata "Batteta".

Giampiero Ligas ricorda che dall'interno della sua aula si vedevano le tegole del tetto.
D'inverno c'era molto freddo e un suo coetaneo, aiutato dal fratello, portava il fuoco dentro un secchio; lo trasportavano uno avanti all'altro con un lungo bastone. Venivano da Santa Barbara a piedi. La maestra si sedeva con il braciere davanti alle gambe e i bambini seduti tutti attorno.

Uccio Bonavia ha frequentato le elementari da Corveddu: <<Mi ricordo che le classi per i pochi bambini dell'epoca erano raggruppate: c'erano la prima, la seconda e la terza insieme, in un'altra aula la quarta e la quinta. Quando ero in prima elementare insieme a me c'era mia sorella che frequentava la terza>>.

Questi sono i ricordi della signora Nina Doppiu: <<Sono nata nel 1932 e anche io ho frequentato la scuola elementare "S. Giorgio" in una pluriclasse di 10 alunni. Ricordo che i bambini facevano colazione a scuola con il latte che portava Vittoria Bassu, figlia di Maurizio (ziu Màrighe) che era pastore. Ho frequentato a Li Punti fino alla terza e poi le ultime due classi a San Giovanni, nei locali di Augusto Veglia, molto più idonei e ospitali. Diventata grande, sono stata la prima bidella della scuola materna di via Vittorio Era, inaugurata dall'onorevole Antonio Segni nel 1959-60, di cui qui di seguito vediamo il progetto del 1956.

<<La scuola era formata da un grande salone con al centro un caminetto e il mio compito era quello di accendere il fuoco alla mattina prima dell'inizio delle lezioni. I bambini, una cinquantina, si sedevano in cerchio e la maestra iniziava la lezione. Aiutavo l'insegnante, insieme all'assistente, nelle varie attività. L'orario andava dalle 8,00 alle 16,00 e quando i bambini andavano via pulivo i locali; il sabato le lezioni terminavano alle 14,00. Il pranzo veniva preparato nei locali scolastici>>.

Per quasi un trentennio i bambini di Li Punti erano ospitati per studiare in case private. Anche dopo che fu costruita la prima scuola elementare in via Era la situazione non migliorò di molto, perché la crescita demografica costrinse le amministrazioni comunali dei vari periodi a trovare soluzioni-tampone come il caseggiato delle scuole di via Camboni, sino a quando finalmente si concluse la "telenovela" della scuola "Batteta".

All'inizio del 2000 un gruppo di insegnanti della Scuola elementare di Li Punti iniziò a lavorare con il metodo della ricerca storica, e cioè attraverso l'uso delle fonti, ricostruendo pezzi del passato di Li Punti e della vita dei nonni degli alunni, affinché, con il trascorrere del tempo, non andasse perduta la memoria di ciò che era stato fatto nel quartiere, dalla sua nascita in poi, e soprattutto per far conoscere agli alunni il modo di vivere dei genitori e dei nonni quando erano bambini.

Uno degli argomenti su cui i bambini ponevano più domande riguardava il "nuovo”caseggiato scolastico di via Era, quella che per molti anni fu chiamata "la scuola Batteta", dal nome dell'impresario che iniziò i lavori. Intervistando genitori e nonni i bambini scoprirono che la scuola che frequentavano non era stata costruita in tempi rapidi, ma a più riprese e che per portarla a termine erano occorsi ben sedici anni.

Molti genitori ricordavano che il terreno su cui la scuola venne costruita apparteneva al geometra Angius che lo aveva affittato ad una donna, zia Pasqualina Lisai, chiamata dagli abitanti Sandie Show per la sua abitudine di stare scalza, come la famosa cantante inglese. Zia Pasqualina viveva in una casetta che sorgeva dove oggi c'è la chiesa ed utilizzava il terreno per far pascolare gli animali che allevava.

I ricordi dei nonni e dei genitori, però, non erano sufficienti per ricostruire le fasi di costruzione della scuola, era necessario trovare fonti che la raccontassero con esattezza. Nella biblioteca scolastica gli alunni scoprirono, allegato ad un precedente lavoro svolto da altre classi, un articolo della "Nuova Sardegna" del 20-maggio-1992 che parlava della conclusione dei lavori di questa scuola iniziata 14 anni prima, dunque nel 1978, e alcune foto della costruzione.

Per le informazioni sull'iter intercorso dal momento del primo appalto fino alla conclusione dei lavori per la ricerca scolastica è stata utilizzata la fotocopia del documento della Corte d'Appello di Cagliari in cui in data 25-novembre-1978 si dà l'incarico all'impresa di Efisio Batteta di costruire "un edificio della scuola elementare nella frazione di San Giorgio-Li Punti". La consegna della scuola sarebbe dovuta avvenire 18 mesi dopo. Ulteriori informazioni le fornì la delibera del Comune di Sassari che attesta la sospensione dei lavori e l'inizio della causa fra il Comune e l'impresa accusata di non aver utilizzato il materiale di costruzione scelto inizialmente (tufo anziché trachite)?!

I lavori infine furono portati a termine dall'impresa dell'ingegner Francesco Olmeo il 20-aprile-1994, come é testimoniato pure dall'insegnante M. Giovanna Piu, che ha raccontato che quando gli alunni della sua classe iniziarono a frequentare la nuova scuola, nell'aprile del 1994, gli arredi erano ancora avvolti nel cellophane.
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La scuola "Battetta" in costruzione
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La maestra Lidia Bachiddu oggi ottantenne, insegnò nella scuola "piccola" di via Era nel 1974.
Ricorda che tutto intorno all'edificio il terreno era roccioso e la strada non era asfaltata.

Accanto alla scuola elementare sorgeva la scuola materna, costruita precedentemente.

L'edificio poteva ospitare quattro classi, ma essendo gli alunni molto numerosi si dovevano effettuare tre turni:

dalle 8,30 alle 11,00; dalle 11,30 alle 13,15; dalle 13,30 alle 17,00. Per eliminare i tripli turni il Comune prese in affitto una casa privata, casa Podda. Il Direttore didattico smembrò allora le classi di via Era, trasferendo due classi nella nuova scuola. I nuovi locali, però, erano angusti, con aule molto piccole che ospitavano solo 12 alunni ciascuna, una piccola finestra, tavolini quadrati sistemati uno vicino all'altro e nessun tavolo per la maestra. Mancava anche l' armadio, come ricorda anche l'insegnante Lia Amendola; il materiale didattico delle insegnanti veniva lasciato in macchina.

Purtroppo però i problemi non furono risolti, perché gli alunni continuavano ad aumentare e anche qui si dovettero fare due turni. Da casa Podda, che rimase aperta per dieci anni, alcune classi allora furono trasferite per un anno nei locali della Circoscrizione finché, nel 1988, non venne ultimata la scuola di via Camboni, dove finalmente vennero ospitati tutti gli alunni e fu avviata la sperimentazione modulare (due classi gestite da tre insegnanti, senza tuttavia eliminare i doppi turni).

In via Camboni le aule erano otto per la scuola elementare e tre per la scuola materna, oltre ad un'aula polivalente adibita a feste, spettacoli e mensa; attigua ad essa venne allestita un'aula di informatica.

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Alcuni bambini nello spazio antistante la scuola materna in via Era 1986

 

Oggi la situazione delle scuole di Li Punti è la seguente:                                                       
La Scuola primaria è in via Era, nel nuovo caseggiato, ma anch'essa inizia a non essere più sufficiente a ospitare un numero di alunni in continua crescita. E' dotata di una biblioteca, una sala mensa per gli alunni del tempo pieno, gli uffici della presidenza e della segreteria, cui fa capo anche la Scuola media da quando la scuola è divenuta Istituto comprensivo. Attigua alla scuola sorge la palestra, costruita in un secondo momento e utilizzata in orario scolastico dagli alunni e nelle ore serali da varie società sportive.

Le Scuole dell'infanzia sono due, una in via Camboni, dove si effettua il tempo pieno, e l'altra, con orario antimeridiano, in via Era, di fronte al caseggiato della Scuola primaria. Nei locali che nel passato ospitavano la Scuola materna, che è stato il primo edificio pubblico costruito a Li Punti, oggi c'è la Ludoteca comunale.

Nel 1965 il Comune di Sassari prese in locazione dal signor Augusto Veglia, che aveva casa e negozio a San Giovanni, un locale sito al piano terreno della casa posta in quella nella borgata, da destinare al completamento della sede della sezione staccata della Scuola media.

Nel 1969 il Comune di Sassari prese in locazione dalla signora Luisa Veglia, nella stessa località, tre camere e servizi facenti parte di un immobile da destinare a sede della Scuola media (ex Avviamento agrario) in regione San Giovanni.

Quindi, agli inizi degli anni Settanta a Li Punti non c'erano scuole medie e gli studenti erano costretti ad andare a San Giovanni nelle vecchie scuole elementari o a Sassari.

Per i disagi evidenti che questa situazione creava, l'Amministrazione comunale dell'epoca, guidata dal sindaco Francesco Guarino, stipulava un contratto di locazione con il parroco della chiesa San Pio X, don Bazzoni, per utilizzare alcuni locali della parrocchia per la scuola media. Nell'Archivio storico del Comune di Sassari è riportato, con il numero 13910/204 del 19 aprile 1972, il seguente contratto di locazione:
<< Il Comune di Sassari assume in locazione per la durata di otto anni dalla parrocchia San Pio X, rappresentata in qualità di parroco dal reverendo Bazzoni Antonio, uno stabile sito nella borgata di Li Punti, avente la superficie di metri quadrati 270, per uso sede scuola media>>.

Purtroppo, come spesso accade, la durata del contratto non fu rispettata e oltretutto, secondo il parere di don Bazzoni, i locali concessi in affitto subirono dei danneggiamenti. Questa situazione indusse il parroco a dare lo sfratto alla scuola, costringendo l'Amministrazione comunale a trovare un'altra sistemazione. La soluzione fu trovata adattando ad aule scolastiche una parte dei locali abbandonati e inutilizzati da tanti anni dell'ex Ospedale psichiatrico di Baldinca.

Nel 1982 iniziarono le lezioni in quel caseggiato. In seguito, quando il padiglione delle scuole di Baldinca fu dichiarato fuori legge per la presenza di amianto, furono costruiti i nuovi locali delle Medie 11 in via Onida.

La signora Giovanna Puttolu fu bidella nel periodo in cui la scuola era alloggiata nei locali della chiesa, nei primi anni Settanta.
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Una classe di scuola elementare in un'aula provvisoria nel 1987 attualmente in quei locali ci sono gli uffici dei Vigili Urbani.