La Sardegna Bizantina-Associazione la Settima

La Sardegna Bizantina

    
La Sardegna Bizantina - 534-900 
L'Impero bizantino è chiamato in uso comune dal XVIII secolo è indica  l'Impero romano d'Oriente quando l'Imperatore Costantino rifondò la vecchia città di Bisanzio chiamandola Costantinopoli, oggi è l'odierna Istanbul (Turchia).
La Sardegna è conquistata da Bisanzio durante la guerra combattuta contro i Vandali nel 534, il generale Belisario inviò in Sardegna una flotta per sottomettere l'isola al dominio bizantino.
Una volta conquistata, l'isola fu divisa in distretti governati da un solo Giudice (Judike in sardo) che risiedeva in Caralis (da non confondere con Cagliari fondata nel 1216/17) fuori controllo rimaneva una parte del territorio, quello occupato dai Barbaricini.
I bizantini dovettero lottare contro questo popolo per ottenere il controllo di tutti i territori dell'interno dell'isola, l'Imperatore Giustiniano inviò alcuni Judikes in Sardegna per combattere le eventuali sortite dei sardi Barbaricini. Per controllare meglio la guerriglia fu istituito a difesa del territorio un presidio militare a Forum Traiani l'odierna Fordongianus in provincia di Oristano. 
 

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Dal 590 durante il pontificato di  papa Gregorio I non tutta la popolazione sarda era stata convertita al cristianesimo, il territorio interno era ancora barbarico e pagano. 
Papa Gregorio Magno si adoperò alla conversione al cristianesimo delle popolazioni dell'interno e per convertirle, inviò un Judike  che nel 594 stipulò un patto con il capo dei Barbaricini Ospitone che si convertì al cristianesimo, il pontefice scrive direttamente a Ospitone congratulandosi sia per la pace fatta con i bizantini sia per la sua conversione alla religione cristiana e lo invita a favorire la conversione di tutta la sua gente considerando che una parte della popolazione era ancora pagana e continuavano a offrire sacrifici agli idoli.  


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Nel 595 tuttavia il Papa scoprì che nonostante tutto, si continuava a venerare i propri idoli in cambio di una tassa che incassava il giudice, la giustificazione era che: "Chi accettava l'incarico di governare l'isola si adattava a una specie di esilio e le tasse erano una specie d'indennizzo".
Quando le genti della Barbagia si convertirono al cristianesimo, erano ancora molto arretrati in vari settori dell'economia, erano principalmente dediti alla pastorizia, non conoscevano bene l'agricoltura, vivevano di razzie a danno di altre genti, queste abitudini risalivano ancora alla dominazione romana quando si cercò invano di sottometterli.
Nella Sardegna Bizantina con il trascorrere dei secoli, per colpa di un'imposizione fiscale da parte dei funzionari dell'imperatore che imponevano dazi e gabelle sempre più onerose, si spopolarono le città, molta gente per sopravvivere alla crisi economica andò a occupare le campagne per lavorare la terra, si iniziavano così a formare i primi paesi (biddas) formati da poche case. 
 L'economia sotto il dominio bizantino era basata essenzialmente sull'agricoltura e la pastorizia anche se in forma arcaica, gli attrezzi da lavoro erano semplici e rudimentali, 


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il bestiame era allevato allo stato brado, da tempi antichi  si conosceva la coltivazione della vigna anche se in seguito furono dei monaci che rilanciarono questa coltivazione impiantando vigneti vicino ai loro monasteri, si pensa che iniziassero la coltivazione di qualche varietà di frutta portata durante l'occupazione romana. 
Le genti che abitavano vicino al mare e al fiume praticavano la pesca usando attrezzi rudimentali come la lenza fatta con fibre vegetali e ami che l'uomo già conosceva quando iniziò a lavorare i metalli sostituendoli con quelli fatti di ossa, usavano anche lunghe aste di legno appuntite.  
Nella famiglia patriarcale, le abitazioni che si costruivano erano fatte con il materiale che offriva il territorio, pietre e fango, l'interno era semplice con lo stretto necessario, i pagliericci per dormire, il caminetto, sgabelli e tavolacci, il pavimento lo possiamo immaginare in terra battuta, la donna aiutava l'uomo nei lavori dei campi, anche l'allevamento della prole sicuramente numerosa era suo compito come la cura dei lavori domestici, il cibo era semplice, e non sempre si mangiava carne e pesce, solo le classi benestanti se lo potevano permettere nei giorni di festa.  


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Dalla parte opposta allo spazio domestico, destinato alla custodia degli animali si trovavano i principali attrezzi del lavoro agricolo come zappe  roncole e forconi, non mancavano le armi per la caccia l’arco o la balestra, ma anche coltelli e lame. 
L'anno civile iniziava nel mese di settembre e tale usanza è rimasta ancora negli usi attuali, questo mese è ancora chiamato Cabidanni.
La lingua ufficiale era il greco-bizantino con cui erano scritte le leggi, anche se la Chiesa usò come lingua ufficiale il latino che stranamente non si diffuse all'interno dell'isola durante il periodo dell'occupazione romana, ma fu di uso comune durante la dominazione bizantina.
Nell'anno 632 succedeva un fatto che avrebbe portato a modificare la vita di molte persone, moriva a Medina una città della Penisola Araba,  Abul-Kasim ibn Abd Allāh conosciuto  come Muhammad "il Lodato - il Glorificato" (Maometto) profeta e fondatore dell'Islam. 


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Maometto nacque a "La Mecca" una città dell'attuale Arabia Saudita nel 570.  
Maometto era un commerciante onesto, era chiamato per questo motivo El Emin che significa "galantuomo". Durante una visione intento a meditare in una caverna le appare, l'Arcangelo Gabriele il quale le ordina di predicare in nome di Allah, come suo profeta.
Maometto predicava che per convertire i profani all'Islam (abbandono e fiducia nel Signore) esisteva solo la Gihad ossia "La guerra santa" o, in alternativa pagare la gizyah, un tributo dovuto dai non mussulmani quale corrispettivo per l'esercizio della libertà di professare il proprio culto. 
Dalla morte di Maometto, tutte le popolazioni che professavano la religione islamica e parlavano la lingua araba erano identificati come arabi, inizialmente conosciuti come saraceni, questo termine si comprendeva diverse etnie.                            
Nel corso dei secoli, gli arabi dilagarono in tutto Medio Oriente in Africa sino a minacciare Costantinopoli.
In Sardegna i bizantini che governavano l'isola, si trovarono a dover combattere due nemici, gli arabi che venivano dall'esterno dell'Isola per cercare di conquistarla e le popolazioni Barbaricine dell'interno dell'isola che non si volevano sottomettere del tutto alla loro cultura e religione.
Gli arabi attaccarono l'isola in diversi periodi, e le incursioni si facevano sempre più frequenti. 


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Proprio a causa di queste incursioni che avvenivano via mare, le città costiere come Olbia, Tharros, Bosa, Nora ecc. furono costrette a spingersi all'interno dell'Isola contribuendo alla nascita di nuovi centri urbani.
Intanto in Italia tutti i territori che appartenevano all'Impero Bizantino (ormai in decadenza) erano conquistati dai Longobardi, la Sardegna inizia a perdere tutti i suoi contatti economici e politici con Bisanzio rimanendo isolata, non ricevendo più aiuti da Bisanzio, rimase in balia di attacchi sempre più frequenti da parte dei pirati Saraceni costringendo  le popolazioni a rifugiarsi nell'entroterra per sfuggire alle invasioni arabe.
La gente di Tharros fuggì a Oristano che all'epoca era un piccolo borgo, cosi fecero gli abitanti di altre cittadine come Nora, Olbia, Bosa ecc. cercando riparo all'interno. 
Lo stesso fecero gli abitanti di Caralis che con il Judike  Provinciae che governava tutta la Sardegna fuggi a S. Igia una cittadina sulle rive dello stagno di Santa Gilla diventando capitale del giudicato, (in seguito dopo la costruzione di Castel di Castro la capitale fu spostata a Cagliari nel 1258). 
Da Santa Igia impartì un ordine: 
I Lociservatores com'erano chiamati i capi dei vari distretti, dovevano costituire altri tre Giudicati indipendenti e autonomi, queste persone avevano gli stessi suoi poteri. Quest'ordine era necessario per fare in modo che ogni Giudice potesse affrontare le difese del loro territorio come meglio credeva senza dover necessariamente aspettare ordini da Caralis.
I luogotenenti indipendenti dal Giudice di Caralis divennero essi stessi Judikes (Re) sul proprio Logu (Stato), nascevano così i quattro giudicati. Oltre al regno di Calaris si costituirono il regno d'Arborea, il regno di Torres e il regno di Gallura.                                                                                                                                                       I primi Giudici indipendenti, di fatto (anche se non ancora di diritto perché non eletti da nessuno) furono Nicola a Torres, Inerio in Gallura, Gialeto a Cagliari e Torcotore ad Arborea, era l'evoluzione delle antiche circoscrizioni bizantine. 
Le sedi di residenza dei Giudici furono:
Turris poi Ardara per il Giudicato di Torres  
Civita per il Giudicato di Gallura
Tharros poi Oristano per il Giudicato di Arborea
Pluminos poi Santa Igia per il Giudicato di Calari 


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La data precisa della costituzione dei quattro Giudicati non è nota, si deduce che sia antecedente all'864 quando si parlava di Judikes al plurale. Questo è confermato anche nell'872 quando si parla di Principes Sardiniae, si presume che da quella data i vari Judikes trasformarono i loro distretti in Regni imponendo come sovrani tributi e leggi nel loro territorio.
Con l'avvento dei Giudicati s'iniziava ad abbandonare la lingua greco - bizantina e s'iniziava a parlare il sardo.

Sotto una antica mappa araba raffigurante la Sardegna tratta da Wikipedia


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