La Sardegna Bizantina-Associazione la Settima

La Sardegna Bizantina

    
La Sardegna Bizantina - 534-900 e la nascita dei Giudicati
 
 

Bisanzio era l'antico nome dell'odierna città Turca Istanbul.

La storia di Bisanzio inizia nel 659 a.C. quando alcuni coloni greci la fondarono sulle rive europee del Bosforo.

Dopo la conquista e l'espansione del dominio romano anche a Oriente nel 330, l'Imperatore Costantino I la rifondò espandendo ulteriormente i confini, le cambiò nome e da Bisanzio diventò "Roma Nuova" in seguito chiamata Costantinopoli.

Al pari di Roma fu eretta a capitale dell'Impero.

Bisanzio come nome di città da quel momento non esisterà più.

Rimane oggi in uso comune la parola "Bizantino" o "Impero Bizantino", che è il termine "moderno" usato per definire la cultura e l'arte di quel periodo storico e fa riferimento all'Impero romano d'Oriente.

Oggi, dire "Sardegna Bizantina" significa riferirsi al periodo che la Sardegna è conquistata dell'Impero romano d'Oriente.
 

La separazione dei due Imperi romani.

Alla morte dell'imperatore romano Teodosio, i due imperi quello d'Occidente e quello d'Oriente, sono divisi tra i suoi due figli, Arcadio il più grande regnò che in quello Orientale e Onorio in quello Occidentale.

Di fatto quando nel 476 d.C. ci fu la decaduta definitiva dell'Impero romano d'Occidente

Arcadio fu il primo imperatore bizantino indipendente da Roma, anche se si considerava lui stesso romano.

Sardegna bizantina

Solo qualche città costiera della Sardegna nel 456 fu occupata per la prima volta dalle truppe vandale che si erano insediate stabilmente nei territori dell'Africa del Nord.

Nel 466 è riconquistata dalle truppe romane per un breve periodo sin quando l'isola ricadde sotto il dominio Vandalo.

L'Impero romano d'Occidente era già in declino.

Nel 533 era governata da un rappresentante vandalo chiamato Goda che sfidando il suo re Gelimero che lo aveva nominato, si autoproclamò primo re di Sardegna attirandosi in questo modo le ire del sovrano il quale, furioso per questa sua scelta inviò delle truppe per combatterlo.

Goda in sua difesa, chiese aiuto all'allora imperatore bizantino Giustiniano che colse l'occasione per far guerra ai vandali e riconquistare quei territori un tempo appartenenti a Roma compresa la Sardegna.

Giustiniano armò due eserciti.

Uno si diresse in Africa dov'era il comando vandalo, l'altro sbarcò in Sardegna in aiuto al governatore Goda che nel frattempo fu ucciso prima del loro arrivo.

L'esercito bizantino vinse contro le truppe Vandale rimaste in Africa in una battaglia a Sud di Cartagine, con la resa del re Gelimero in pratica finì il regno Vandalo.

L'Africa del nord ritornò sotto il dominio dell'Impero romano d'Oriente e si ristabilì quella che un tempo era una prefettura romana, oltre l'Africa nordoccidentale comprese, la Sardegna, la Corsica, le Isole Baleari e in seguito parte Sud della Spagna.

Dal 533 la Sardegna entrava nell'orbita della dominazione Bizantina.
Una volta conquistata l'isola, questa fu divisa in distretti governati da un solo "Judex Provinciae" giudice/governatore per le questioni civili che risiedeva in Caralis (antica città fenicio/punica sullo stagno di Santa Gilla), e un "dux"responsabile delle questioni militari risiedente a Forum Traiani l'odierna Fordongianus in provincia di Oristano.

Rimaneva fuori controllo una parte del territorio della Barbagia che anche durante il periodo romano non era mai stato sottomesso completamente.
I bizantini dovettero lottare contro i Barbaricini per ottenere il controllo di tutti i territori all'interno dell'isola, sin quando l'imperatore Giustiniano nel 537 inviò una spedizione militare per combattere le sortite dei sardi della Barbagia.

Per controllare meglio la guerriglia e la difesa del territorio nella sede del "Dux" fu ristrutturato un presidio militare che esisteva già in passato come comando militare romano in Sardegna

 
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Dal 590 durante il pontificato di papa Gregorio I (Gregorio Magno), non tutta la popolazione sarda era stata ancora convertita al cristianesimo.

Il territorio interno nelle montagne della Barbagia si praticava ancora il vecchio rito barbarico e pagano, si adoravano oggetti naturali del loro ambiente agropastorale.
Papa Gregorio Magno in accordo con l'imperatore bizantino Maurizio, si adoperò per la conversione al cristianesimo delle popolazioni dell'interno e per convertirle inviò uno Judex.

Nel 594 lo Judex riuscì a stipulare un patto con il capo dei Barbaricini Ospitone riuscendo anche convertirlo al cristianesimo.

Il pontefice scrive direttamente a Ospitone congratulandosi sia per la pace fatta con i bizantini sia per la sua conversione alla religione cristiana e lo invita a favorire la conversione di tutta la sua gente considerando che una parte della popolazione era ancora pagana e continuavano a offrire sacrifici agli idoli.

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Nel 595 tuttavia il Papa quando mandò un suo vescovo di fiducia per continuare l'opera di conversione al cristianesimo, scoprì che nonostante tutto, si continuava a venerare i propri idoli, il vescovo scoprì che lo Judex mandato in precedenza in cambio di una tassa che incassava lui stesso permetteva ancora la celebrazione di riti pagani.

La giustificazione fu che:

"Chi accettava l'incarico di governare l'isola si adattava a una specie di esilio e le tasse erano un indennizzo e, in fin dei conti, doveva recuperare parte dei soldi spesi per la sua nomina ".
Quando le genti della Barbagia si convertirono al cristianesimo, erano ancora molto arretrati in vari settori dell'economia, erano principalmente dediti alla pastorizia, non conoscevano bene l'agricoltura, vivevano di razzie a danno di altre genti.

Queste abitudini risalivano ancora alla dominazione romana quando si cercò invano di sottometterli.
Nella Sardegna bizantina con il trascorrere dei secoli, per colpa di un'imposizione fiscale da parte dei funzionari dell'imperatore che imponevano dazi e gabelle sempre più onerose, si spopolarono le città, molta gente per sopravvivere alla crisi economica andò a occupare le campagne per lavorare la terra, s'iniziavano così a formare i primi paesi (biddas) formati da poche case.
L'economia sotto il dominio bizantino era basata essenzialmente sull'agricoltura e la pastorizia anche se in forma arcaica, gli attrezzi da lavoro erano semplici e rudimentali, il bestiame era allevato allo stato brado, da tempi antichi  si conosceva la coltivazione della vigna anche se in seguito furono dei monaci che rilanciarono questa coltivazione impiantando vigneti vicino ai loro monasteri, si pensa che iniziassero la coltivazione di qualche varietà di frutta portata durante l'occupazione romana. 



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Le genti che abitavano vicino al mare e al fiume praticavano la pesca usando attrezzi rudimentali come la lenza fatta con fibre vegetali e ami che l'uomo già conosceva quando iniziò a lavorare i metalli sostituendoli con quelli fatti di ossa, usavano anche lunghe aste di legno appuntite.
Nella famiglia patriarcale, le abitazioni che si costruivano erano fatte con il materiale che offriva il territorio, pietre e fango, l'interno era semplice con lo stretto necessario, i pagliericci per dormire, il caminetto, sgabelli e tavolacci, il pavimento lo possiamo immaginare in terra battuta, la donna aiutava l'uomo nei lavori dei campi, anche l'allevamento della prole sicuramente numerosa era suo compito come la cura dei lavori domestici, il cibo era semplice, e non sempre si mangiava carne e pesce, solo le classi benestanti se lo potevano permettere nei giorni di festa.


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Dalla parte opposta allo spazio domestico, destinato alla custodia degli animali, si trovavano i principali attrezzi del lavoro agricolo come zappe roncole e forconi, non mancavano le armi per la caccia l’arco o la balestra, ma anche coltelli e lame.

L'anno civile iniziava nel mese di settembre e tale usanza è rimasta ancora negli usi attuali, questo mese è ancora chiamato Cabidanni.
La lingua ufficiale era il greco - bizantino con cui erano scritte le leggi, anche se la Chiesa usò come lingua ufficiale il latino che stranamente non si diffuse all'interno dell'isola durante il periodo dell'occupazione romana, ma fu di uso comune durante la dominazione bizantina.
Nell'anno 632 succedeva un fatto che avrebbe portato a modificare la vita di molte persone, moriva a Medina una città della Penisola Araba, Abul-Kasim ibn Abd Allāh conosciuto come Muhammad "il Lodato - il Glorificato" (Maometto) profeta e fondatore dell'Islam.



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Maometto nacque a "La Mecca" una città dell'attuale Arabia Saudita nel 570.
Maometto era un commerciante onesto, era chiamato per questo motivo El Emin che significa "galantuomo". Durante una visione intento a meditare in una caverna gli apparve l'Arcangelo Gabriele il quale gli ordina di predicare in nome di Allah, come suo profeta.
Maometto predicava che per convertire i profani all'Islam (abbandono e fiducia nel Signore) esisteva solo la Gihad ossia "La guerra santa" o, in alternativa pagare la "gizyah" un tributo dovuto dai non mussulmani quale corrispettivo per l'esercizio della libertà di professare il proprio culto.
Dalla morte di Maometto, tutte le popolazioni che professavano la religione islamica e parlavano la lingua araba erano identificati come arabi, inizialmente conosciuti come saraceni, questo termine si comprendeva diverse etnie.
Nel corso dei secoli, gli arabi dilagarono in tutto Medio Oriente in Africa sino a minacciare Costantinopoli.
In Sardegna i bizantini che governavano l'isola, si trovarono a dover combattere due nemici, gli arabi che venivano dall'esterno dell'Isola per cercare di conquistarla e le popolazioni Barbaricine dell'interno dell'isola che non si volevano sottomettere del tutto alla loro cultura e religione.
Gli arabi attaccarono l'isola in diversi periodi, e le incursioni si facevano sempre più frequenti.


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Proprio a causa di queste incursioni che avvenivano via mare, le città costiere come Olbia, Tharros, Bosa, Nora ecc. furono costrette a spingersi all'interno dell'Isola contribuendo alla nascita di nuovi centri urbani.
Intanto in Italia tutti i territori che appartenevano all'Impero Bizantino (ormai in decadenza) erano conquistati dai Longobardi, la Sardegna inizia a perdere tutti i suoi contatti economici e politici con Bisanzio rimanendo isolata, non ricevendo più aiuti da Bisanzio, rimase in balia di attacchi sempre più frequenti da parte dei pirati Saraceni costringendo le popolazioni a rifugiarsi nell'entroterra per sfuggire alle invasioni arabe.
La gente di Tharros fuggì a Oristano che all'epoca era un piccolo borgo, cosi fecero gli abitanti di altre cittadine come Nora, Olbia, Bosa ecc. cercando riparo all'interno.
Lo stesso fecero gli abitanti di Caralis che con il Judike Provinciae che governava tutta la Sardegna fuggi a S. Igia una cittadina sulle rive dello stagno di Santa Gilla diventando capitale del giudicato, (in seguito dopo la costruzione di Castel di Castro la capitale fu spostata a Cagliari nel 1258).
Da Santa Igia impartì un ordine:
I "Lociservatores" com'erano chiamati i capi dei vari distretti, dovevano costituire altri tre Giudicati indipendenti e autonomi, queste persone avevano gli stessi suoi poteri. Quest'ordine era necessario per fare in modo che ogni Giudice potesse affrontare le difese del loro territorio come meglio credeva senza dover necessariamente aspettare ordini da Caralis.
I luogotenenti indipendenti dal Giudice di Caralis divennero essi stessi Judikes (Re) sul proprio Logu (Stato), nascevano così i quattro giudicati.
Oltre 
al regno di Calaris si costituirono quello d'Arborea, di Torres e il regno di Gallura. I primi Giudici indipendenti, di fatto (anche se non ancora di diritto perché non eletti da nessuno) furono Nicola a Torres, Inerio in Gallura, Gialeto a Cagliari e Torcotore ad Arborea, era l'evoluzione delle antiche circoscrizioni bizantine.
Le sedi di residenza dei Giudici furono:
Turris poi Ardara per il Giudicato di Torres.
Civita per il Giudicato di Gallura.
Tharros poi Oristano per il Giudicato di Arborea.
Pluminos poi Santa Igia per il Giudicato di Calari.


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La data precisa della costituzione dei quattro Giudicati non è nota, si deduce che sia antecedente all'864 quando si parlava di Judikes al plurale.

Questo è confermato anche nell'872 quando si parla di Principes Sardiniae, si presume che da quella data i vari Judikes trasformarono i loro distretti in Regni imponendo leggi e tributi sovrani nel loro territorio.
Con l'avvento dei Giudicati s'iniziava ad abbandonare la lingua greca - bizantina e s'iniziava a parlare il sardo.

 

L'Impero bizantino dopo una serie di vicissitudini conosce la sua fine nel 1453 quando i Turchi Ottomani conquistano Costantinopoli.

L'Impero ottomano si protrarrà per oltre Seicento anni.

La Basilica di Costantinopoli di fede cristiana dedicata a Santa Sofia diventa una moschea mussulmana.

Costantinopoli città capitale dell'Impero ottomano, dopo la fine della prima guerra mondiale diventerà una città della Repubblica di Turchia e la capitale fu spostata da Costantinopoli ad Ankara.

Dal 1930 Costantinopoli fu chiamata Istanbul.



Sotto un'antica mappa araba raffigurante la Sardegna tratta da Wikipedia


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