La Sardegna Vandalica-Associazione la Settima

La Sardegna Vandalica

   
La Sardegna Vandalica : 456-534 d.C.
 

I Vandali erano un popolo proveniente dall'odierna Germania.

Dopo aver conquistato i territori che oggi sono conosciuti come Andalusia in Spagna si stabilirono nel Nord Africa dove avevano il loro regno.
Anche i Vandali (come tutti del resto) considerarono la sardegna, un approdo importante e strategico da dover conquistare per garantirsi le rotte commerciali tra l'Africa e i paesi che si affacciavano nel Mediterraneo.
I soldati Vandali arrivarono con delle navi pronti a dar battaglia alle legioni romane rimaste nell'Isola.
Al loro passaggio uccidevano e distruggevano tutto ciò che trovavano.
Nel 456 d.C. ci fu la prima occupazione Vandala.

La Sardegna costiera divenne sotto il dominio Vandalo, resistettero solo le popolazioni interne, i Barbaricini.

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I Romani riconquistarono l'isola nel 466 d.C. solo per un breve periodo.
Ricordiamo che nel 476 finì l'epoca dell'Impero romano d'Occidente di cui parliamo nel capitolo "la Sardegna romana".


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Nel 530 essendo la Sardegna riconquistata dai Vandali, questi nominarono governatore dell'isola una persona di fiducia, il re Vandalo Gelimero scelse ad amministrare in sua vece la Sardegna, un funzionario di nome Goda.

Goda come da accordi, versava al re Vandalo un tributo annuale sin quando il popolo sardo probabilmente stanco di versare parte della loro rendita a un tiranno sconosciuto aizzarono Goda contro gli stessi vandali.

Nel 533 Goda si autoproclamò re di Sardegna e capeggiò una rivolta contro gli stessi Vandali.

Immaginando una reazione di Gelimero, Goda chiese a Giustiniano (imperatore bizantino) di potersi alleare con lui preferendolo al tiranno Vandalo.

Giustiniano colse l'occasione per mandare i suoi armati in difesa di Goda, voleva cogliere due risultati:

Primo: Portare la Sardegna sotto l'influenza bizantina.

Secondo: Conquistare i territori del Nord Africa ancora sotto l'influenza vandala.

Per questo furono mandati due schieramenti, uno in Sardegna in aiuto a Goda e l'altro a combattere contro Gelimero.

Goda, fu ucciso nella battaglia combattuta in Sardegna presso Calaris ancora prima dell'arrivo dei bizantini.

L'esercito bizantino invece vinse contro le truppe vandale rimaste in Africa nella battaglia combattuta a Sud di Cartagine.

Questa sconfitta segnò l'inizio della decadenza dei Vandali e l'inizio della riconquista delle terre occidentali da parte di Giustiniano.

La Sardegna nel 533 entrava così nell'orbita della dominazione Bizantina. 
La presenza dei Vandali nell'isola è stata per circa ottanta anni, durante questo periodo non ci furono grossi cambiamenti sulla cultura del popolo sardo, solo nella religione avvenne un certo cambiamento. A parte il periodo dell'occupazione romana, la dottrina cristiana arrivò in modo più massiccio durante l'occupazione da parte dei Vandali che, come tutti i popoli germanici cristianizzati professavano l'arianesimo, una volta occupata la Sardegna la usarono come terra d'esilio per i cristiani che non si volevano convertire facendo in modo che nell'isola arrivassero numerosi vescovi cattolici africani che con il tempo riuscirono a evangelizzare le popolazioni ancora legate a riti pagani.

È nel periodo dell'occupazione vandala che in Sardegna compare il primo monastero nei pressi di Cagliari fondato dal vescovo Fulgenzio.



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