Le domus de janas-Associazione la Settima

Le domus de janas

        
Le "Domus de janas"

Dopo l'utilizzo delle grotte naturali come luogo di sepoltura, si sviluppa in Sardegna un nuovo culto per onorare i defunti, nascono le "Domus de janas" presenti in tutta la Sardegna con poche eccezioni territoriali.

Le "Domus de janas" sono tombe ipogeiche, ciò significa che sono ambienti scavati nella roccia e dato che i metalli erano ancora sconosciuti venivano usati arnesi rudimentali, questi arnesi spesso simili a picconi di pietra sono stati rinvenuti dentro queste aperture.

Questo tipo di sepoltura, risale al Neolitico Recente (3500/2700 a.C.), in seguito per motivi molto diversi sono state usate anche sino al Medioevo.

Non sempre questi scavi erano fatti sulle pareti di roccia, ricavando delle camere e urne depocrali, in alcuni casi gli ambienti funerari erano ricavati sotto il livello della terra, si accedeva tramite scalini, sotto terra venivano ricavate le camere. 
Quelle rinvenute nella provincia di Sassari in diversi comuni sono una ventina, a volte sono tombe isolate, oppure veri e propri cimiteri che comprendono diversi scavi facendo diventare il sito una necropoli di notevole grandezza.
A poca distanza da Monte d'Accoddi dove sono presenti questo tipo di sepolture, c'è un altro sito archeologico questa volta in comune di Porto Torres, è la necropoli di "Su Crucifissu Mannu" che comprende almeno ventidue scavi (Domus de janas), la presenza di queste innumerevoli aree funerarie suggerisce l'ipotesi che nel territorio circostante c'erano diversi villaggi.
Il suo particolare nome Domus de janas, significa "Casa delle fate o delle streghe" che prende vita da una vecchia leggenda che racconta di piccole fate dal viso grazioso e vestite di rosso, il corpo rifletteva una luce abbagliante. Queste fatine abitavano in queste case incantate e passavano tutto il giorno a filare il lino su telai d'oro, potevano uscire solo la notte perché la luce del sole rovinava la loro pelle candida sino a farle morire. Le janas "fate" sono creature buone che possono diventare cattive "streghe" con chi cerca di ingannarle.
Si dice che chi ha avuto la fortuna di incontrarle sia rimasto incantato dalla loro bellezza.
Durante gli scavi che hanno interessato queste tombe, sono stati rinvenuti simboli di arte preistorica che gli studiosi li riconducono a riti e aspetti religiosi, molti dei quali rappresentavano la fecondità maschile e rappresentazioni femminili come la Dea Madre.
Si presume considerato la composizione dell'ambiente interno di queste tombe con finte porte e finestre colorate di rosso, residui di focolari, che tra le genti fosse viva la credenza dell'esistenza dell'aldilà.

A volte accanto al defunto si mettevano idoli, offerte e oggetti di uso comune come arnesi o monili sicuramente appartenenti al morto, se questi era un capo o una persona importante di solito si raffigurava scolpito o disegnato un simbolo di potere.
Necropoli "Domus de janas" a Sassari oltre a quelle citate di Monte d'Accoddi e Su Crucifissu Mannu, sono presenti a Monte Tignosu/Montalé, a Ponte Secco e Calancoi oltre a diverse decine di tombe sparse per tutto il territorio molto spesso ignote e non catalogate perché situate in terreni privati e inaccessibili.

 

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Ultimo aggiornamento il 03/01/2022
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