Comitati, associazioni sportive e tempo libero-Associazione la Settima

Comitati, associazioni sportive e tempo libero

   Comitati di festeggiamenti popolari, sport, tempo libero e volontariato
 

Per tanti anni l'unica festa laica del quartiere è stata quella dell'Unità, organizzata dalla locale sezione del Pci, la "Velio Spano" Era una festa molto sentita dagli abitanti del quartiere anzi, richiamava anche migliaia di persone anche dalla città e dal circondario. Era finanziata dai contributi volontari degli abitanti locali e da quelli delle campagne vicine.

Il programma era sempre molto articolato per accontentare una platea di persone di diverse generazioni. Oltre alle classiche e immancabili gare di poesie dialettali e canti sardi, la festa si concludeva la domenica con la musica moderna per i più giovani o un'esibizione teatrale. C'rano i giostre e divertimenti, si organizzavano tornei di vario genere come calcio e tiro al volo, giochi per bambini e dibattiti di attualità politica e sociale.

Per anni la festa si svolse nel terreno dove oggi c'è la sede della Delegazione comunale, poi all'interno dei giardini pubblici e per ultimo nello spiazzo del "muretto" in via Camboni.

Il palco era costituito dal rimorchio di un camion e da un tendone, fino a quando non venne procurato un palco vero e proprio.

Indimenticabili le partite di calcio che si disputavano durante la festa. Tante volte si finiva con un'invasione di campo e con l'intervento sanitario fatto con una carriola sgangherata da medici improvvisati con tanto di camice bianco. C'era l'immancabile boccione di vino con il biberon e una volta, in un torneo "dell'Amicizia" nel campo dei Salesiani, fece invasione di campo un tifoso in groppa ad un asino.

La manifestazione si tenne almeno sino alla svolta della Bolognina del 1989. Poi, con la scissione del Pci avvenuta nel 1991, la sezione chiuse e finì un'epoca.
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Momenti della festa de L'Unità 1982
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Oggi altri comitati organizzano feste all'interno del quartiere, anche queste molto partecipate e sentite, tanto che sono diventate degli appuntamenti fissi.

Il comitato di San Pio X
Si è costituito per la prima volta nel 1967,ed organizza la festa in onore del Santo Patrono, il 21 agosto.

Per la prima festa in onore del Santo fu organizzato solo un rinfresco nella casa di Costantino Paoni, che all’epoca era il presidente del comitato. La statua del Santo ancora non era pronta e don Bazzoni benedisse la bandiera con l’effigie del Santo che venne portata in processione alla casa del nuovo presidente, signor Pietrino Piseddu. Nel primo comitato ci furono oltre a C. Paoni e a P. Piseddu anche G. Fodde, G. Ledda, M. Baralla, G. Manunta, T. Lai, U. Lai, B. Baldinu, V. Maffi, A. Solinas, A. Chicconi, L. Sola, P. Carboni. In seguito si aggiunsero F. Becciu, A. Tiana, A. Ena, G. Carboni. Nel 1976 il presidente è stato Zizzu Lai.

(Fonte: libro di don Antonio Bazzoni "La parrocchia di San Pio X a li Punti"

edito da Stampacolor.
Il comitato di Sant' Antonio Abate
Sant’Antonio Abate, egiziano di nascita, morto nel deserto della Tebaide il 17 gennaio del 356 d.C., è considerato il protettore degli animali domestici e di solito viene raffigurato con accanto un maialino che reca al collo una campanella.
Questa particolare festa, oltre a ricordare gli animali e la vita del Santo, in agricoltura scandisce anche lo scorrere del tempo tra le semine e i raccolti.
In alcune zone d’Italia la sera del 17 gennaio si accendono dei falò che simboleggiano la volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene ai mesi passati e di rinnovarsi a partire dal primo mese del nuovo anno. I falò rievocano il miracolo che Sant’Antonio avrebbe compiuto mettendo in fuga gli invasori stranieri e trasformando le querce in grandi torce.
Secondo la tradizione e sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare.
In Sardegna, il 16 e il 17 gennaio in tantissimi paesi viene celebrata questa festa, 'Su fogarone de Sant'Antoni", che ha radici antiche.
A Sassari, nonostante ci sia la chiesa in onore del Santo nell'omonima piazza, conosciuta anche come Chiesa dei Servi di Maria, non c'è mai stata la tradizione del fuoco e solo oggi in alcuni quartieri viene riproposto da persone provenienti da luoghi dove quella tradizione è radicata.
A Li Punti la festa è stata "importata" dalla comunità di persone provenienti dal Goceano diversi anni fa. Il programma religioso, oltre alla messa, durante la quale si benedicono i dolci tradizionali preparati dalle donne, e alla processione, prevede la benedizione da parte del parroco del grande fuoco che si fa in via Camboni.
La prima festa del fuoco di Sant'Antonio fu organizzata da Michele Baralla, da zio Fiorenzo Lai, da Costantino Piana e altri proprio davanti all'ingresso della ex Circoscrizione.
Per alcuni anni la festa fu sospesa e venne ripresa nei primi anni Ottanta da un gruppo di goceanini provenienti da Bono, Anela, Bultei, Benettuti.
Il primo falò venne allestito nello spazio dove oggi sorge la palestra della scuola elementare.

La festa aveva ancora un carattere familiare e le persone che facevano parte del gruppo organizzatore preparavano una cena a base della caratteristica favata goceanina, che si consumava all'interno della scuola, allora in costruzione. I dolci tipici erano, sas tilicas, preparati con pasta sfoglia e un ripieno fatto con miele, zucchero e buccia d'arancia, e sos cogones, dolci tipici di Bono ricoperti da uno strato di sapa. I dolci venivano preparati dalle donne del comitato in casa di Luciano Demurtas e Mariuccia Satta alcuni giorni prima. Il giorno della festa venivano portati in chiesa per essere benedetti e poi portati in processione.
Dopo l'accensione del falò, le donne, con in mano i vassoi dei dolci, compivano tre giri rituali intorno al falò, tre in senso orario e tre antiorario, in segno di ringraziamento e di buon auspicio per una buona annata.
Poi i dolci venivano offerti a tutti i presenti.
In seguito la festa ha assunto un carattere di festa rionale, coinvolgendo nell'organizzazione più persone provenienti da varie zone e richiamando per la consumazione della favata e dei dolci migliaia di persone provenienti da tutta la città e dai paesi limitrofi. Attualmente la festa si svolge in via Camboni, nella piazza intitolata a Cominotti, dove vengono allestite grandi tavolate.

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La preparazione del falò nel piazzale della scuola fine anni Ottanta

Il Comitato Santa Rita

La festa in onore della Santa, che cade il 22 maggio, ha due aspetti, uno civile e uno religioso. Il gruppo Santa Rita, la cui fondatrice fu la signora Antonietta Picconi Cadeddu per un voto fatto alla Santa, si occupa dell'aspetto religioso, mentre il comitato, formato da altre persone, organizza la festa civile. L'ultimo comitato di feste è quello che organizza la festa, esclusivamente religiosa, di San Pio da Pietrelcina.


Il ricordo dell' Edera e di una palestra di pugilato

Virgilio Maffi ricorda le attività sportive della sua gioventù:
la prima riguarda una squadra di calcio , la seconda una palestra di pugilato.

<<Nei primi anni Cinquanta a Li Punti c'erano tanti giovani, e alcuni di questi, compreso il sottoscritto, decisero di formare una squadra di calcio. Correva l'anno 1955.

C'era tanta volontà ma ci mancava la materia prima, cioè i soldi per acquistare tutto ciò che poteva servire ad una società sportiva.

Per nostra fortuna un appassionato di calcio, il signor Mariolino Quadu, che gestiva una cava di cantoni a li Punti, si offri di sponsorizzare la nuova squadra e così, tutti contenti, andammo al negozio di articoli sportivi di Pasquali, in Largo Cavallotti a Sassari, e acquistammo le divise sportive e tutto il resto. Decidemmo di chiamare la squadra con il nome "Edera", che in seguito venne cambiato in "Campagnola". Gli allenamenti li facevamo nella cava dei cantoni messa a disposizione da Mariolino Quadu. Era l'unico spazio grande e livellato, ma purtroppo ben presto ci accorgemmo che il sito non era idoneo. Infatti il riverbero del sole sul biancore delle pareti ci accecava e in fondo a quel fosso non tirava un filo d'aria; quando finivamo di giocare eravamo tanto bagnati dal sudore che sembravamo usciti da una vasca da bagno. Per fortuna in seguito scoprimmo un posto più adatto per i nostri allenamenti: era un prato ben livellato che si trovava dove oggi ci sono i locali dell'ex Circoscrizione in via Era.

<<Il primo campo sportivo nacque in una tanca di proprietà di zio Barore Cherchi: purtroppo il campo durò poco perché il proprietario si lamentava che l'erba, che serviva per il pascolo del suo bestiame, veniva calpestata e distrutta. Il "nostro" campo di calcio si trovava alla fine di via Celestino Manunta, nella parte alta verso l'incrocio con via Pasella, là dove oggi ci sono le case di una cooperativa edile. Era proprio davanti alla piazzetta dove il venerdì c'è il mercatino.

<<In quell'occasione conoscemmo il signor Luigi Pivetta abitante a Li Punti e venuto per lavoro dal Veneto con la famiglia. Pivetta si offri di farci da allenatore, p3erché aveva esperienza di calcio (aveva militato nella serie C con la squadra del suo paese) e così incominciammo la nostra carriera calcistica nei campionati minori.

<<In seguito cambiammo campo: il nuovo fu predisposto nella zona di monte Tignosu. Cambiammo anche allenatore (non ricordo perché). Il nuovo mister era il signor Rosolino Serra di Sassari, ma abitante a Li Punti.

Anche Serra da giovane era stato uno sportivo ed aveva vinto un campionato italiano di maratona. Ci mostrava con orgoglio le foto di quel tempo. Con la Campagnola ricordo in particolare alcune partite: una vinta contro la squadra del Pozzomaggiore e un'altra a Sorso; una pareggiata a Fertilia e una brutta e indimenticabile persa contro una squadra di Sassari che si chiamava la "Lambretta": perdemmo 6 a 3.

<<Purtroppo le cose belle della vita non sempre durano molto e nel 1958 partii in continente per il servizio militare di leva. Quando tornai in congedo la bella Campagnola non esisteva più.

<<Per quanto riguarda la palestra di pugilato posso dire che non tutti sanno o si ricordano che a Li Punti, negli anni Cinquanta, è esistita una palestra di pugilato. Il locale era un magazzino che Varoni aveva dietro il bar (in quel locale in seguito ci fu la prima officina, di Pierino Chieffi). Veniva utilizzato come garage ed era l'unico a disposizione in quel periodo. Trascorse le otto ore quotidiane di lavoro, la sera andavamo in quella fantomatica palestra per i nostri allenamenti. Quella attività sportiva non durò molto, perché alla maggior parte dei giovani (compreso me) non piaceva prendere dolorosi pugni in faccia. L'allenatore, di cui ricordo solo il cognome era un bravo pugile sassarese che si chiamava Polo; erano i tempi dei famosi pugili Fiori e Altana, rispettivamente di Sassari e Porto Torres.

L'unico atleta della nostra palestra che prese seriamente l'attività sportiva di pugilato fu un certo Mario Lai di Li Punti. Si allenò con impegno e l'allenatore, vedendo tanta volontà, lo iscrisse ad un incontro pugilistico di dilettanti. Non ricordo se Mario fosse un peso gallo o un peso piuma. Lo spettacolo si svolse al teatro Verdi di Sassari. Io e tutti gli amici della palestra andammo a vedere quell'incontro e facemmo un tifo sfrenato per il nostro pupillo. L'incontro si svolgeva in tre riprese di tre minuti ciascuna. L'avversario era di Porto Torres. la prima ripresa andò abbastanza bene, ma alla seconda ripresa, nonostante il nostro incoraggiamento vocale, Mario incassò un pesante destro alla mascella. Solo il suono del gong lo salvò da una prematura sconfitta. Durante la pausa Mario recuperò un po' di energie per continuare l'incontro. Nella terza ripresa il nostro amico resistette sino alla fine con tutta la tenacia e la buona volontà che aveva a disposizione. Chiaramente l'avversario vinse l'incontro ai punti.

Quando uscimmo dal teatro andammo tutti incontro a Mario, l'abbracciammo elogiandolo per il suo coraggio, però aveva trovato un osso troppo duro per i suoi denti. Non ricordo se Mario continuò l'attività; ricordo che quelli per noi ragazzi erano tempi belli e spensierati dei quali provo tanta nostalgia anche per le grandi e sincere amicizie>>.

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Fine anni Cinquanta la squadra di calcio l'Edera

Attività sportive

U.S.D. Wilier 1949
La Wilier è una delle poche società che svolge l'attività su una struttura sportiva di proprietà. A Li Punti gli impianti della Wilier consistono in due campi da calcio regolamentari.
La Società è stata sempre impegnata a giocare un ruolo importante nel panorama calcistico giovanile di Sassari, ed è dotata di una Scuola calcio e di un settore giovanile. É stata fondata dal signor Giovannino Farina e a Sassari è la seconda per anzianità dopo la Torres. Il nome Wilier è nato per caso. Mentre Giovannino Farina discuteva con altri fondatori sul nome da dare alla squadra, passò un camion che trasportava le biciclette "Wilier Triestina". Notò che i colori di questa società ( il giallo e il rosso) corrispondevano ai colori sociali della nuova squadra e propose così il nome Wilier. Quel nome originale è l'abbreviazione di: W(viva) l'Italia Libera e Redenta. Nel 2016-17 ha disputato il campionato di 2^ Categoria, girone M.

Li Punti Calcio 1976
E' una squadra fondata nel 1976 dal signor Ido Zaami, impegnata inizialmente nei campionati Figc e dilettantistici. Il campo di calcio è di proprietà del Comune, in via Pala di Carru. La squadra svolge l'attività per il settore giovanile. Per anni ne è stato presidente Antonio Tiana. Nel 2016-17 ha disputato il campionato 1^ Categoria, girone E.

Squadra femminile Velio Spano

Alla fine degli anni Settanta nasceva nella locale sezione del Pci una squadra di calcio femminile che si chiamava "Velio Spano" come la sezione. Ha partecipato ad un campionato amatoriale femminile utilizzando il campo della Wilier. Il primo presidente della squadra fu Giampiero Ligas; allenatore era Giovanni Paoni. Purtroppo ci furono delle divergenze con alcuni genitori delle ragazze, perché nella maglietta rossa c'era stampato il nome Velio Spano. Ci fu un'assemblea in cui si decise di cambiare nome alla squadra, ma questa soluzione portò alle dimissioni di Giampiero ed ebbe come conseguenza che la squadra di lì a poco si sciolse.

In seguito, nel 1980, molte di quelle calciatrici giocarono nella squadra A.C.F. Delco Costruzioni, nel campionato femminile di serie C. Dalle ceneri di quella squadra nasceva, dopo il cambio di diversi nomi, la "Torres" femminile" di Leonardo Marras, vincitrice di tanti campionati italiani di categoria e trofei internazionali.

I circoli bocciofili

Parlare del gioco delle bocce a Li Punti è come parlare della storia del quartiere. Questo sport popolare negli anni passati era molto praticato sia a Sassari che nelle borgate vicine, come Li Punti e San Giovanni, dove avevano sede i circoli che hanno fatto la storia di questo sport.

Molte persone hanno dei ricordi di quei tempi e delle gare che si disputavano: uno di questi è Giuseppe Manunta classe 1938 ed ex presidente della nostra Circoscrizione. Giuseppe, grande appassionato del gioco delle bocce fin da ragazzo, ricorda e rifà la storia dei circoli bocciofili di Sassari, sempre mettendo in luce la popolarità che questo sport aveva nel nostro quartiere intorno agli anni Sessanta.

<<Fin da ragazzo frequentavo il circolo bocciofilo "Grazia Deledda" che si trovava vicino alla casa dove abitavo. Era gestito dai soci che si alternavano alla "cambusa". Presidente era il signor Puliga conosciuto anche perché scriveva spesso nelle pagine della cronaca sportiva della "Nuova Sardegna", curando il settore bocce. Un altro dirigente era il signor Daga, anche lui molto conosciuto perché era un dipendente comunale. Nei primi anni Cinquanta il circolo era frequentato da tanti giocatori, ma purtroppo i giovani erano pochi.

<<Gli altri circoli storici dove c'era il campo di bocce erano: "Il Moderno", in via Sorso, in prevalenza frequentato da imprenditori del mercato civico (era il campo frequentato da persone con esperienza fra le migliori della provincia di Sassari. Ricordo alcuni nomi: Pinna, Santoru e Antonio Peppino Usai); il circolo "Concordia" di via Buccari a Sassari annoverava tra i suoi tesserati dei bravi boccisti e arbitri provinciali come il signor Angelo Sanna: In questo circolo giocavano tanti cittadini che abitavano a San Giovanni, come Vincenzo Farina e Antonio Contini.

Alla fine degli anni Quaranta inizi anni Cinquanta, in questo circolo giocava Antonio Rubattu, dipendente delle Ferrovie; Il circolo "Il Faro" vicino a via Oriani, presidente Orazio Leccis:

In questo circolo giocava un giocatore molto abile, il signor Mannu, la sua particolarità era che usava bocce con circonferenza molto più grande rispetto a quella delle bocce che abitualmente si usavano; il circolo Ferroviario. Quando c'erano gare provinciali da disputare si andava nella sede di questo circolo per i sorteggi alla presenza del presidente provinciale Ferdinando Sollai: li venivano anche assegnati i campi e i giocatori che partecipavano alle gare. Giocavano tra gli altri i fratelli Sollai e il signor Vaira.

<<Prima che nascessero i circoli regolarmente affiliati c'erano i circoli amatoriali: uno di questi negli anni Quaranta era a San Giovanni: il campo era nel bar tabacchi di Augusto Veglia e gli abitanti della zona, e non solo loro, si riunivano lì per fare la consueta partita. In quel periodo le bocce erano in legno e più di una volta si spaccavano durante il gioco.

<<La storia dei circoli bocciofili di Li Punti e San Giovanni è una storia particolare, perché parlare di loro significa ricordare tempi passati dove tutto era più semplice e più genuino.

Il circolo "Virtus", costituito prima del 1955, è stato uno dei primi circoli dell'agro di Sassari.

Era sulla sinistra dei semafori all'ingresso di San Giovanni. Li giocavano, tra gli altri, i fratelli Pietrino e Baingio Farina, Buno Lovisi, Antonino Castulli e Luigi Piana. Il presidente era Martino Oggiano. <<Il circolo "Pace", in regione Santa Caterina, fu costituito nel 1962. presidente era il signor Carlo Piga. Il circolo, anche se era a conduzione familiare, aveva giocatori molto bravi. Oltre allo stesso presidente ricordiamo anche Michele, Pino e Antonio Masala.
Il circolo "Olimpia" nacque per merito di alcuni abitanti di San Giovanni, che acquistarono un terreno e vi allestirono dei campi di bocce. Nel 2001 organizzarono il primo trofeo nazionale "Tore Ara", già socio del circolo, per ricordarne la memoria. L'amico Tore è stato presidente della nostra Circoscrizione e Presidente del Consiglio comunale di Sassari. Al trofeo parteciparono numerosi campioni nazionali.
<< Il primo campo regolamentare è nato a San Giovanni-Baldinca nel 1962. Tra gli altri giocatori erano tesserati Giulio Sau e Antonio Sias, due veri campioni: una coppia che ha vinto molti titoli sia a livello provinciale che regionale. Il circolo aderì all'Enal provinciale, settore bocce affiliata alla Federazione Italiana Gioco Bocce (F.I.G.B.). Il primo presidente fu Italo Mulas e dopo le sue dimissioni la presidenza fu assunta dal signor Giovannino Marongiu al quale seguì Gavino Pinna. I giocatori più rappresentativi sono stati i fratelli Piras e Colombino>>.
Giuseppe continua il suo racconto con un pizzico di nostalgia per quei tempi passati:
<<Frequento Li Punti dal 1955, cioè da quando ho conosciuto mia moglie Giovanna Porcu.

In quel periodo ho conosciuto tanti amici che frequentavano il locale di Salvatore Ligas, che confinava con un giardino dove era stato realizzato un campo di bocce molto frequentato dagli abitanti del quartiere. I più assidui e bravi frequentatori erano zio Fiorenzo Lai, Luigi Pivetta, Francesco Oggiano, Antonino Fioravanti, Giovannino Piu, Giovanni Pinna, Giuseppe Maffi, Costantino Piana, Gavino Marras, Antonio Marras, Virgilio Maffi, i fratelli Uccio e Tore Lai, Peppino Ligas, Costantino Porcu e naturalmente io, Giuseppe Manunta. Praticamente quasi tutte le persone che hanno costituito il ceppo storico degli abitanti del nostro quartiere.

<<Da noi venivano a giocare anche alcuni residenti di Viziliu, come il sig. Pintore e il sig. Ghisu. Erano gli anni Sessanta. In quel periodo mio padre, Angelo Manunta, era un dirigente provinciale dell'Enal (Ente Nazionale Associazione Lavoratori) e veniva spesso a trovare i "vecchi" abitanti. Un giorno ci propose di costituire un circolo bocciofilo. Questa proposta venne accolta con entusiasmo per il semplice fatto che nel nuovo quartiere c'erano molti giovani e nessuna attività sportiva.
<<Dopo un incontro con i dirigenti Enal ci fu proposto di creare il circolo bocciofilo “Li Punti settore Raffa”. Il campo di bocce era quello nel terreno di zio Salvatore Ligas vicino alla cava Pinna.
Fu così che si costituì il circolo bocciofilo "Li Punti" e venne eletto presidente zio Fiorenzo Lai.
Iniziammo l'attività sportiva, subito frequentata dai figli dei "vecchi" abitanti: in particolare ricordo Tino e Renzo Piu, Gianni Pivetta, Antonio e Gigi Sanna, Giovannino Sedda, Gianni Solinas, Mario Piana, Paoletto e Bastianino Manos, Gigi Massidda, Vanni Lai e altri. Questi giovani si dimostrarono subito affidabili e disponibili alla collaborazione e alla adesione alle attività del circolo, partecipando alle gare sociali contro altri circoli di Sassari e della zona.
<<Il campo di Li Punti era sistemato qualche metro sotto il livello stradale a fianco di una cava di tufo. Sopra il campo abitavano le famiglie di Giovanni Pinna e quella di Giuseppe Maffi. A questo proposito ricordo con un sorriso quando la signora Gina, moglie di Giuseppe Maffi, chiamava il marito intento a giocare a bocce avvisandolo che la cena era pronta. Il circolo bocciofilo organizzava varie gare che vedevano molta partecipazione di giocatori di Sassari e provincia. Nel 1963 il circolo organizzò una manifestazione per giovani allievi: risultarono migliori giocatori Carlo Piga e Antonello Fancellu del circolo "Pace".

<<Nel 1964 nacque a Li Punti un altro circolo su proposta del signor Mulas e di altri abitanti. Venne intitolato a San Pio X. Il primo presidente fu Pietrino Piseddu, e consiglieri Bastianino Baldinu, Virgilio Maffi , Antonino Ruggiu e Matteo Ruiu. L'organizzatore signor Mulas era anche dirigente provinciale dell'Ubi., che aveva un regolamento di gioco diverso da quello della Figb: il regolamento Figb si giocava "Punto Raffa", il regolamento Ubi si giocava invece "Punto e Volo". Per il nuovo circolo vennero allestiti due campi di bocce all'inizio di via Vittorio Era, nel terreno dove oggi c'è il caseggiato dell'ex Circoscrizione. La sede era nei locali dove in seguito ci fu il bar Noi Noi all'inizio di via Era.

<<Nel 1967 il circolo "Li Punti" si fuse con il circolo "San Pio X" assumendo il nome di circolo "San Pio X Li Punti". I campi di gioco rimasero quelli di via Era. Purtroppo devo ricordare anche un grave incidente mortale che coinvolse Gavino Delias, padre di mio cognato Pietro, che era un giocatore di bocce iscritto al circolo "Concordia". Fu uno dei tanti incidenti mortali che capitarono nella superstrada, in regione Santa Caterina subito dopo Li Punti, verso Porto Torres. Fu investito da un'auto mentre usciva dal bocciofilo "Pace" e purtroppo perse la vita. In ricordo di Gavino il circolo "San Pio X Li Punti", del quale io ero il presidente, nel 1969 organizzò un torneo di bocce al quale parteciparono tutti i circoli di Sassari e provincia. Alla cerimonia di premiazione era presente l'allora arcivescovo di Sassari mons. Salvatore Isgrò. Vinse il torneo una coppia di Sassari del circolo "Concordia".
<<Nel 1973 in via Vittorio Era si rese libero un appartamento dove aveva abitato la famiglia Serra. Il proprietario, Peppino Melai, di professione postino presso l'ufficio di San Giovanni, diede al circolo in affitto quei locali. Nel 1978 lasciai la presidenza per altri impegni e mi subentrò l'amico Michele Baralla. Negli anni Ottanta, purtroppo, è iniziata la crisi di tutti i circoli bocciofili presenti nell'agro. Infatti chiusero tutti i battenti, tranne il circolo "Villa Trieste" e il circolo "Boccia d'Oro", dove era presente solo il "Volo".
<<Nei primi anni '90 nacque la "Società Cooperativa Boccia d'Oro" ex "Olimpia". I dirigenti di questa cooperativa, Gaetano Derudas" e Giulio Dedola, contattarono Michele Puggioni, già tesserato al circolo "San Giovanni-Baldinca", per riprendere l'attività boccistica settore "Raffa". Puggioni è stato il primo presidente di questo circolo e vicepresidente della cooperativa. Oggi questo circolo, con il nome la "Nuova Boccia d'Oro”, è l'unico rimasto e il suo giocatore più rappresentativo è Mario Sechi.
Concludo questo mio racconto ringraziando tutte le persone che mi hanno aiutato a raccogliere dati e documenti per redigere questa memoria, ed in particolare Michele Puggioni, Carlo Piga e Antonio Masala e a ricordare con affetto tutte quelle persone viventi o scomparse che hanno avuto nel gioco delle bocce una passione di vita>>.

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Un torneo di bocce 1952
Sono lontani i tempi in cui i ragazzi si divertivano a ballare nelle salette improvvisate. Mario Piana dice: <<Anche a Li Punti negli anni 1965-66, come in tutta la città, nascevano i vari club. Uno di questi fu Il club "I Ragazzi della via Gluck", fondato da alcuni giovani come Antonio Tiana, Vanni Lai, Michelino Garau e altri. Il locale era dove in seguito ci fu il bar Sa Mandra Noi Noi, ingresso da via Era. I ragazzi si divertivano, con la nuova musica emergente>>.
Oggi come diceva la canzone di Celentano "il ragazzo della via Gluck" anche nel nostro quartiere << là dove c'era l'erba ora c'è una città>>.

Oggi esistono nel quartiere scuole di ballo di diversi generi: latino-americano, liscio, ballo di gruppo, dance ecc. e scuole di Zumba Fitness. Negli anni Sessanta nel nostro quartiere le attività di aggregazione erano rivolte solamente agli uomini. Questo compito era svolto egregiamente dai circoli privati e dalle sezioni politiche che avevano un circolo al quale, di solito, era annesso un campo di bocce. Oggi le cose stanno cambiando: la voglia di riscatto della figura femminile e la accresciuta sensibilità nei confronti delle persone disagiate ha determinato la nascita di centri di aggregazione accessibili a tutti, anche dal punto di vista finanziario.
In parrocchia da diversi anni è operante un oratorio, gestito da volontari laici. Le diverse attività che vi si svolgono coinvolgono persone di tutte le età: bambini, ragazzi e adulti. Sono presenti corsi di ballo di gruppo e di ballo sardo, di chitarra, di taekwondo, di cucito.
La ludoteca comunale ospita al mattino adulti che svolgono attività manuali e nel pomeriggio i bambini.
Un altro centro di aggregazione laico è offerto dall'Auser.

Ma, cosa è l'Auser?

Questa che segue è un'intervista dell'attuale presidente della sezione di Li Punti Anna Maria Marra:

<<Cosa facciamo? O meglio: perché lo facciamo? Sapere di poter in qualche modo sentirsi attivi, utili, meno soli anche se "diversamente giovani" è la migliore, la più stimolante risposta che possiamo darvi. L’Auser è associazione, senza scopo di lucro, guidata dalla solidarietà e dalla disponibilità verso gli altri; Si fonda sui valori del volontariato in cui tutti possono sentirsi partecipi e felici.

E un’ Associazione di volontariato, tesa a valorizzare gli anziani come valore aggiunto e a far crescere il loro ruolo attivo nella società.

<<Nel 2013, sette soci, che hanno sentito forte la volontà di mettere la loro esperienza ed il loro tempo libero a disposizione del Quartiere Li Punti, hanno costituito l'Associazione.

Ho chiesto a mio nipote di dieci anni "Secondo te cos’è L’Auser?" Ha risposto : "Un luogo per non sentirsi solo".

<<Ecco, noi ci definiamo luogo di aggregazione di allegria e di cultura; Un luogo per ritrovarsi, condividere esperienze, confrontarsi, mettersi in gioco. Mi piace definirci "energie rinnovabili": proponiamo attività ricreative e di socializzazione al fine di stimolare e promuovere la partecipazione degli anziani alla vita sociale. La nostra sede è stata concessa dal comune nei locali della ex Circoscrizione la cui finalità dichiarata della legge del 1976 era quella di promuovere la più ampia partecipazione democratica e sensibilizzare i cittadini sulle problematiche del quartiere. Condividiamo i locali con i Servizi Sociali Territoriali.

<<Organizziamo iniziative che stimolino a uscire dalla propria abitazione e spesso anche dalla propria solitudine personale. La nostra proposta associativa è rivolta in maniera prioritaria agli anziani, ma è aperta alle relazioni di dialogo tra generazioni, nazionalità, culture diverse.

<<Un’associazione per la quale la persona è protagonista e risorsa per sé e per gli altri in tutte le età.

Ci proponiamo di:

—migliorare la qualità della vita;
—contrastare ogni forma di esclusione e discriminazione sociale, in particolare nei confronti dei migranti e delle donne di tutte le età;
—sostenere le fragilità;
—diffondere la cultura e la pratica della solidarietà e della partecipazione;
—valorizzare l’esperienza, le capacità, la creatività e le idee degli anziani;
—sviluppare i rapporti di solidarietà e scambio con le generazioni più giovani.

Moltissime sono le iniziative, organizzate, condotte e coordinate dai volontari che mettono a disposizione le loro competenze in modo gratuito, si svolgono prevalentemente nel pomeriggio: —corsi di informatica,
—corsi di ginnastica dolce,
—corsi di ballo sardo e di gruppo,
—laboratori artistici, ricreativi,
—eventi culturali e informazione: gite, conferenze, visite guidate a mostre e monumenti, incontri di cultura generale e su argomenti di interesse sociale,
—momenti ricreativi: ballo, giochi, intrattenimenti musicali, ecc., feste a tema, gite e pranzi sociali.
Le volontarie impegnano il loro tempo libero in attività creative per realizzare manufatti di stoffa, borse, vestitini, libri.

Collaboriamo con Sabrina Coccoloni, presidente dell'Associazione "Little Dresses for Africa" alla quale abbiamo inviato 40 vestitini e 25 libri di stoffa cuciti da sarte meravigliose, destinati a un gruppo di bambini ... per portare un pò di gioia anche in Kenia. Quando su social sono state postate le foto dei bambini che hanno ricevuto i libri, sui loro visi apparivano dei sorrisi enormi e luminosissimi che non dimenticheremo mai.

<<Feste ed eventi sono spesso realizzati insieme ad associazioni del territorio, enti istituzionali e casa famiglia "Il sogno" non solo con finalità ludico-ricreative, ma anche per favorire l’aggregazione, la solidarietà, la condivisione, lo star bene>>.

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Monsignor Paolo Atzei in visita pastorale alla sede Auser di Li Punti accompagnato da don Costantino parroco della chiesa San Pio X

Da diversi anni nel quartiere, oltre al calcio, sono proliferate tante attività sportive di diverse discipline, che impegnano e coinvolgono grandi, piccoli e intere famiglie. Queste società utilizzano spazi pubblici e privati. Ne citiamo alcune.
La società che vanta il maggior numero di anni di presenza nel nostro quartiere in tempi recenti è la "Punto S.s. Volley" associazione sportiva dilettantistica, che conta 20 anni di attività.


Nel 2015 è stato inaugurato un campo di baseball, la cui gestione sarà affidata per sei anni alla società "Yellows Team Basket".

Altre società presenti sono:
—A.S. dil. Li Punti Basket,
—Scuola Taekwondo,
—Centro sportivo Luigi Scardaccio con un campo di calcio a 5,
—Scuola di Karate dei maestri Gavino Sanna e Cosimo Cucureddu,
—Palestra Spot Club dove sono disponibili corsi per: Arti marziali, Sala pesi, Spinning, Corsi di ballo, Fitness ed altro,
—Campo di calcio loc. Baldinca in via Auzzas.

Giampiero Pinna

Concludendo il capitolo riguardante le attività sportive a Li Punti non possiamo dimenticare che nel nostro quartiere ha abitato Giampiero Pinna, campione italiano di pugilato dei pesi mosca.
Da campione italiano dilettanti ha collezionato 84 presenze nella nazionale partecipando, nel 1980, all'Olimpiade di Mosca in rappresentanza del pugilato italiano nella sua categoria. Nel 1985 da professionista è stato campione italiano della sua categoria e vicecampione europeo. Si è laureato anche campione intercontinentale vincendo il titolo mondiale girone junior della W.B.C.
Giampiero è venuto a Li Punti nel 1973 insieme alla famiglia, quando il padre ha acquistato a Monte Tignosu un terreno per costruire la casa dove Giampiero, in seguito, aprì un'attività commerciale, il bar Sport. Questa attività oggi è gestita dal fratello Albino. Purtroppo il campione è scomparso nel 2010 all'età di 52 anni in un tragico incidente.
Squadra_dei_grassi
Squadra_dei_magri
le squadre di calcio nella gara "magri contro grassi" alla festa de L'Unità  1978