Le prime attività-Associazione la Settima

Le prime attività

  Le prime attività

In questi anni Li Punti ha conosciuto un incremento urbano e abitativo molto importante. Sono nate tante di quelle nuove attività commerciali che elencarle tutte richiederebbe una lista lunga, e per questo motivo abbiamo scelto di citare, in ordine di tempo, solo quelle che sono state attivate sino al 1975.

L'edicola
L'edicolante storico di Li Punti era Mario Ligas, che gestiva l'edicola di sua sorella Teresa e del cognato Elio Morandini. Mario è stata una figura storica per il quartiere. Il piccolo locale, grande non più di un metro per due, era di proprietà di suo zio Fiorenzo in via Millelire. Per tanti anni è stata l'unica edicola: venne aperta nei primi anni Settanta. Oggi quel locale è semidistrutto.
Gianuario Pilo ricorda così la figura di Mario Ligas:
<<Ogni mattina, prima di prendere il pullman per la Zona Industriale, era mia abitudine uscire di casa qualche minuto prima per comprare "La Nuova". Entrai subito in sintonia con Mario: mi piaceva sentirlo parlare, perché era capace di raccontare episodi e fatti su qualsiasi argomento sia della cronaca quotidiana che, soprattutto, di questioni politiche.
<<Molto spesso capitava che, coinvolto dalla discussione, non mi rendevo conto che il pullman che dovevo prendere era già passato, ed allora o facevo l' autostop oppure andavo al lavoro in bicicletta. Altre volte era lui stesso che mi accompagnava, continuando a chiacchierare sino alla fermata del pullman.
<<Mario era speciale, sapeva tutto su qualsiasi argomento.
<<Un'altra cosa che ricordo di Mario era il carattere scontroso, soprattutto con i bambini, che nascondeva sicuramente una grande timidezza. Capitava a volte che miei figli piccoli andassero da lui a comprarsi le figurine, e lui quasi li rimproverava, e a volte diceva che non ne aveva per evitare che spendessero soldi in qualche cosa che per lui, nonostante le vendesse, era inutile.
<<Con Mario condividevamo la passione per la fotografia. Tante volte siamo andati in giro nelle campagne cercando posti caratteristici da fotografare, oppure a Platamona per vedere e fotografare il mare in burrasca.
<<Della sua morte improvvisa venni a sapere durante una messa. Lo annunciò Don Costantino. Mi ricordo che tutti i presenti ammutolirono. Si capiva che veniva a mancare una figura storica per il quartiere, un amico di tutti>>.
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Mario Ligas Gavino Foddai (a destra) presidente di un comitato di quartiere anni Settanta

 

I generi alimentari, frutta e verdura
Oggi nel quartiere sono stati aperti tanti supermercati col marchio di famose catene, ma anni fa c'erano solo alcuni piccoli negozi che davano la possibilità di comprare a "libretto," cioè di pagare a fine mese la merce acquistata.
Come abbiamo ricordato, la prima rivendita di generi alimentari sorta a Li Punti, con licenza, fu quella di zio Salvatore Ligas, anche se qualcuno afferma che c'era stato anche un negozietto di zio Gavino Corveddu. In contemporanea, o subito dopo, iniziava l'attività Gavino Varoni, anche lui sulla strada Sassari-Porto Torres. Ricordiamo che questi negozi venivano chiamati anche "coloniali" perché oltre ai generi alimentari tradizionali vendevano prodotti come il cacao, il caffè, il tè ecc. provenienti da territori che erano state, o erano, antiche colonie di Paesi europei.
In seguito Salvatore Ligas vendette la licenza ad un certo Mureddu (o Moreddu), venuto dalla Francia, che lo tenne per un breve periodo e poi sparì.
Un certo Nino Onida comprò nel 1958 la licenza da Varoni e aprì due rivendite, una in via Vittorio Era, in affitto da zio Peppino Ligas, e una in via De Fraia, dove nel 1962-63 aveva trovato lavoro come apprendista Vittorio Pisano nativo di Ardauli (in provincia di Oristano), ritornato dalla Francia dove era emigrato. A causa di alcune difficoltà nella gestione di due negozi Nino Onida vendette la licenza a Vittorio Pisano, che gestì in proprio l'attività di via Era. Vicino esisteva già il negozio di frutta e verdura di zio Costantino Porcu e un altro negozio anch'esso di frutta e verdura, di zia Lorenzina Manunta, nel vicolo chiuso di via D. Millelire, dietro il bar Varoni, che venne chiuso nel 1969.
Nello stesso periodo apriva il negozio in via Carlo Lenci anche Angelino Desole, dove oggi c'é il supermercato Pam Express. In seguito in via Lucio Albani aprì un negozio anche Antonio Fioravanti, con annessa una rivendita di frutta e verdura.
Vittorio Pisano acquistò un terreno della lottizzazione Angius-Deliperi in via Vittorio Era, angolo via Carboni, al costo di 500 lire il mq per la costruzione della propria abitazione e al piano terra ricavò un locale dove trasferì il negozio che ingrandì con il tempo; oggi in quei locali c'è il supermercato Crai.
Ricordiamo che anche a Monte Tignosu, in via Damiano Ciancilla, esisteva un negozio di generi alimentari gestito dal signor Giuseppino Lai.
Anche la signora Bruna Lai aveva un negozio di frutta e verdura. Il locale era vicino al luogo dove oggi c'è la nuova edicola in via Millelire. In seguito, in quel piccolo locale, si trasferì il gommista Galaresu.
Molte persone facevano i venditori ambulanti di generi alimentari, specialmente frutta e verdura. Ricordiamo Antonio Fioravanti e Nicolino Massidda.

Salvucci
Un'altra attività storica era quella del signor Adalberto Salvucci, a Monte Tignosu. Era una rivendita commerciale specializzata in mobili, elettrodomestici, articoli da regalo. Tanti abitanti di Li Punti e di Monte Tignosu hanno acquistato da lui il primo televisore a colori nel 1977.Salvucci era rivenditore anche delle famose cucine Febal.
La farmacia
La prima farmacia è stata aperta a Li Punti in alcuni magazzini di via Meridda dalla dottoressa Paola Campesi, che abitava già con il marito Signor Cirullo a Li Punti in via Bruno, nella casa di Beppe Fodde. La borgata stava già iniziando a popolarsi, e a volte bisognava prenotare il farmaco dal giorno prima.

La pescheria
La prima rivendita di pesce fresco a Li Punti fu quella della Signora Maria Marrosu in via Era, dove ancora oggi c'è la pescheria di Franco Piana, suo figlio. Prima dell'apertura di questa rivendita, agli inizi degli anni sessanta il pesce fresco era venduto a domicilio sia a Li Punti che nelle campagne del circondario da una persona di Porto Torres che arrivava in bicicletta, con le cassette con il pesce sia sul manubrio che dietro il sellino.
Il meccanico di biciclette
Tutti coloro che sono arrivati nel quartiere sino al 1975 ricordano l'officina di un bravo e competente meccanico, dove si riparavano e affittavano le biciclette. Era di Antonio Soddu in via Millelire. A fianco c'era l'ingresso del frantoio delle olive.
La falegnameria

La prima falegnameria storica nacque a Monte Tignosu per opera del Signor Chighini. L'edificio nel quale si trovava, dove oggi c'è l'attuale bar Sport di Albino Pinna in viale Monte Tignosu, fu anche la prima casa costruita in quella zona alla fine degli anni Cinquanta. A Li Punti invece la prima falegnameria fu quella di Salvatore Pirino, nell'attuale via Li Punti, nata nel 1962– 63. A questa seguì poi quella di mastro Peppino Udassi in via Era; oggi in quei locali ci sono una pizzeria e una lavasecco. Mastro Peppino è venuto ad abitare a Li Punti con la moglie nell'ottobre 1970 da Villanova Monteleone, dove faceva già il falegname. Dal 1970 al 1998 ci fu un'altra falegnameria, del signor Angelo Melis, nativo di Bonnanaro, in via De Falcos.
I bar
Nella borgata erano aperti pochi bar, oltre a quelli storici di Corveddu e di Varoni presenti ancora oggi sulla superstrada (quello di Corveddu ha ora un altro proprietario). Anche Paolino Pinna gestiva un bar dal 1969, prima in via Demuro, poi in via De Fraia: si chiamava Daniels bar. Oggi quel bar è in via Vittorio Era, gestito dal figlio Daniele.
La rivendita di materiali edili
La prima rivendita di materiali edili fu quella del geometra Antonio Piras in via Bruno. In seguito aprì in via Vittorio Era anche il cantiere della ditta Sarria-Cucureddu
Il calzolaio
Oltre al primo calzolaio storico, Salvatore Ligas, anche il signor Peppino Barroccu aprì una bottega di ciabattino in via Demuro. Ancora prima di Barroccu ci fu un altro calzolaio: Era sordomuto, e si chiamava Gavino Carlotti. La bottega era nel vicolo vicino al bar di Corveddu.
Uno degli ultimi calzolai (forse l'ultimo) aveva la bottega è stato in via Celestino Manunta, prima dell'incrocio con via D. Millelire: si chiamava "La rapidissima". Del titolare, purtroppo, nessuno ricorda più il nome. Un cliente,però, ricorda un fatto curioso accadutogli. Un giorno portò un paio di scarpe a risuolare. Dopo alcuni giorni andò a ritirarle. Erano lucidissime, perchè l'artigiano aveva usato anche un prodotto per preservarle dall'acqua. Il calzolaio vendette al cliente anche il lucido. Ma un paio di giorni dopo, mentre il malcapitato andava al lavoro, piovve e a contatto con l'acqua le scarpe si scollarono proprio nelle suole appena riparate. Ritornò a casa praticamente scalzo. Il giorno seguente andò dall'artigiano a chiedere spiegazioni e per tutta risposta si sentì dire : "Ma lei, le scarpe, le usa per camminare sotto la pioggia?". Rimase scioccato da questa risposta. Ricorda solo che ebbe una discussione animata, però venne rimborsato di tutto. Poco dopo l'attività chiuse.

Il fotografo
Il primo laboratorio di fotografo (solo per qualche anno) fu quello del signor Angelo Puledda nella zona della cabina elettrica. In seguito, in via Vittorio Era, aprì la sua attività, in tempi relativamente recenti, Uccio Brundu. Ancora oggi è l'unico laboratorio fotografico e ora si trova in via C. Lenci.
Il barbiere
Il primo barbiere che ha aperto a Li Punti la sua attività professionale é stato il signor Vincenzo, che prestava servizio a domicilio. Aveva una borsa con tutti i suoi arnesi di lavoro e veniva da Sassari. Un altro barbiere con bottega era originario di Sedini e si chiamava zio Antonino.
Il "salone", come lo si chiamava un tempo, era in una cameretta attigua al tabacchino di zio Antonino Corveddu, nell'odierna via Millelire. Era il 1960. Nella parte opposta del tabacchino lavorò un altro barbiere, che era di Sorso.

Il tassista
Negli stessi anni Sessanta in via Celestino Manunta abitava il signor Sebastiano Fozzi,che è stato il primo tassista del quartiere. Svolgeva la sua professione a Sassari.
Un'altra persona molto conosciuta faceva il tassista abusivo. Era Giovanni Masia e svolgeva il suo lavoro con una 600 multipla. In seguito iniziò a trasportare materiale con il motocarro.
Ricorda che nel 1958, insieme a mastro Peppino Delogu, ha costruito la recinzione della prima scuola elementare in via Era.

Le rivendite del latte
A fianco all'odierna ex Circoscrizione, vicino all'ingresso dei giardini di via Era, c'era l'ingresso dell'ovile dove zio Pasquale, con la moglie zia Speranza, custodiva le vacche. Il latte veniva venduto in una casa in via Era dove oggi c'è un negozio di copisteria. Altri pastori, come zio Francesco Tilocca di Burgos, passavano prima con la bicicletta e poi con la motocarrozzella a vendere il latte sfuso per le case, porta a porta. Altri che vendevano il latte appena munto erano Antonino Pischedda e Giuseppe Tilocca (noto come zio Fanfani ), che pascolava le vacche nei terreni dietro i campi di calcio della Wilier. Un altro pastore che vendeva latte nella piccola borgata era il signor Tiana, che abitava in via Lucio Albani.
Un fatto curioso che vogliamo raccontare è quello di un pastore che vendeva porta a porta il latte che non gli apparteneva. Infatti passava nelle case la mattina presto, ma qualche minuto dopo il passaggio degli altri lattai ,e con molta disinvoltura prendeva la bottiglia piena e la rivendeva ai propri clienti.

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Il forno del pane
Il primo forno del pane, sorto nei primi anni Cinquanta, era di Giorico in via Celestino Manunta, dove oggi c'è un'autocarrozzeria.
Il venditore di fichi d'india

Tantepersone ricordano che negli anni Sessanta durante il periodo della raccolta, passava la mattina con la carriola, di casa in casa, un venditore di fichi d'india che si chiamava Baingio Dore. Negli anni Settanta anche un'altra persona vendeva i fichi d'india e i fichi freschi. Il suo "negozio" erano due cassette sopra una bicicletta.
Le poste
Ancora nel 1982 a Li Punti non esisteva un Ufficio postale. Una delibera del Consiglio di Circoscrizione ingiunse all'Amministrazione comunale di intraprendere tutte le necessarie azioni nei confronti dell'Ente Poste, affinché procedesse all'istituzione del servizio. La delibera fu votata all'unanimità dai Consiglieri presenti, anche se nel dibattito si chiedeva che l'ufficio principale fosse quello di San Giovanni e a Li Punti si aprisse solo una succursale.
Nel 1986 i cittadini del quartiere firmano una petizione popolare, promossa dal Consiglio di Circoscrizione, per chiedere direttamente al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni l'istituzione di un servizio postale a Li Punti, rimarcando il fatto che alcuni locali di via Giovanni Bruno erano stati giudicati idonei sia dai tecnici dell'Amministrazione delle Poste che da quelli del Comune, sollecitando il Comune a stipulare il contratto di locazione per avviare il servizio.
Il primo ufficio postale fu inaugurato in via Bruno, il 29 febbraio 1988 con un rinfresco organizzato nella sede della Circoscrizione. Il ristoratore incaricato fu Danilo di Ottava, spesa 600 mila lire.
Sino ad allora l'unico ufficio disponibile era stato quello storico di San Giovanni, ubicato nella casa di Augusto Veglia, tanto è vero che il CAP di Li Punti, 07040 corrispondeva a quello di San Giovanni.
I disagi erano notevoli perché, oltre che per la spedizione della posta ordinaria, bisognava andare a San Giovanni anche per la riscossione della pensione. Il servizio di consegna della corrispondenza a domicilio fu istituito a partire dal 1960. l primo postino si chiamava Peppino Melai di Alghero. Per pochi mesi ci fu una donna ed in seguito Michelino Canu, per tutti zio Michelino che svolse il suo lavoro per molti anni, sino ad andare in pensione. Girava sempre in motorino ed era amico di tutti. La posta arrivava sempre al destinatario perché zio Michelino conosceva ogni nucleo familiare.
Il servizio tranviario
Nel 1983 il Consiglio di Circoscrizione pose all'ordine del giorno il problema di una modifica del percorso del servizio tramviario che prevedesse il passaggio dell'autobus all'interno del quartiere e un collegamento con il litorale di Platamona. Nonostante i ripetuti solleciti ed una petizione fatta dagli abitanti di Li Punti e Monte Tignosu, solo nel 1986 l'ACTP deliberò di fare le prove di percorso nella 7^ Circoscrizione. Il servizio tranviario arriverà all'interno del quartiere nel luglio del 1992.
Servizio anagrafe
Il servizio di Decentramento amministrativo prevedeva anche un ufficio Anagrafe, con la possibilità di avere i locali della delegazione comunale. Il servizio sarebbe iniziato a settembre del 1983 a giorni alterni, con la promessa che sarebbe diventato continuativo nel 1984.
Il vigile urbano
Dal 1975 a Li Punti faceva servizio come vigile urbano Nino Doro, nativo di Sedini. Fu il primo vigile del quartiere nel vero senso della parola perché abitando nel quartiere svolgeva il servizio dalla mattina alla sera. Veniva chiamato bonariamente "lo sceriffo". Era conosciuto da tutti a lui ci si rivolgeva per risolvere tanti problemi perché gli abitanti sapevano di poter contare sulla sua autorevolezza e sul suo intervento tempestivo.
Prima di sanzionare con multe salate i ragazzi che impennavano con le moto nelle vie del quartiere, dato che conosceva tutti, andava direttamente dai genitori e chiedeva che fossero loro a sequestrare la moto ai figli, come anche lui fece con la moto del proprio figlio per un episodio analogo. Capiva sempre le situazioni e dove poteva chiudere un occhio lo chiudeva.
Purtroppo la moglie ricorda anche le i dispetti che venivano fatti a Nino e alla famiglia, ma la maggior parte degli abitanti aveva per lui grande stima.
Nino è andato in pensione nel 1997 e da allora il servizio é stato svolto, ma saltuariamente, dai vigili di Sassari. Varie volte é stato sollecitato il ripristino della figura del vigile di quartiere.
In seguito fu istituito un posto fisso di polizia urbana, ma ancora oggi si sente la mancanza della figura del vigile di quartiere come un tempo.

Il primo giardiniere
Molti ricordano che appena realizzati i giardini pubblici nel 1960, il primo giardiniere fu il sig. Pedoni che curava con amore le aiuole e gli spazi verdi; in seguito con altrettanta cura li gestiva il signor Tottoi Solinas.
Il medico di base
Il primo medico di base o, come si diceva allora, il medico condotto, fu il dottor Lentini. La sua assistente con funzioni di infermiera era l'allora signorina Tetta Baldinu.
L'ambulatorio si affacciava sulla 131. Era una casa bassa dove ora sorge la palazzina attigua alla rivendita di Pinuccio Sanna. In seguito l'incarico lo ebbe dottor Satta,con ambulatorio in via Meridda.

Li_Punti_20
1980 quando ancora il tram non passava all'internodel quartiere