Gli Shardana (i popoli del mare) tra storia e legg-Associazione la Settima

Gli Shardana (i popoli del mare)


Gli Shardana tra storia e leggenda

Parlare degli Shardana (Sherdana) è come continuare il capitolo della Civiltà nuragica.

Prima di iniziare il racconto vediamo in quale contesto si colloca la nostra storia che va dal 1550 a.C. all'epoca che gli storici chiamano "Fine del bronzo".

I regni più importanti del periodo erano quelli degli Ittiti (Turchia), quello degli Egizi nella loro massima espansione e da tanti altri regni più piccoli.

Per una serie di circostanze questi popoli dovettero subire delle violente invasioni da parte di guerrieri che razziavano e radevano al suolo le più grandi città commerciali di questi paesi, la conseguenza fu che molti territori nel giro di qualche decennio furono abbandonati e le grandi città ricostruite altrove.

Una delle conseguenze di questa invasione fu che le genti disperse, tornarono alla pastorizia perdendo l'uso della scrittura che si stava affacciando durante il loro splendore. Questo è uno dei motivi per cui sono rari i documenti che testimoniano questo periodo.

Chi erano i guerrieri che hanno combattuto contro questi stati?

Nel 1855 studiando iscrizioni su manufatti Egizi dove scolpita c'era una battaglia contro guerrieri sconosciuti, il visconte francese Emmanuel de Rougè egittologo, diede per la prima volta il nome a questi guerrieri sconosciuti che gli egizi chiamavano con il nome della tribù di appartenenza, li chiamò "Popoli del mare"perché com'era scritto con caratteri geroglifici, si diceva che venissero dal centro del mare o dalle isole senza specificare quali.

Che erano guerrieri con etnie diverse gli egittologi lo deducono dalle raffigurazioni nei templi egizi, questi uomini erano raffigurati con sembianze diverse gli uni dagli altri, questo ha fatto ipotizzare che sicuramente erano popoli diversi.

Da questo fatto nasce una domanda, chi erano questi guerrieri che combatterono contro imperi già affermati riuscendo talvolta a vincerli ? erano conquistatori o semplici predoni che saccheggiavano le città?

Perché si limitavano a razziare anziché occupare e sottomettere i territori conquistati?

La risposta a questo quesito non è certa né scontata né semplice perché non esiste nessuna traccia diretta o documentata, di questi popoli che razziavano in tutto il mediterraneo dal 1208 a.C. al 1000 a.C., esistono come detto solo nelle raffigurazioni Egizie.

Questi guerrieri apparvero per la prima volta nel 1208 a.C. quando gli Egizi si scontrano in battaglia contro i Libici, nella Stele di Merenptah si parla di questa battaglia e sono citati ben dieci gruppi di guerrieri alleati dei Libici che combatterono contro gli Egizi, questi popoli erano:

Shardana (Sherden) provenienti dalla Sardegna

Shakalasha (Sekeles) di origine Sicula.

Pheleset e Danen (Pelasgi) dall'isola di Creta e Cipro

Tjekker (Zeker) da Troia

Libu dalla Libia

Likku - Liguri

Akayasa (Eqwesc) di stirpe Greca

Teres (Tursa) Etruschi o Tirreni

Weses (da Troia)

Washasa (Corsica)

Thuatha de Dana (Popoli del Nord)

Si pensa che a capo di quest'alleanza ci fossero gli Shardana già presenti dal 1350 a.C.

Questo elenco e la loro effettiva provenienza dividono gli storici.

Tutti concordano con l'esistenza di questi popoli guerrieri, che hanno contribuito con le loro battaglie a far crollare imperi come quello Ittita nella guerra del 1200 a.C. distruggendo le loro maggiori città Hattusa e Hugarit, la distruzione di città dell'Anatolia, della Siria e della Palestina, non concordano, però nell'identificazione delle varie etnie, in modo particolare non concordano con la tesi che ipotizza gli Shardana come l'antico popolo dei Nuragici.

Chi erano gli Shardana:
Alla domanda chi erano gli Shardana, gli studiosi si dividono sulle risposte, alcuni (solo per citarne due) come il professor Giovanni Ugas archeologo già docente nell'Università di Cagliari autore di diversi libri (il più recente Shardana e la Sardegna) a seguire il collegamento Internet relativo a una intervista rilasciata nel 2017 dal professor Ugas.
https://www.lanuovasardegna.it/tempo-libero/2017/02/23/news/ugas-si-gli-shardana-siamo-noi-il-popolo-che-costrui-i-nuraghi-1.14927582

e dallo storico e scfrittore Leonardo Melis autore di diversi libri sull'argomento dei "Popoli del mare".

https://www.shardana.org/

In varie interviste a televisioni e giornali (senza contare i libri scritti), sia Ugas sia Melis  concordano senza mezzi termini che:

I sardi nuragici, e gli Shardana erano lo stesso popolo, gli Shardana si sono fusi con il popolo sardo in tempi remoti, esistevano prima dei greci e prima degli egizi, si pensa venissero dal Nord della Persia.

Dello stesso parere sono il glottologo Salvatore Dedola:
Enciclopedia della Civiltà Shardana edito da Grafica del Parteolla

e l'archeologo Pierluigi Montalbano.
http://pierluigimontalbano.blogspot.com/2021/07/archeologia-shardana-i-sardi-che.html

Che gli Shardana fossero i nuragici sardi è anche una certezza degli accademici egiziani.

https://www.sardiniapost.it/culture/la-certezza-degli-accademici-egiziani-gli-shardana-erano-i-nuragici-sardi/
 

La prima volta che si citano gli Shardana o Sherden è quando regnava il faraone Akhenaton nel 1350 a.C. in una corrispondenza con il re di Byblos Rib-Hadda chiamata Lettere di Amarna (tavolette d'argilla cotta con incisi dei caratteri cuneiformi), si parlava degli Shardana come guerrieri invincibili.

È durante il regno del faraone Ramses II nel 1274 a.C. che gli Shardana sono raffigurati in diversi templi sia in guerra contro gli egizi, sia come loro alleati sia come guardia reale.

Gli Shardana, sono citati in una Stele del 1278 a.C. ritrovata sul delta del Nilo, dove c'è inciso un racconto del faraone che dice:

"Ramses Meriamon il suo prestigio ha attraversato il verde grande, le genti delle isole che stanno nel mezzo sono sotto il suo timore e vengono a lui con le mandate dei loro capi gli Shardana dal cuore risoluto nessuno mai era riuscito a fermarli con le loro navi in mezzo al Verde Grande".

Ecco una prova di chi sostiene la tesi che gli Shardana fossero sardi o quantomeno popoli vicino alla Sardegna.

Il "verde grande" era il mar Mediterraneo, le isole che gli Egizi chiamano le"isole che stanno nel mezzo al verde grande", senza dare un nome ben preciso, fa dedurre che sono la Sardegna, la Corsica e le Baleari, questo perché, essendo gli Egizi a conoscenza dei popoli delle isole vicine al loro territorio e che avevano rapporti commerciali da tanto tempo (Creta, Cipro e tutte le altre isole dell'Egeo), li avrebbero chiamati con il loro nome anziché chiamarli "Genti delle isole".

Questo fatto determina una prima considerazione che è la base della loro convinzione:

Gli Shardana provengono da un'isola.

La seconda considerazione è che i sardi nuragici sono un popolo guerriero e in modo particolare per l'assoluta somiglianza di alcuni guerrieri raffigurati accanto al faraone Ramses II con i bronzetti nuragici, che qualche tempo dopo (tra il IX /VI secolo a. C.) descrivono le loro sembianze, stesso scudo rotondo, (gli Shardana furono i primi a usare quel tipo di scudo in seguito adottato anche da altri popoli), stessa spada corta con due taglienti, stesso elmo con le corna e a volte stessa gonna.

Da questa somiglianza si deduce che gli Shardana e i Sardi Nuragici sono diventati lo stesso popolo.

Terza considerazione è che erano dei navigatori, conoscevano l'arte di costruire navi e commerciavano in tutto il bacino del Mediterraneo.

A testimoniare l'abilità nel costruire navi sono gli oltre 150 modellini navali in bronzo risalenti dall'XI al VII secolo a.C. ritrovati in vari siti.

Questi modellini erano anche oggetti di culto o lucerne come asseriscono alcuni archeologi, però dimostra anche che conoscevano bene l'arte della costruzione delle navi, può anche darsi che questi oggetti volessero ricordare le imprese degli Shardana ormai scomparsi.

Un documento molto importante sulla parola" Shardana" è nella Stele di Nora rinvenuta nel 1773, per la prima volta si trova scritta la parola “Sardegna” o "Shardana" (SHRDN) come afferma il linguista professor Salvatore Dedola che tradusse la Stele nel 2012. Questa è secondo il parere del professor Dedola una sua interpretazione sulla traduzione completa della Stele tratta da un suo libro.

"Al tempio principale di Nora quello che sta in Sardegna auguro prosperità chi augura prosperità (è) Saba figlio di Milkaton che ha costruito Nora di sua propria iniziativa".

Tra l'altro, c'è anche un'ipotesi che la Stele di Nora, non necessariamente fu scritta dai Fenici, ma si presume sia scritta prima del loro insediamento in Sardegna, quindi da un popolo che già conosceva quei caratteri.

A questo proposito, il professor Dedola aggiunge un altro motivo interessante alla discussione "La stele è scritta in antico sardo, i caratteri sono fenici ma è stata scritta molti anni prima che i Fenici arrivassero in Sardegna"chi portarono questi caratteri se non gli Shardana ?

Purtroppo anche nell'interpretazione della Stele i pareri sono contrastanti, su Wikipedia, alla voce "Stele di Nora" si possono contare circa venti traduzioni diverse e non sempre seguono un discorso logico.

Tra gli altri, c'è chi afferma che la Stele è un'invocazione al Dio Babai Sardan (venerato dagli Shardana), in epoca romana questo dio è conosciuto come Sardus Pater.

Ricordiamo che la parola Babai è ancora in uso in alcuni dialetti sardi e significa babbo

(padre). Le uniche lettere su cui sembrerebbero tutti concordi sono (SHRDN) che starebbero a indicare la parola Sardegna.

Di parere diverso in contrasto con l'ipotesi che gli Shardana sono diventati i sardi Nuragici, sono altri storici e archeologi che propongono questa tesi:

"Gli Shardana sardi non sono mai esistiti, erano altre genti, erano guerrieri provenienti nel 1350 a.C. dall'odierna Turchia con l'intento di fare commercio, indubbiamente hanno abitato in Sardegna ma erano guerrieri mercenari e non un popolo come quello Sardo Nuragico, non sono i sardi che hanno costruito i Nuraghi, raccontare che gli Shardana erano i sardi, è solo frutto di una leggenda".

"La parola “shardana” è un termine inventato e non ha nessun fondamento storico, il termine corretto è Sheridanu, presente in documenti egizi, cananei e fenici, ma non è un popolo, il termine indica una categoria occupazionale con il significato di guerriero, combattente, mercenario in generale, gli Sheridanu sono dei guerrieri provenienti da contesti geografici diversi".

"Oltretutto se gli antichi Sardi - Shardana fossero stati veramente in Egitto come mai in Sardegna non si è mai ritrovato nessun manufatto Egizio ?"

L'archeologo Alfonso Stiglitz in un libro di cui alla pagina Internet
https://www.academia.edu/1088011/039_La_Sardegna_e_lEgitto_il_progetto_Shardana 
afferma in sintesi che:

 

"Si potrebbe continuare, ma mi pare già chiaro che quella degli Shardana in Sardegna è una leggenda metropolitana, alimentata in buona parte da una male indirizzata volontà di nobilitare la nostra storia, quasi ci si vergognasse di essa e fosse necessario nasconderla dietro il paravento di “nobili miti” fondanti. Ma la nostra identità non ha bisogno di miti “patacca”, essa nasce da una lunga storia di incontri (pacifici o meno) che ha prodotto quello che siamo, dei meticci portatori di tante belle culture".

Chi ha ragione?

Perché quest'argomento non si studia a scuola considerato che si parla di una fase molto importante nell'evoluzione delle civiltà mediterranea (e non solo)?

Perché sui Sardi - Shardana c'è molta divergenza di vedute tra gli storici, alla base ci saranno per caso altri motivi?

Io (chi scrive) uomo della strada, ho letto tante ipotesi, non ho nessun pregiudizio nel sostenere una versione o l'altra.

Osservo che secondo i testi biblici durante l'emigrazione del popolo di Abramo, nel 2300/2000 a.C. la tribù di Dan si separò e una parte di questi (gli Shardana) arrivò in una Sardegna già abitata, queste genti si fusero con la popolazione esistente, portarono nuove culture e secondo alcuni la scrittura esistente nella loro città d'origine Ur (citata dalla Bibbia) scrittura che in seguito fu alfabetizzata a Canaan terra dei futuri Fenici.

Questo, secondo il parere del professor Salvatore Dedola, è la prova che i caratteri scritti nella Stele di Nora erano in antico sardo perché scritti prima dell'arrivo dei Fenici.

Con questa colonizzazione nasceva la civiltà nuragica diventando quel popolo forte e intelligente che ha costruito oltre ottomila nuraghi sparsi in tutto il territorio dal 1750 a. C.

Anche la conoscenza della lavorazione dei metalli, della ceramica e l'arte di costruire enormi statue come quelle dei Giganti di Mont'e Prama (le più grandi dell'epoca in tutto il Mediterraneo), che raffigurano proprio i guerrieri Shardana, dimostra che era una civiltà avanzata, altro che popolo primitivo.

Se i sardi nuragici fossero anche guerrieri, non mi meraviglio.

Mi meraviglio invece chi con ostinatezza rifiuta questa ipotesi.

Perché i Sardi antichi non potevano essere quel popolo di guerrieri, di navigatori, di commercianti com'è logico pensare ?

Perché i sardi devono essere rappresentati come una colonia senza cultura e non essere loro stessi colonizzatori ed esportatori della loro cultura?

La scomparsa dei "Popoli del mare"

Dopo la battaglia che ha visto vittoriosi questi guerrieri contro l'impero Ittita, (che li definì "Guerrieri invincibili'), il Faraone Ramses III aspettandosi anche l'invasione dell'Egitto, li affrontò e li sconfisse in due dure battaglie, la prima nel Delta del Nilo, in seguito nella battaglia di Khasut.

La battaglia nel delta del Nilo è riprodotta in un geroglifico dove il faraone Ramses III combatte contro i "Popoli del mare".

Questa sconfitta è stata determinata per via delle loro barche non idonee alla navigazione su acque basse perché concepite per il mare essendo dotate di uno scafo con la chiglia profonda.

Queste battaglie determinarono due cose:

Una lenta decadenza di tutti gli Imperi dell'epoca compreso quello Egizio e la scomparsa dei "Popoli del mare".

Finisce anche l'Era del Bronzo.

La scomparsa degli Shardana.

Non è chiaro il momento preciso che segnerà la fine degli Shardana, s'ipotizza che la causa forse sia da ricercare da una forte carestia che colpì la Sardegna o da un Tsunami causato da un'eruzione di un vulcano o da un terremoto in mare o da un meteorite che ha inondato gran parte del Campidano causando la distruzione di tanti nuraghi e città costringendo le genti a rifugiarsi altrove, era il 1178 a. C.

Gli Shardana che erano al capo dei "Popoli del mare" (ormai quasi estinti) emigrarono dividendosi in due gruppi uno a Nord dell'isola e verso la penisola italiana (in Toscana) e l'altro a sud verso la Sicilia e l'Africa mettendo la parola fine ai "Popoli del mare".

In questa storia una cosa è certa:

Gli Shardana facevano parte dei "Popoli del mare", erano abili navigatori e audaci guerrieri.

Erano un popolo e come tutti i popoli erano anche pastori e agricoltori e commercianti, sicuramente anche dei mercenari, ma alla domanda se erano sardi, mi piacerebbe che la risposta sia con orgoglio Sì.

 

Aggiornamento

Di seguito pubblichiamo un interessante articolo pubblicato recentemente sul quotidiano "la Repubblica" riguardo a una straordinaria ipotetica presenza dei sardi nuragici nel Nord Europa, questo conferma la tesi che: se non gli Shardana chi era questo popolo che navigò così lontano? Se confermata la tesi esposta nell'articolo, si ribalterebbero alcune convinzioni sui Vichinghi e forse metterebbe la parola fine alla discussione di coloro che hanno sempre sostenuto che i sardi nuragici non fossero una grande civiltà.

Un altro articolo sempre sullo stesso argomento è stato pubblicato anche dal quotidiano "L'Unione Sarda" in data 11 gennaio 2022.

Questo è il link di collegamento all'articolo.
https://www.unionesarda.it/cultura/gli-elmi-con-le-corna-dei-vichinghi-arrivano-dalla-sardegna-wiw6ainj


Abbiamo pubblicato l'articolo di "Repubblica" perché sicuramente saremo stati accusati di conflitto d'interessi essendo l'Unione Sarda secondo qualche d'uno troppo di parte.

Lo studio: “Gli elmi dei Vichinghi vengono dalla Sardegna"

di Roberto Brunelli

Una nuova ricerca pubblicata dalla rivista Praehistorische Zeitschrift afferma che due dei celeberrimi copricapi ritrovati a Veksø, in Danimarca, sarebbero originari dell'età del bronzo dell'isola mediterranea.

Non portavano gli elmi con le corna, i vichinghi, nelle loro scorribande dalle gelide acque del nord fino a Gerusalemme. Dimenticate Asterix, gli illustratori del romanticismo e pure Wagner con il suo Anello del Nibelungo. Con una torsione storica di 180 gradi, tocca rivedere a fondo uno degli stereotipi più radicati dell'immaginario collettivo: sì, perché a sorpresa le tracce degli elmi cornuti portano in Sardegna. O almeno, questo è quanto afferma una nuova ricerca pubblicata dalla rivista Praehistorische Zeitschrift, secondo cui due dei celeberrimi copricapi ritrovati a Veksø, in Danimarca, sarebbero originari dell'età del bronzo nell'isola mediterranea. Come ha spiegato alla Cnn l'archeologa danese Helle Vandkilde, "per molti anni nella cultura popolare le persone hanno associato gli elmi di Veksø ai vichinghi, ma la nostra ricerca conferma che furono lasciati nelle paludi di quell'area danese nel 900 a.C., ossia quasi 3000 anni fa, molti secoli prima che i vichinghi o i guerrieri norreni dominassero la regione".

Un vero e proprio viaggio nel tempo, quello degli elmi dominati dalle corna: secondo gli studiosi, l'immaginario del copricapo dominato dalle corna - "la quintessenza del guerriero", secondo la ricerca - nell'età del bronzo corre dalla Spagna sud-occidentale alla Scandinavia meridionale passando, appunto, dalla Sardegna. "Il che testimonia delle strette connessioni tra le grandi civiltà europee dell'età del bronzo", insiste Vandkilde, che arriva a parlare della "prima globalizzazione basata sul commercio a lunga distanza di metalli, idee e beni di lusso".

E proprio le statuine bronzee sarde appaiono essere i parenti più stretti degli elmi di Veksø. Il "filo porpora" che collega le acque scandinave al Mediterraneo è ovviamente quello dei fenici, una sorta di rotta dei commerci e delle idee che andava dall'Atlantico al Mar Baltico. Dicono i ricercatori: quello degli elmi con le corna è stato un viaggio compiuto via mare, nel tratto di storia che va dal 1000 al 750 avanti Cristo. Ma si tratta di somiglianze indipendenti tra loro, "oppure sono frutto della trasmissione di idee fra diverse regioni?", si chiedono ancora gli studiosi della Praehistorische Zeitschrift. In tutt'e tre le aree, afferma la ricerca, l'elmo cornuto "viene utilizzato per esprimere potenza", e per quel che riguarda i manufatti di Veksø "sono ornati con simboli che dovevano assomigliare agli occhi e al becco di un uccello". A detta di Vandkilde, sia le corna dei tori che i volatili probabilmente sono simboli del sole: ebbene, un'iconografia simile si ritrovata appunto in Sardegna e nel sud-ovest dell'Iberia. "Non è certamente una coincidenza: ci deve essere stata una sorta di connessione", insiste l'archeologa.

Ma dove nasce l'idea del vichingo sanguinario con l'elmo cornuto in testa? Ebbene, è un'idea "moderna": nel Seicento alcuni pittori iniziarono a rappresentare i germani in assetto di guerra dotati di corna animali, un'iconografia ripresa dagli artisti del romanticismo. La definitiva consacrazione arriva con l'"Anello del Nibelungo" di Wagner, dove sono le valchirie a portare corna di vacca attaccate agli elmi. Da lì il passo verso fumetti, cinema e serie tv è brevissimo: chissà se ora verranno aggiornati in salsa nuragica.








 

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