Giudicato di Torres-Associazione la Settima

Giudicato di Torres

                                                                                                       GIUDICATO DI TORRES O LOGUDORO: 900 - 1259
 

Il regno di Torres o del Logudoro.

Il regno del Logudoro era al pari degli altri tre regni uno stato sovrano, la capitale era inizialmente a Torres, per sfuggire dalle invasioni saracene la capitale fu spostata nell'entroterra ad Ardara rimanendo capitale per gran parte della storia del Giudicato sino al 1272.

Quando la dinastia regnante di Adelasia con la morte del marito Enzo si estinse Thathari, assunse il ruolo di capitale del giudicato.

Il regno del Logudoro era chiamato anche giudicato di Torres la vecchia colonia romana.

Il regno del Logudoro era diviso in venti curiadorìas o distretti.
 

Nel 687 non esisteva il giudicato del Logudoro.

Il territorio di Torres era uno dei quattro Partes in cui era divisa la Sardegna romana e bizantina.

Diverse sono le ipotesi sul significato di Logudoro, secondo alcuni deriverebbe da Logu de Torres > Logu de tore (s) > Logu de Dore > Logudoro.

Secondo altri invece è una parola “bizantina” "Locus Horim", che significherebbe "distretto".

Secondo l'opinione di Enrico Costa Logudoro è la deformazione di Loac de Turres (luogo di Torres).

Secondo il parere di Pasquale Tola il nome Logudoro compare per la prima volta nel 1064 in un atto di donazione "in renno, quo dicitur ore" che significava "nel regno che chiamano Ore" dove Ore sta per Logudoro.

Chissà quante altre ipotesi ci sono.
 

Parlare dei giudici che hanno governato il giudicato di Torres o del Logudoro non è semplice.

Anche fare una cronologia certa dei nomi dei Giudici che si sono avvicendati e delle date che si presume abbiano governato spesso, è difficoltoso per via della scarsità di documentazione.

Questo scritto amatoriale prende in considerazione diverse opinioni fatti da autorevoli storici e ricercatori, purtroppo a volte gli uni si dissociano dagli altri non solo sui nomi ma anche sulla data di nascita dei giudicati che alcuni la vogliono nel IX secolo (840) e altri tra il X e XI secolo, molto spesso questo è causato dall'omonimia dei giudici che governarono i vari giudicati (Kalaris - Arborea - Torres - Gallura) e dall'accavallarsi di giudici appartenenti alla stessa famiglia nello stesso periodo.

Prenda il lettore come beneficio d'inventario quello che scriviamo e tragga lui stesso le conseguenze approfondendo il tema come meglio crede.

Nel 711, il primo giudicato secondo le fonti storiche fu quello di Karalis nel periodo bizantino.

La Sardegna già dal tempo dei romani era divisa in quattro distretti (partes).

Lo Judex provinciae Gialeto governava da Kalaris, i suoi luogotenenti degli altri tre distretti, pare che fossero i suoi tre fratelli Nicolò, Inerio, e Torcotore.

Durante l'ennesimo assalto dei mussulmani, lo Judex provinciae dell'epoca abbandonò Karalis e si rifugiò a Santa Igia in un'altura presso lo stagno di Santa Gilla.

In seguito Santa Igia divenne capitale del giudicato e il giudice vi trasferì ufficialmente la residenza.

Proprio da Santa Igia nel 900 (?) impartì l'ordine, dove si disponeva che i tre luogotenenti che governavano gli altri distretti, diventassero essi stessi Judikex (re) sovrani e indipendenti come lui.

Si costituivano ufficialmente i Giudicati (o regni) di Arborea, Gallura e Torres oltre naturalmente quello di Kalaris chiamato anche giudicato di Pluminus.

Il giudicato di Torres.

Purtroppo sono poche le notizie storiche relative al primo secolo di vita del giudicato di Torres, le notizie con una certa attendibilità sono ricavate dai condaghi (documenti di epoca bizantina e giudicale) e in documenti dopo l'anno 1000 quando si pensa che circa 100 mila persone abitassero nelle varie Curadorias ossia i vari distretti formati dai paesi (sas biddas) in cui era diviso il giudicato.

Dopo la sconfitta dei mussulmani capeggiati da Musetto in Sardegna, si costituirono i quattro giudicati governati da discendenti della potente dinastia dei Lacon-Zori e Lacon-Gunale che nel dominio romano e in quello bizantino avevano compito di governatore.

Enrico Costa nel libro Sassari nel capitolo "Al tempo dei giudici", afferma che primi giudici dopo l'anno 1000 non risiedevano in Torres si presume che il nome Torres fosse rimasto dai tempi antichi.

La capitale del regno secondo i documenti era già ad Ardara che era chiamata Cabu de su regnu de Logudoro.

È scritto nel condaghe di San Pietro di Silki che i giudici non avevano una residenza fissa, spostavano la corona secondo le esigenze come a San Michele Plaiano (sull'odierna Buddi Buddi) o in villaggi per la maggior parte annessi a monasteri come Bosove (l'odierno Latte Dolce) o nel villaggio chiamato Silki dove fu fondata nel 1065 la chiesa di San Pietro nella zona Lu regnu dove esisteva un monastero delle Benedettine prima di passare ai francescani nel 1467.

Parlare dei Giudici che hanno governato il Logudoro oltre che difficile è scoprire un mondo particolare fatto di corruzione, omicidi, guerre e tradimenti, insomma tutto quello che poteva servire per la conquista del potere, non solo rispetto al giudicato in Sardegna, ma all'Italia e all'Europa.

Anche la chiesa non era immune da vicende di potere che la vedeva schierata per il controllo del territorio.
 

I Giudici di Torres o del Logudoro.

Tralasciando i giudici prima dell'anno mille, (i luogotenenti dello Judex provinciae che risiedeva a S. Igia), quando si formò il giudicato di Torres, si susseguirono vari Giudici Rex quasi tutti della dinastia dei Lacon-Gunale di stirpe pisana tranne gli ultimi della casata dei Visconti e di quella Imperiale degli Honenstaufen di Svevia (Germania) del casato di Federico Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero.

Lo Storico Giovanni Francesco Fara che fu il primo a occuparsi della storia dei giudicati, asserisce che il primo giudice di diritto della dinastia Lacon-Gunale che governò il giudicato di Torres fu Gonnario/Comita, molti storici non condividono questa ipotesi in particolare il periodo del suo governo.

Nell'anno 1015 (per alcuni nel 1022), il giudice regnante era Gonnario de Salanis della dinastia de Lacon-Gunale, quando fu nominato dalla Corona de Logu Giudice di Torres, assunse anche il nome di Comita (Gonnario/Comita), era anche Judex del giudicato di Arborea, e forse sino al 1038 anche di Gallura.

Il Giudice Gonnario/Comita fece edificare nel 1040 la basilica di San Gavino a Porto Torres in stile romanico - pisano.

La costruzione della basilica fu una promessa fatta a San Gavino al quale Comita s'invocò chiedendo una grazia al santo per farlo guarire dalla lebbra, in cambio avrebbe cercato i corpi dei tre Martiri Turritani e avrebbe dato loro degna sepoltura all'interno della basilica.

Di questa storia ne abbiamo parlato diffusamente nel capitolo "La Sardegna romana".

Durante la malattia per un breve periodo fu sostituito al governo del giudicato come reggente dalla sorella Giorgia che nel 1020 trasferì la sede del giudicato ad Ardara dove fece edificare la cattedrale Santa Maria del Regno e un palazzo a torre di 12 metri dove fissò la sua abitazione. 
Motivo per cui la sede del giudicato sia stata portata ad Ardara e non a Sassari che era il borgo più popoloso del giudicato è da ricercare nell'influenza che avevano sia i pisani sia i genovesi sui sassaresi di allora che vivevano in continuo conflitto con i giudici non sottomettendosi interamente alle loro leggi.

A Gonnario/Comita I succedette il figlio Torchitorio che prese il nome di Barisone I di Torres (prima del 1063 sin dopo 1073), di questo Re non si conoscono notizie che riguardino il suo governo.

Secondo alcuni storici a Barisone I succedette il figlio Andrea Tanca (detto Lo Zoppo) con il nome Andrea I di Torres, dal 1064 al 1073, anche di questo giudice non si conoscono notizie rilevanti certe del suo governo, anzi si presume abbia sostituito il padre Barisone I solo per poco ma che non sia mai esistito come giudice di diritto del Logudoro come incerto è che sia il padre del futuro giudice Mariano I.

Durante gli ultimi anni del governo di Barisone e del futuro giudice Mariano I secondo alcuni documenti regnarono come reggente Pietro de Serra e Costantino de Sogostos.

Comunque sia, di certo si sa che dal 1065 al 1114 governò di diritto Mariano I nipote di Barisone I.
Sotto 
il governo di Mariano I arrivarono i monaci cassinesi e camaldolesi, strinse rapporti sempre più stretti con la chiesa. Il giudicato divenne filo pisano, tanto che donò all'opera religiosa di Santa Maria di Pisa, alcune chiese tra le quali San Michele di Plaiano nella curatoria di Romangia con tutti i terreni adiacenti, e un terreno in località Bosove (l'odierno Latte Dolce e Santa Maria di Pisa). Alla sua morte gli successe il figlio Costantino I.

Costantino I figlio di Mariano I dal 1082 un periodo ha governato il giudicato insieme al padre Mariano e dal 1114 è stato giudice unico, morì nel 1127. Durante il suo regno fu costruita la Basilica di Saccargia per un voto alla Madonna che Costantino e sua moglie fecero per avere un figlio, la basilica fu donata ai monaci camaldoresi che vi fondarono la loro abazia. Fu lui che fece edificare il castello di Sassari (Castrum Sassaris) menzionato nei documenti del 1118?

Durante il Regno di Costantino s'insediarono la famiglia Ligure dei Doria e quella Toscana dei Malaspina a dimostrare il suo equilibrio tra Genova e Pisa.

Costantino concesse dei terreni incolti con la speranza che fossero coltivati e presidiati, i Doria edificarono il castello di Chiaramonti, fondarono Castelgenovese (Castelsardo) e Alghero (?), il castello a Santa Maria Coghinas, e a Monteleone Rocca Doria, nel 1112 permise ai Malaspina di costruire il castello e la borgata di Osilo, il borgo di Bosa con il relativo castello di Serravalle.

In seguito questa decisione si dimostrò negativa perché queste famiglie, diventarono tanto potenti da minare il Giudicato stesso.
 

Altri giudici furono:

Gonnario I figlio di Costantino I dal 1127 al 1153.

Il regno di Gonnario I si fa partire dal 1127, anche se in quell'anno era ancora un bambino e il giudicato fu retto dalla madre e dal tutore Iticorre Gambella, dovette subire la gelosia del fratellastro Saltaro che le voleva insidiare il regno.

Partito per diversi anni a Pisa quando rientra è nominato dalla Corona de Logu sovrano del Logudoro.

Dopo un viaggio in Terra Santa cedette il trono a suo figlio Barisone II, anche se nel 1147 sino al 1178 svolgeva mansioni di giudice.

Si ritirò in un monastero, dove morì tra il 1181 e il 1192.

È venerato dalla Chiesa cristiana come beato.

Barisone II figlio di Gonnario I dal 1147 al 1191.

Durante il suo governo si attuò una politica di apertura verso i genovesi e i catalani.

Dal 1170 sino al 1191 ha regnato insieme al figlio Costantino II che le subentrò per poi ritirarsi in un convento della Sicilia.

A Barisone II si deve la costruzione del castello di Burgos nel Goceano, dove i giudici trascorrevano i mesi estivi.

Costantino II figlio di Barisone II dal 1170 al 1198.

Era già, di fatto, giudice dal 1170 vent’anni prima che suo padre lasciasse il trono con cui hanno governato insieme.

Continuò una politica antipisana a favore di Genova tanto che il papa lo scomunicò, morì senza eredi il trono passò al fratello Comita II.

Comita II Fratello di Costantino II dal 1198 al 1218.

Questo giudice si dichiarò fedele a papa Innocenzo III rinunciando a delle pretese sul giudicato di Gallura.

Mariano II figlio di Comita II dal 1204 al 1232.

Governò dal 1204 al 1218 insieme al padre per poi essere indipendente, era giudice anche della metà del regno d'Arborea.

La sua politica si caratterizzò per l'aver realizzato nel suo giudicato un discreto equilibrio tra Genova, Pisa e il Papato.

A Mariano II per sua volontà succedette il figlio Barisone III dal 1232 al 1235, Mariano essendo al momento della nomina un bambino appena dodicenne, fu istituito un consiglio di reggenza guidato dallo zio, Orzocco de Serra, e dalla sorella maggiore Adelasia sposata in giovane età con Ubaldo Visconti suo coetaneo originario di Pisa, (il padre era Lamberto Visconti Giudice di Gallura filo pisano). Il matrimonio fu celebrato nel 1219 nella Santissima Trinità di Saccargia un'abbazia dei monaci camaldolesi.

Barisone governò per soli tre anni e qualche mese prima di essere ucciso in modo misterioso nelle campagne in agro di Sorso (forse presso il monastero di San Michele di Plaiano dove i giudici erano soliti abitare).

Si pensa che i mandanti dell'omicidio fossero dei facinorosi sassaresi ispirati dai Malaspina e dai Doria, il suo cadavere fu fatto a pezzi e dato in pasto agli animali.

Dopo la morte di Barisone III la Corona de Logu riconobbe il titolo di giudicessa di Torres la sorella Adelasia di Lacon-Gunale che governò dal 1235 al 1259 anno in cui morì.

Adelasia informò il papa dell'omicidio del fratello, che scomunicò agli autori del delitto, il papa riuscì a far sottoscrivere parecchi atti, con i quali Adelasia e Ubaldo dichiaravano di riconoscere il regno di Torres come appartenente alla Chiesa.
Ubaldo riconobbe l'autorità della Chiesa di Roma nel giudicato del Logudoro ma non su quello di Gallura (di cui lui era il Giudice) che doveva rimanere fedele a Pisa, per questo motivo fu scomunicato.

Visconti morì a soli trentuno anni nel 1238 a Silki presso Sassari lasciando Adelasia vedova e senza figli.

Per attirare il giudicato in un'orbita Guelfa o Ghibellina, intorno ad Adelasia ci furono tante trame per farle contrarre un matrimonio con una persona appartenente a uno di questi due casati, anche il papa non appena seppe che Adelasia era vedova, le propose di passare in seconde nozze con Guelfo dei Porcari fedele alla Santa Sede.

Adelasia non accettò la proposta del papa (che la scomunicò) ma quella fatta dai Doria di sposare il figlio di Federico II di Svevia (Germania) della dinastia degli Hohenstaufen, il figlio Enzo che seppur molto giovane quasi adolescente sposò Adelasia nella chiesa Santa Maria del Regno ad Ardara nel 1238, Enzo era un figlio che Federico II ebbe da una concubina. Subito dopo il matrimonio nel 1239 Enzo relegò Adelasia nel castello di Burgos e lasciò la moglie e l'isola con il pretesto di andare a combattere una guerra che il padre stava combattendo contro la chiesa e contro i Guelfi in Italia per estendere il proprio potere imperiale.

I Guelfi e i Ghibellini erano due frazioni della politica Italiana del basso Medioevo, i Ghibellini appoggiavano l'imperatore, i Guelfi sostenevano il papato.

Prima di partire affidò il governo del giudicato a due sostituti, alla reggente Bianca Lancia (o Lanza) che secondo le cronache era la donna con cui l'Imperatore Federico II ebbe Enzo e al suo consigliere Michele Zanche che in realtà si chiamava Corrado Trinchis.

Enzo durante la guerra fu fatto prigioniero dai Guelfi, Adelasia scomunicata insieme al marito per essersi schierata contro il potere del Papa, riconobbe in seguito le sue colpe invocando il perdono del papa.

Per ottenere il divorzio, e rompere qualsiasi legame con il marito, concesse dei territori a beneficio della chiesa nel 1246.

Durante il suo governo, ricevette numerose pressioni da pisani e genovesi per il governo del territorio del giudicato, erano quelli che in pratica avevano ordito una sommossa popolare a Sorso per assassinare il fratello Barisone III.

Adelasia si ritirò vecchia e amareggiata in clausura nel castello di Burgos, dove morì nel 1259 senza lasciare eredi, fu seppellita ad Ardara nella chiesa che si sposò con Enzo.

Con la morte della Giudicessa Adelasia di Torres ultima della famiglia dei Lacon dopo circa 350 anni finì il Giudicato di Torres, anche se alcuni studiosi considerano la fine del Giudicato nel 1272 quando morì il marito Enzo di Svevia che nonostante la prigionia e il divorzio continuò a fregiarsi del titolo di Giudice di Torres sin quando morì nel 1272 prigioniero a Bologna.
Nel 1275 gran parte dei territori dell'ex curatoria di Fluminaria (Flumenargia) e Romangia, furono divisi tra le famiglie Doria e Malaspina, una parte fu sotto l'amministrazione del comune di Pisa e una parte ceduta al regno d'Arborea.
Tra il 1272 2 il 1280 la capitale del giudicato fu spostata da Ardara a Thathari.

 

La leggenda di Michele Zanche

Dopo la morte degli ultimi giudici di diritto del Regno di Torres (di Adelasia e del marito Enzo), Michele Zanche all'epoca reggente del giudicato, approfittò della situazione, riuscì a far nominare erede del giudicato la madre di Enzo, (concubina dell'imperatore Federico II) una certa Bianca Lancia (o Lanza) e, per diventare lui stesso Rex la sposò, in questo modo divenne giudice di Torres. Fu in questo modo che si appropriò di un titolo che non le apparteneva di diritto, oltremodo si dimostrò un cattivo governatore, scambiava favori approfittando della sua posizione per arricchirsi.

Dal matrimonio con Bianca Lancia nacque la figlia Caterina che molto giovane sposò Branca Doria che un giorno durante una festa in una campagna della Nurra assoldò dei sicari e fece uccidere il suocero (Michele Zanche) per questioni legate alla successione del giudicato.

Dopo la morte di Zanche nel 1275, ripresero le dispute tra Pisa e Genova per il controllo del territorio, costringendo i sassaresi a schierarsi per l'una o l'altra fazione.

Bianca Lancia morì nel 1280, secondo qualche storico è questa la data che sancisce definitivamente la fine del giudicato del Logudoro.
 

Questa raccontata è una storia che non ha nessun riscontro.

Michele Zanche era un politico fiduciario di Enzo il marito di Adelasia, si dice anche che partecipò all'uccisione di Barisone III complice con il marito di Adelasia Ubaldo di Gallura.

Durante la clausura di Adelasia (che non ha avuto eredi) si considerava (a torto) giudice di Torres senza averne diritto.

Michele Zanche non sposò mai Bianca Lancia e la stessa non fu mai giudicessa.
Effettivamente però fu ucciso in un castello nella Nurra da sicari mandati da Branca Doria per interessi economici.

Di Michele Zanche ne parla Dante Alighieri nella Divina Commedia descrivendolo come barattiere che scambiava favori in cambio di denaro.

Dopo la battaglia della Meloria del 1284 in cui Genova vinse contro Pisa oltre il predominio dei mari, ebbe il completo controllo dell'ex giudicato di Torres, il territorio fu diviso tra le famiglie Doria e dei Malaspina, una parte fu ceduto al Giudicato d'Arborea.

Il giudicato continuò a essere conteso dai pisani e dai genovesi fino al luglio del 1293 sino al trattato della "Pace di Fucecchio" dove si regolarono definitivamente le dispute tra Guelfi e Ghibellini.

Nel XIII secolo negli ex-territori giudicali sotto l'influenza pisana e genovese, si aprì una nuova fase storica caratterizzata da un inedito assetto politico-amministrativo signorile e comunale.

Questa fase durò fino alla completa conquista aragonese dell'isola e alla conseguente unificazione del regno di Sardegna.

Nella Sardegna signorile nell'ex territorio del giudicato del Logudoro si rafforzarono le famiglie Doria e dei Malaspina che nel 1343 concesse tutti i loro terreni a Pietro IV di Aragona diventando anche re di Sardegna e Corsica.

La Sassari comunale aveva un suo statuto sin dal 1283 e governata da podestà pisani, dopo la battaglia della Meloria e del trattato di Fucecchio furono sostituiti dai genovesi e nel 1294 divenne comune confederato con la repubblica di Genova.

Iniziava per la città di Sassari una nuova era, dal 1294 con l'aiuto dei Doria, Sassari si costituì in Libero Comune promulgando gli Statuti Sassaresi.

Notizie sui giudicati sono tratte dal libro "La storia di Sardegna" di Francesco Cesare Casula.  Carlo defino Editore

 

Con questo capitolo finisce la prima parte della storia della Sardegna narrata in modo sintetico nelle fasi più significative.

Al pari di altre culture anche quella sarda merita un posto di rilievo nella storia dell'umanità ed è per questo motivo che va studiata nelle scuole.
 

La seconda parte riguarda la nascita e lo sviluppo della città di Sassari.





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