La Sardegna Punica-Associazione la Settima

La Sardegna Punica

    
 
La Sardegna Punica 509-238 a.C.
 

Cartagine è una città fondata sulle coste dell'Africa del Nord dove adesso c'è la Tunisia nell'814 a.C. secondo alcuni, oppure nell'826 a.C. secondo altri.

La sua fondazione nella mitologia è dovuta alla principessa fenicia Elissa (conosciuta anche come Didone), fuggendo da Tiro (antica città nell'odierno Libano), ottenne il permesso di occupare un territorio dove in seguito nacque Cartagine.

A parte la leggenda è più verosimile che sia stata fondata da navigatori e commercianti Fenici durante una delle loro tante esplorazioni in cerca di nuove ricchezze.

Considerata la posizione strategica nel Mediterraneo, Cartagine riesce in poco tempo ad avere un esercito e una flotta navale capace di competere militarmente con altre città.

Nel capitolo precedente, avevamo terminato il racconto quando i Fenici in lotta contro i Sardi Nuragici, per continuare l'occupazione della Sardegna chiesero aiuto a Cartagine che, considerando la posizione strategica dell'isola al centro del Mediterraneo e per ingrandire i loro territori d'influenza per i loro commerci, decisero di mandare in soccorso ai Fenici un esercito per combattere i Sardi Nuragici.

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Nel 540 a.C. salparono da Cartagine delle navi dirette in Sardegna, alla guida di quell'esercito c'era il generale Malco, un valoroso guerriero.

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L'obiettivo di Cartagine che interviene ad aiutare i Fenici era di avere il dominio sulle rotte commerciali nel Mediterraneo, l'occupazione delle fertili pianure e lo sfruttamento delle miniere dell'isola.
Nonostante il forte dispiegamento di forze e i mezzi per combattere Malco trovò ad aspettarlo la feroce e organizzata resistenza dei Sardi Nuragici.


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Travolti da continui attacchi e dalla sanguinosa guerriglia che si sviluppò intorno ai loro movimenti i cartaginesi furono sconfitti in molte battaglie, furono costretti a ritirarsi e a reimbarcarsi dopo aver subito ingenti perdite.


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Terminava in questo modo la prima guerra Sardo-Punica.
Punici era il nome che i Romani diedero ai Cartaginesi da Punicus che derivava da Phoinikes, il nome con cui i Greci indicavano le loro origini Fenicie.
Sembra che nella madrepatria questa sconfitta fu accolta come un disastro tanto da motivare in seguito il potenziamento dell'esercito che in seguito divenne il simbolo della dominazione Cartaginese.
Secondo gli studiosi, proprio in occasione della prima guerra Sardo-Punica vi fu l'introduzione nell'Isola di una malattia fino allora sconosciuta, la malaria.
Si suppone che furono le truppe di Malco a portare in Sardegna le zanzare responsabili della malattia.


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Nel 535 a.C. Cartagine tentò nuovamente la conquista dell'isola e anche questa volta trova una guerriglia da fronteggiare, la guerra durò oltre venticinque anni, era la seconda guerra Sardo-Punica.
A capo dell'esercito cartaginese c'erano Asdrubale e Amilcare.
L'esercito cartaginese, aiutato dalla possente flotta navale, riuscì a controllare con un'occupazione territoriale tutti i porti impedendo al popolo sardo ogni commercio con l'esterno.
Anzi, secondo gli storici la repressione verso il popolo sardo si manifestò in modo ancora più violento quando i cartaginesi proibirono gli isolani a occuparsi di agricoltura pena la morte.
La guerra tra le due civiltà durò fino al 509 a.C., gli invasori conquistarono le pianure Sarde del Campidano, resistettero solo le tribù delle zone interne, i Barbaricini e il Nord Sardegna.

Praticamente l'isola venne divisa tra due popoli, la Sardegna nuragica e la Sardegna cartaginese.

Nonostante tutto, finita la guerra tra i due popoli, riprese il commercio.
Il controllo della Sardegna da parte dei Punici era sancito in un trattato del 509 a.C. tra Cartagine e la nuova potenza fondata il 21 aprile del 753 a.C. appena sessantuno anni dopo Cartagine, questa potenza era Roma che stava estendendo il suo controllo del territorio sino a minacciare direttamente i paesi sotto controllo Cartaginese.
In quel trattato Roma riconosceva a Cartagine il possesso della Sardegna, sempre in quel trattato ai Romani era vietato qualsiasi commercio con l'Isola.


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Nel 368 a.C. nonostante i Cartaginesi erano presenti da oltre un secolo in Sardegna, scoppiò l'ennesima ribellione, che durò alcuni decenni. 
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