La chiesa di San Pio X-Associazione la Settima

La chiesa di San Pio X

 La chiesa di San Pio X

Sin dalla nascita della borgata Il territorio di Li Punti faceva capo alla parrocchia di San Giovanni. Per il parroco della piccola chiesetta, don Nieddu, risultava sempre più problematico gestire un territorio così vasto man mano che il quartiere cresceva. Questo spinse l'arcivescovo dell'epoca, mons. Paolo Carta, a inviare nel nuovo quartiere alcuni sacerdoti della diocesi, in seguito sostituiti da missionari di San Vincenzo, tra i quali ricordiamo in particolare Padre Corti.

Le messe venivano celebrate nelle abitazioni private e non sempre nella stessa. A volte passavano nelle case, nel periodo pasquale, alcuni Salesiani per impartire la benedizione, e molti ricordano don Sunda.

Monsignor Arcangelo Mazzotti fu arcivescovo di Sassari dal 1931 al 1961. Il suo successore fu mons. Agostino Saba per poco più di un anno, cui succedette mons. Paolo Carta, che rimase in carica sino al marzo del 1982.

Fu nel 1966 che Mons. Paolo Carta nominò il sacerdote Antonio Bazzoni responsabile della comunità della piccola borgata di Li Punti. Don Bazzoni fu ordinato sacerdote nel 1952, e prima di questa nomina fu vice parroco della parrocchia del Sacro Cuore a Sassari, dal 1957 al 1960 parroco di San Gavino a Bancali (chiesa fondata da Padre Manzella), e ancora vice parroco della futura Basilica del Sacro Cuore sino al 1966.

Il 12 ottobre del 1966 mons. Carta celebrava la prima Messa di Li Punti nella chiesa

provvisoria, ricavata in via Demuro, in un garage reperito per l'occasione da Costantino Paoni.

La nuova parrocchia venne è stata ufficializzata il 24 aprile del 1967 con decreto dell'arcivescovo e intitolata a San Pio X. Veniva confermato parroco don Bazzoni.

Da quel momento iniziò l'iter per la costruzione della nuova chiesa. Per realizzarla furono usati i cantoni estratti dalle cave di Li Punti. Tanti abitanti del luogo hanno prestato la loro opera a titolo gratuito. É stato un gesto di riconoscenza per l'impegno che don Bazzoni ha dedicato al quartiere in un momento di totale assenza dei servizi primari come la rete idrica e fognaria, strade, mezzi di trasporto e una scuola primaria per l'accoglienza dei bambini del quartiere.

Per nove anni fu vice parroco don Virgilio Businco, sino a quando nel 2003 don Virgilio fu nominato parroco di Chiaramonti andando a sostituire don Costantino Poddighe che a sua volta assumeva l'incarico di parroco di San Pio X dopo le dimissioni per malattia di don Bazzoni nel 2003.

Don Costantino si è integrato perfettamente nella comunità parrocchiale svolgendo un ottimo lavoro nella continuità e nel rinnovamento dell'opera iniziata da don Bazzoni. Oggi la parrocchia coinvolge tante persone e famiglie in vari gruppi tematici, alcuni di carattere sociale altri più prettamente ecclesiastici. La parrocchia ospita stabilmente, dal 1976, una comunità di suore domenicane della Beata Imelda, che con la loro presenza affiancano e supportano l'operato della comunità parrocchiale.

Suor Amelia, per tanti anni madre Superiora della piccola comunità, racconta quando e perché le prime suore sono arrivate a Li Punti:

<<Nel 1972 quando ci fu il Capitolo generale, alcune sorelle espressero il desiderio di costituire una Comunità del nostro ordine religioso in Sardegna. Sarebbero volute andare a San Giovanni, dove esisteva già una parrocchia per aprire una casa. Per accompagnarci vennero la Madre generale, madre Lauretana, madre Michelangela e suor Ignazia, missionarie domenicane. Durante il tragitto verso San Giovanni notarono una strana costruzione a forma di chiocciola. Per curiosità si fermarono e in quel momento seppero che quella era una chiesa in costruzione. Le suore entrarono e incontrarono don Bazzoni con il quale dialogarono. Il mese successivo la Madre generale chiese ufficialmente la possibilità di mandare in quella parrocchia delle suore per attività pastorale nel periodo estivo, esprimendo in questo modo il desiderio di poter aprire una Comunità in Sardegna per la catechesi e radunare i bambini e i ragazzi in attività ludiche.

Don Bazzoni colse immediatamente l'opportunità che si stava presentando, cioè quella di avere un'opera missionaria a Li Punti collegata alla nuova chiesa, anche se solo per pochi mesi l'anno.

Le prime suore che arrivarono furono suor Elisabetta, suor Armida, suor Maria Luisa e suor Margherita.

<<Nel 1975 la Madre generale propose al parroco la possibilità di ospitare le suore in modo stabile tutto l'anno, cosa che avvenne nel 1976. Provvisoriamente le suore abitarono in una casa in affitto in via Millelire, vicino allo svincolo per Baldinca, sulla parte destra della Superstrada; la casa era di Vittoria Bassu, figlia di zio Màrighe. Abitarono lì per diversi anni prestando il loro servizio per conto della parrocchia, fin quando nel 1998 fu costruita nel complesso parrocchiale una casa dedicata a loro dove attualmente risiedono>>.

Suor Wilma, presente alla intervista ha sottolineato l'impegno delle prime suore che arrivarono: "Oltre che per l'insegnamento della catechesi, radunarono bambini e ragazzi della parrocchia per svolgere attività ricreative”.

La collaborazione si concretizzò quando nei locali che don Bazzoni concesse per la scuola media le suore della Beata Imelda e in particolare Suor Ignazia e Suor Reginalda, coordinate dal prof. Tetti, organizzarono una scuola di recupero per adulti che permettesse di conseguire la licenza elementare e la licenza media. Vi insegnarono anche la signora Rasenti e la signora Mureddu.

Questo corso serale finì quasi nello stesso periodo in cui le scuole medie furono trasferite nei locali di Baldinca.

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La chiesa in costruzione