La Sardegna fenicia-Associazione la Settima

La Sardegna fenicia

   
 
La Sardegna Fenicia 1.000 a.C. 509 a.C.
 
Intorno all'anno 1000 a.C. agli inizi dell'età del ferro, arrivò in Sardegna un popolo partito dalle coste di una terra chiamata Caanan che all'incirca coincide con l'odierno Libano, questo popolo erano i Fenici.
La Fenicia era una stretta striscia di terra quasi completamente rivolta verso il mar Mediterraneo e nella navigazione avevano i loro scambi commerciali con altre genti, è proprio percorrendo una di queste rotte che approdarono anche in Sardegna.


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I Fenici erano un popolo di navigatori, si presume che siano arrivati nelle Americhe (in Brasile per la precisione) Mille anni prima dei Vichinghi e Duemila prima di Colombo, questo è stato dedotto dal ritrovamento di una tavola di pietra con incisi caratteri Fenici, questo scritto è chiamato "Testo di Paraibo" di cui proponiamo il collegamento Internet https://xmx.forumcommunity.net/?t=4965855 in quella pietra incisa si racconta la navigazione di una nave Fenicia durante la circumnavigazione dell'Africa, una tempesta spinse però la nave verso le coste del Brasile. Il ritrovamento di questa tavola di pietra ha indotto alcuni studiosi a ipotizzare appunto l'arrivo di questo popolo nelle coste americane, questa teoria viene però contrastata da chi pensa che lo scritto sia un falso.


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Uno scritto con caratteri Fenici autentico è invece quello dell' 800 a.C. rinvenuto a Pula la vecchia città fenicia di Nora. In una pietra verticale (una Stele) c'erano delle incisioni che secondo il parere unanime di tanti studiosi sono caratteri dell'alfabeto fenicio, alcuni hanno ipotizzato che la Stele facesse parte di uno scritto molto più ampio.

Le divergenze tra studiosi oltre che dalla traduzione quindi dal significato di quelle parole, è anche da chi effettivamente l'ha scritta.

Non necessariamente era un fenicio, i caratteri si, erano quelli che si stavano affermando e hanno dato vita in seguito a tutti gli alfabeti del mediterraneo, però potrebbe dimostrare che anche in Sardegna si conoscevano quei caratteri.

Anzi si ipotizza che la stele sia opera degli Shardana un popolo antenato dei Fenici e scritta prima che i Fenici arrivassero in Sardegna, era dunque un Sardo Antico?

Secondo il parere del prof. Salvatore Dedola che tradusse la Stele si!

Nella terza riga partendo dall'alto e leggendo da destra verso sinistra ci sono delle lettere che starebbero a indicare "Sardegna" esattamente le lettere SRDN senza le vocali come in tutte le lingue semitiche (Arabi, Ebrei, Fenici ecc.), questa per il professor Dedola è la prima volta che il nome Sardegna compare in uno scritto:

Questa è la traduzione completa della Stele secondo il prof. Dedola:

“Al tempio principale di Nora, quello che sta in Sardegna, auguro prosperità. Chi augura prosperità è Saba figlio di Melk-Atene, che ha costruito Nora di propria iniziativa”. Di seguito il collegamento al sito dove il professor dedola espone la sua tesi https://www.youtube.com/watch?v=pKZfunSkczQ&t=2722s
Questa tesi non è accettata all'unanimità, secondo alcuni tra i quali il linguista Leonardo Melis il significato di quelle lettere significherebbero Sardon che letta in modo completo è una invocazione al Padre (babai) Sardana (in seguito per i Romani Sardus Pater) un'antica divinità degli Shardana e quindi non è riferita alla Sardegna come territorio. Di seguito il collegamento dove Melis espone il suo parere:  https://www.youtube.com/watch?v=q1np5W7ZcB0

Questo è invece il significato dello scritto nella Stele secondo Leonardo Melis che riporta la traduzione fatta nel 1834 dall'Abate Arri in cui si parla del "Padre (Babai) Sardon che fece vela verso Tarshis, lasciando questa Stele scritta in Nora", la traduzione originale in latino è:

"In Tarschisch vela dedit pater Sardon pius: ecce finem attinegns elevavit scriptum in Nora, quam novit adversam Lixo".

La stele di Nora qualunque cosa ci sia scritta o qualunque sia il suo significato è il più antico manufatto dell'epoca ritrovato in tutto il Mediterraneo.


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Il nome "Fenici" si pensa che derivi da quello che le diede Omero, in realtà s'identificavano con diversi nomi uno di questi è Cananei derivato da "Caanan".
I Fenici erano chiamati dai greci Phoinikes, per l'abilità di colorare i tessuti (Poinix= rosso porpora) erano abili costruttori di navi ed esperti navigatori proprio grazie ad una di queste navigazioni nel Mediterraneo che arrivarono anche sulle coste della Sardegna già dall'Undicesimo sec. a.C. (1001-1100 a.C.), attratti sia dalla sua posizione favorevole al centro del Mediterraneo sia dalle sue risorse minerarie.
Dal nono secolo a.C. (900-801 a.C.) da questi approdi nacquero importanti paesi quali: Sulki (Sant'Antioco la più antica), Karalis (da non confondere con l'attuale Cagliari), Nora, Bithia, Tharros, Neapolis, Bosa, Sant' Imbenia (che fu un grande centro commerciale nel mediterraneo) e altre.

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I Fenici portarono in Sardegna per la prima volta i cavalli, i discendenti di questi sono gli odierni cavallini della Giara riconosciuti come razza.

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Le divinità più importanti dei Fenici sono: Baal per quella maschile e Astarte (Tanit) per quella femminile.

Mentre i vari popoli nuragici erano costantemente in guerra tra loro per la conquista del territorio, i Fenici espandevano il loro commercio insediando le loro città anche nell'entroterra dell'isola, i due popoli (i sardi nuragici e i fenici) convissero pacificamente per circa 500 anni, si celebrarono matrimoni misti in un continuo scambio culturale. I villaggi costieri Fenici divennero importanti centri urbani, organizzati in maniera simile alle antiche città stato delle coste libanesi, erano in un periodo di forte espansione.
Lentamente i Fenici riuscirono a imporre nel territorio la loro cultura e la loro tecnologia una di queste culture è la lavorazione della ceramica e l'uso di vocaboli per la scrittura.

Il sodalizio tra le due culture durò sin quando il popolo dei Sardi Nuragici capì che l'intrusione dei Fenici stava determinando l'occupazione in tutto il loro territorio.
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Negli scali sulla costa concessi inizialmente, erano nate delle cittadine Fenicie acquisendo sempre più importanza, l'obiettivo era di espandersi anche all'interno dell'Isola. Oltre allo sfruttamento delle miniere per l'estrazione dei metalli, si stava compromettendo il commercio del popolo sardo con gli altri paesi del Mediterraneo, alla luce di questa situazione, i nuragici si ribellarono cercando di cacciarli via, dichiararono guerra.

La ribellione scaturì in una dura battaglia tra il popolo dei Sardi Nuragici e i Fenici.

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In queste battaglie il popolo dei sardi ripresero ad attaccare i Fenici in ogni occasione riuscendo a vincere a tal punto che nel 510 a.C. spinsero i Fenici a dover chiedere aiuto in loro difesa a un altro esercito, chiesero aiuto a una potenza nata nell'Ottocento quattordici a.C. nel continente africano.

Questa potenza era Cartagine.
Cartagine era una città sorta nell'attuale golfo di Tunisi, anche questa fondata da coloni Fenici.
Cartagine (Qart-Hadasht, "La città nuova') ebbe mire d'espansione realizzando nel Mediterraneo il suo impero.

 

Secondo alcune fonti storiche in questo periodo si continuano a usare ancora materiali di bronzo, anche se s'iniziava a fare un uso sempre più frequente di un materiale già conosciuto dai Fenici se non addirittura dai Popoli del Mare.

Dal IX - VIII secolo a.C. iniziava l'età del Ferro.

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Ultimo aggiornamento il  07/01/2022
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